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Communicating Europe in Italy - Shortcomings and opportunities |
| Lucia D'Ambrosi, Andrea Maresi |
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Come comunicano oggi le Istituzioni Europee in Italia? Quali sono gli attori principali che governano l’informazione europea? Sono questi gli interrogativi principali affrontati all’interno del testo in risposta alla crescente necessità avanzata dai cittadini di informazione e trasparenza dell’operato delle Istituzioni europee. Un strumento di approfondimento e valutazione critica sul modo di comunicare delle Istituzioni Europee, che si sofferma sugli attori principali che disciplinano e promuovono l’informazione europea e contribuiscono ad incrementare la conoscenza in Italia delle politiche comunitarie. Un’Europa, dunque, raccontata con “occhi” diversi, secondo una prospettiva di lettura che raccoglie contributi di accademici, rappresentanti delle Istituzioni nazionali ed europee, addetti del settore e professionisti esterni del giornalismo.
Prezzo € 21,00 |
| eum edizioni università di Macerata |
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Benedetto XVI Missione compiuta |
| Lucia Visca |
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L’addio del Papa che ha disegnato il futuro della Chiesa cattolica tra scandali e congiure
Il Papa si è dimesso. Il 28 febbraio – dopo quasi otto anni dalla sua elezione – Benedetto XVI lascia il pontificato spiegando di non farcela più. Stanco e malato, Joseph Ratzinger ha portato a termine la missione che si era posto: fare un po’ di pulizia e scrivere il canovaccio su come sarà la Chiesa cattolica negli anni a venire. Il conclave che eleggerà il nuovo Papa, infatti, lo ha disegnato lui, creando sempre meno cardinali occidentali e scegliendo i Principi della Chiesa nelle fila del Terzo mondo. Il primo pontefice dimissionario in tempi moderni, che nell’ultima parte del suo mandato ha dovuto affrontare gli scandali e le incomprensioni interne alla Curia romana. Sebbene le vicende del Vatileaks abbiano scosso i più stretti collaboratori, Ratzinger non ha mai perso di vista l’obiettivo di traghettare la Chiesa cattolica fuori dagli schemi del potere temporale. Benedetto XVI non ha trascinato le folle ma ha risvegliato le passioni intellettuali dei più attenti osservatori del mondo cattolico e, all’interno della comunità ecclesiale, la sua azione e il suo pensiero hanno messo in risalto sempre più lo scollamento fra le gerarchie e i fedeli. Molto per un Papa eletto per essere «di passaggio» e che, al contrario, ha avuto la capacità di pensare una Chiesa post apocalittica.
LUCIA VISCA È giornalista. Già redattore di «Paese Sera», fino al 1983, ha lavorato come redattore capo nelle redazioni di diversi quotidiani del Gruppo Espresso. Attualmente dirige la testata «Atlantedelgiorno». Per Castelvecchi ha pubblicato ‘Pasolini, una morte violenta’ e ‘Propaganda. L’origine della più potente loggia massonica’.
Pgg. 128 Euro 9,50 |
| Castelvecchi Rx |
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LA VOCE REPUBBLICANA – Un giornale per la libertà e la democrazia |
| Giancarlo Tartaglia |
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Il 15 gennaio del 1921 dalle rotative della tipografia di via della guardiola a Roma uscivano le prime copie de ‘La Voce Repubblicana’, a testimoniare la ripresa dell'attività e della presenza dei repubblicani in Italia, dopo la parentesi della Grande guerra. Molti erano stati i tentativi precedenti, da ‘La Ragione’ a ‘L'Iniziativa’, tutti durati una breve stagione. Quella della Voce sarebbe stata una nuova impresa editoriale e politica destinata a percorrere felicemente, e superarlo, tutto il secolo XX, arrivando sino ai giorni nostri. Diretta da politici di grande prestigio, come Giovanni Conti. Fernando Schiavetti, Randolfo Pacciardi, Cino Macrelli, Michele Cifarelli, Ugo La Malfa, Giovanni Spadolini e da illustri giornalisti come Alberto Ronchey, Edgardo Bartoli, Adolfo Battaglia, Stefano Folli, per citarne soltanto alcuni, ‘La Voce Repubblicana’ è stata, in questo secolo della sua vita, una voce libera e autorevole: contro il fascismo, sin dal primo giorno, nella resistenza contro il nazifascismo, nella battaglia per la Repubblica, nella costruzione e nella crescita dell'Italia, ieri come oggi sempre in difesa dei valori della libertà e della democrazia.
GIANCARLO TARTAGLIA è direttore della Federazione Nazionale della Stampa Italiana e insegna Diritto del Lavoro Giornalistico presso la scuola superiore di Giornalismo della LUISS Guido Carli di Roma. È stato collaboratore di ‘Nord e Sud’, ‘Archivio Trimestrale’, ‘La Voce Repubblicana’, ‘Roma’, ‘La Gazzetta del Mezzogiorno’. Ha pubblicato studi e ricerche sul mondo laico e democratico italiano. In particolare, ‘I Congressi del partito d'Azione 1944/1946/1947’ (Ed. Archivio Trimestrale 1984), ‘Un secolo di giornalismo italiano. Storia della Federazione nazionale della stampa italiana I (1877-1943)’ (Mondadori 2008). Ha curato il volume di Michele Cifarelli, ‘Libertà vò cercando... Diari 1934-1938’ (Rubbettino 2004) e i primi due volumi ‘Scritti 1925-1953’ (Mondadori 1988) e ‘Scritti 1953-1958’ (Presidenza del Consiglio dei Ministri 2003) dell'opera omnia di Ugo La Malfa. |
| Edizioni della Voce |
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“Un secolo di giornalismo italiano” Storia della Federazione nazionale della stampa italiana
I (1877-1943) |
| Giancarlo Tartaglia |
Prefazione di
Piero Craveri Pubblicato con il contributo della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) |
Questo lavoro sulla Federazione della stampa colma un vuoto grave nella ricostruzione della storia del giornalismo italiano dall'Unità alla fine della seconda guerra mondiale. La storiografia non ha mai veramente tenuto conto del ruolo di questa realtà associativa, sia nello sviluppo della professione, sia nella concreta affermazione dei diritti di libertà che la concernono. La loro piena effettività si deve infatti ad un lento processo, in cui non solo i giornali, ma le battaglie della professione giornalistica hanno avuto un ruolo importante.
Anche l'attività sindacale della Federazione della stampa contribuì inizialmente a consolidare, da un punto di vista istituzionale, lo statuto della professione giornalistica e la piena conquista della libertà di stampa in epoca liberale. Non a caso in questa specificazione l'associazionismo giornalistico prende a svolgere una difesa della libertà di espressione non solo nei confronti dello Stato, ma negli stessi rapporti con gli editori, con un orizzonte più ampio di quello rivendicato da questi ultimi. Ne saranno testimonianza l'impegno contro la censura nella guerra italo-turca e negli anni della Grande Guerra e la lunga tenace battaglia in difesa della libertà di stampa contro la svolta autoritaria del fascismo.
GIANCARLO TARTAGLIA è direttore della Federazione nazionale della stampa italiana e insegna Diritto del lavoro giornalistico presso la Scuola Superiore di Giornalismo della LUISS Guido Carli di Roma. Collaboratore di Nord e Sud, Archivio Trimestrale, La Voce Repubblicana, ha pubblicato studi e ricerche sul mondo laico e democratico italiano.
In particolare, ha pubblicato I Congressi del partito d'Azione 1944/1946/1947 (Ed. Archivio Trimestrale, 1984), ha curato il volume di Michele Cifarelli, Libertà vò cercando… Diari 1934-1938 (Rubettino, 2004) e cura la pubblicazione dell'opera omnia di Ugo La Malfa, di cui sono già usciti i primi due volumi Scritti 1925-1953 (Mondadori, 1988) e Scritti 1953-1958 (Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2003).
Prezzo al pubblico € 34,50 |
| MONDADORI-UNIVERSITA' |
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“La conquista della libertà” il giornalismo italiano da Amendola alla liberazione |
| A cura di Franco Siddi |
prefazione di Arrigo Levi postfazione di Luigi Punzo in collaborazione con la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) |
In occasione del Centenario della fondazione della Fnsi i giornalisti italiani riflettono sul doloroso percorso per la conquista della libertà di stampa. Questo libro propone una riflessione sull'insegnamento e sulla figura di Giovanni Amendola, morto per i postumi di pestaggi fascisti, e dà conto della discussione svolta a Montecatini nel maggio 2005 attorno agli stretti legami fra liberalismo e democrazia.
A Montecatini, 83 anni fa, veniva aggredito e pestato a morte Giovanni Amendola, giornalista e parlamentare, la più autorevole voce dell'opposizione al nascente regime fascista. Ad Amendola, i giornalisti italiani hanno voluto intitolare l'istituto di previdenza di categoria e vogliono ricordarne la figura di intellettuale rigoroso e coraggioso, capace di affrontare, inerme e a viso aperto, la minaccia dei bastoni e dei manganelli.
FRANCO SIDDI (Francesco Angelo), di Samassi, paese del cagliaritano, giornalista del gruppo Finegil l'Espresso (la sua testata è la Nuova Sardegna), è segretario della Federazione nazionale della stampa italiana dopo esserne stato presidente per anni. La lunga esperienza nei giornali locali ne fa uno dei maggiori esperti di informazione e territorio. Animatore dei primi coordinamenti dei Comitati di redazione dei giornali locali del gruppo Caracciolo, per dodici anni, dal 1987 è stato presidente dell'Associazione della stampa sarda per quasi dieci anni. Dal marzo 2006 è membro dell'esecutivo della Federazione europea dei giornalisti.
Prezzo al pubblico € 16,00 |
| MEMORI |
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