 |
“Alceste De Ambris. L’utopia concreta di un rivoluzionario sindacalista” |
| Enrico Serventi Longhi |
|
Il percorso biografico di Alceste De Ambris, così suggestivo e controverso, riflesse meglio di qualunque altro le inquietudini, le oscillazioni e le ambivalenze della cultura rivoluzionaria italiana: sindacalista rivoluzionario, libertario, cospiratore, interventista, agente governativo, filofascista, dannunziano, legionario, antifascista, massone, quattro volte esule in terra straniera. La varietà e originalità del personaggio e del suo itinerario politico hanno complicato fin’ora la sua ricostruzione biografica: attraverso inediti carteggi rintracciati dall’autore presso la famiglia e lo studio accurato di una mole impressionante di documenti presso gli archivi pubblici e privati italiani e internazionali, l’autore ci regala una sorprendentemente matura opera prima. Non limitandosi alla mera ricostruzione e con il necessario distacco critico, rilegge, rielabora e riconsidera in una nuova prospettiva alcuni dei passaggi chiave della Storia d’Italia: lo sciopero agrario di Parma, la nascita del movimento fascista, l’avventura di Fiume dannunziana, il delitto Matteotti, la cospirazione antifascista. Soprattutto, ci apre preziosi squarci sull’intenso e sofferto rapporto di De Ambris con il ‘Comandante’ e il ‘Duce’ dell’Italia Nuova: Gabriele D’Annunzio e Benito Mussolini.
ENRICO SERVENTI LONGHI, nato a Roma il 1° settembre 1976, è attualmente assegnista di ricerca in Storia contemporanea presso la Facoltà di Scienze Politiche, Sociologia, Comunicazione alla Sapienza di Roma. Studia e ha studiato, privilegiando il taglio biografico, la cultura rivoluzionaria italiana nella transizione tra Stato liberale e Stato fascista, con particolare attenzione al movimento sindacale e libertario. Alla sua prima monografia, ha già pubblicato saggi, articoli e recensioni per Mondo Contemporaneo e per altre riviste.
Prezzo al pubblico € 32,00 |
| FrancoAngeli |
 |
Propaganda – l’origine della più potente loggia massonica |
| Lucia Visca |
| Prefazione di Gian Carlo Caselli |
“Quello che emerge dalla storia raccontata da Lucia Visca è una sorta di network relazionale, caratterizzato dalla capacità (necessità?) di riprodursi e perpetuarsi in una saldatura culturale, politica ed economica sorda ad ogni interesse generale, sostenuta invece da pulsioni sovversive capaci di sfibrare il gioco democratico e le tendenze rigeneratrici che esso esprime” GIAN CARLO CASELLI
UN FIUME CARSICO CHE ATTRAVERSA LA STORIA D'ITALIA Un filo rosso che nell'arco degli anni congiunge il malaffare praticato nei Palazzi del potere e coinvolge i protagonisti della scena politica e finanziaria: da Francesco Crispi e Adriano Lemmi fino a si suppone - Gianni Letta e Luigi Bisignani. Stiamo parlando della loggia Propaganda, la società segreta più influente del nostro Paese ma della quale ancora molti aspetti sono avvolti nel mistero. Se gli scandali recenti lasciano pensare che vi sia stata la ricostituzione dellaP2, è molto probabile che prima di Licio Gelli qualcun altro avesse dato vita alla P1. La giornalista Lucia Visca, attraverso una rilettura attenta dei documenti, ricostruisce il percorso di un sistema di potere sorto insieme al Regno d'Italia: «una maledizione», usando le parole dell'autrice, da cui il Paese stenta a liberarsi. Quali sono stati i legami fra massoneria e lo sbarco dei Mille e quello degli Alleati in Sicilia nel 1943? Che rapporti ha avuto la Loggia con la mafia? E ancora, oltre Silvio Berlusconi, quali sono e che fine hanno fatto gli iscritti alle liste della Propaganda nelle sue varie reincarnazioni?
LUCIA VISCA è giornalista. Già a «Paese Sera», ha lavorato nelle redazioni di diversi quotidiani del Gruppo Espresso. Attualmente dirige le testate elettroniche «Atlante», «Technet» e «Geopolitica». Per Castelvecchi ha pubblicato "Pasolini, una morte violenta".
Prezzo al pubblico € 14,00 |
| Castelvecchi RX |
 |
“Un secolo di giornalismo italiano” Storia della Federazione nazionale della stampa italiana
I (1877-1943) |
| Giancarlo Tartaglia |
Prefazione di
Piero Craveri Pubblicato con il contributo della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) |
Questo lavoro sulla Federazione della stampa colma un vuoto grave nella ricostruzione della storia del giornalismo italiano dall'Unità alla fine della seconda guerra mondiale. La storiografia non ha mai veramente tenuto conto del ruolo di questa realtà associativa, sia nello sviluppo della professione, sia nella concreta affermazione dei diritti di libertà che la concernono. La loro piena effettività si deve infatti ad un lento processo, in cui non solo i giornali, ma le battaglie della professione giornalistica hanno avuto un ruolo importante.
Anche l'attività sindacale della Federazione della stampa contribuì inizialmente a consolidare, da un punto di vista istituzionale, lo statuto della professione giornalistica e la piena conquista della libertà di stampa in epoca liberale. Non a caso in questa specificazione l'associazionismo giornalistico prende a svolgere una difesa della libertà di espressione non solo nei confronti dello Stato, ma negli stessi rapporti con gli editori, con un orizzonte più ampio di quello rivendicato da questi ultimi. Ne saranno testimonianza l'impegno contro la censura nella guerra italo-turca e negli anni della Grande Guerra e la lunga tenace battaglia in difesa della libertà di stampa contro la svolta autoritaria del fascismo.
GIANCARLO TARTAGLIA è direttore della Federazione nazionale della stampa italiana e insegna Diritto del lavoro giornalistico presso la Scuola Superiore di Giornalismo della LUISS Guido Carli di Roma. Collaboratore di Nord e Sud, Archivio Trimestrale, La Voce Repubblicana, ha pubblicato studi e ricerche sul mondo laico e democratico italiano.
In particolare, ha pubblicato I Congressi del partito d'Azione 1944/1946/1947 (Ed. Archivio Trimestrale, 1984), ha curato il volume di Michele Cifarelli, Libertà vò cercando… Diari 1934-1938 (Rubettino, 2004) e cura la pubblicazione dell'opera omnia di Ugo La Malfa, di cui sono già usciti i primi due volumi Scritti 1925-1953 (Mondadori, 1988) e Scritti 1953-1958 (Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2003).
Prezzo al pubblico € 34,50 |
| MONDADORI-UNIVERSITA' |
 |
“La conquista della libertà” il giornalismo italiano da Amendola alla liberazione |
| A cura di Franco Siddi |
prefazione di Arrigo Levi postfazione di Luigi Punzo in collaborazione con la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) |
In occasione del Centenario della fondazione della Fnsi i giornalisti italiani riflettono sul doloroso percorso per la conquista della libertà di stampa. Questo libro propone una riflessione sull'insegnamento e sulla figura di Giovanni Amendola, morto per i postumi di pestaggi fascisti, e dà conto della discussione svolta a Montecatini nel maggio 2005 attorno agli stretti legami fra liberalismo e democrazia.
A Montecatini, 83 anni fa, veniva aggredito e pestato a morte Giovanni Amendola, giornalista e parlamentare, la più autorevole voce dell'opposizione al nascente regime fascista. Ad Amendola, i giornalisti italiani hanno voluto intitolare l'istituto di previdenza di categoria e vogliono ricordarne la figura di intellettuale rigoroso e coraggioso, capace di affrontare, inerme e a viso aperto, la minaccia dei bastoni e dei manganelli.
FRANCO SIDDI (Francesco Angelo), di Samassi, paese del cagliaritano, giornalista del gruppo Finegil l'Espresso (la sua testata è la Nuova Sardegna), è segretario della Federazione nazionale della stampa italiana dopo esserne stato presidente per anni. La lunga esperienza nei giornali locali ne fa uno dei maggiori esperti di informazione e territorio. Animatore dei primi coordinamenti dei Comitati di redazione dei giornali locali del gruppo Caracciolo, per dodici anni, dal 1987 è stato presidente dell'Associazione della stampa sarda per quasi dieci anni. Dal marzo 2006 è membro dell'esecutivo della Federazione europea dei giornalisti.
Prezzo al pubblico € 16,00 |
| MEMORI |
|