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Lavoro Autonomo -- Free Lance

DA MILANO A SANTO DOMINGO PER COSTRUIRE UNA RETE SINDACALE DEI FREELANCE LATINOAMERICANI

Se in Europa ed in Italia in particolare i freelance stanno conoscendo momenti difficili, tanto che i sindacati moltiplicano i loro sforzi per cercare di conquistare cornici contrattuali e compensi dignitosi, il problema è addirittura esplosivo nel Centro e nel Sud America. Dove, come scrive Fabio Schiavo, "per i giornalisti, i diritti sono un optional".

Invitato dalla Efj (la Federazione europea dei sindacati dei giornalisti, cui aderisce la Fnsi) il collega Fabio Schiavo (membro del Cdr Quadratum e della Commissione sindacale Alg) ha tenuto dal 17 al 19 novembre a Santo Domingo un seminario di tre giorni ad una platea di colleghi di diversi Paesi, selezionata dai rappresentanti latino-americani entro la Federazione internazionale (Ifj). L'obiettivo era costruire per quei freelance una rete sindacale e avanzare proposte concrete; e questo sia analizzando normative e pratiche nei diversi Paesi centrosud-americani, sia illustrando loro le realtà del lavoro autonomo in Italia ed in Europa. Tre giornate densissime di lavoro, con risultati di soddisfazione. Come ben sintetizza Fabio Schiavo (il testo completo "Un mondo di giornalismo sommerso" in questo sito, nella sezione Lavoro autonomo):

"Nel sud e nel centro America per i giornalisti, i diritti sono un optional. Pochi o inesistenti quelli riguardanti il diritto del lavoro e quasi nulle le garanzie politiche e sociali. In molti casi la deontologia e le regole di base sono sconosciute. A tale frammentazione si aggiunge una legislazione variegata che permette anche l'esistenza di patti leonini come per i "contratos de protección" in Messico, in altre parole contratti di protezione  e quelli di "solidarismo", principalmente in Costa Rica. A dispetto del nome si tratta di forme contrattuali assolutamente antisindacali ad esclusivo vantaggio dell'impresa. I primi sono dei contratti collettivi firmati da "sindacati bianchi", cioè collusi con i potere spesso senza che i lavoratori ne siano a conoscenza e che danno mano libera alle imprese. Il Ministero del Lavoro, inoltre, non è obbligato a dar notizia di quanti ce ne sono in una casa editrice e se applicati. Il secondo è una specie di patto permanente in cui ai dipendenti sono accordati alcuni benefici economici in cambio della pace sindacale, i Cdr si trasformano così, in maniera cosciente, in organizzazioni solidaristiche non più rappresentative dei lavoratori. Questa pratica ha creato una rete di clientelismo: sono stati inoltre segnalati molti casi di corruzione. Evidentemente la parcellizzazione estrema ha impedito la costituzione di un sindacato unico e ha creato una serie d'associazioni locali più o meno rappresentative. Tutto ciò porta non ad un contratto nazionale ma molte contrattazioni locali ulteriormente spezzettate a secondo dei media di cui trattano.

La situazione peggiora ulteriormente se si passa ai freelance, che in America Latina è una categoria più ampia di quell'europea in cui  sono compresi anche i collaboratori e gli autonomi, due figure giuridiche dai confini incerti in cui giornalismo, uffici stampa e spettacolo alcune volte s'intersecano.

"Infine - conclude Fabio Schiavo - anche in Sud America è presente il problema degli stagisti, becarios, studentes en practica o pasante, secondo la terminologia locale. In alcuni paesi tali lavoratori para subordinati sono pagati per il loro impiego, ma anche nel continente sudamericano il loro uso è percepito come una forma di lavoro nero. In chiusura la buona notizia: la dichiarazione finale dei lavori sancisce la nascita della Fepal, Federazione de la Prensa de Latino America, federazione della Stampa Latino Americana, prima cellula di una federazione unitaria che al suo interno prevede la costituzione di gruppi di studio e associativi nazionali unitari sui freelance e i loro problemi e di un comitato soprannazionale per coordinare e analizzare i risultati ottenuti. Inoltre la Fepal afferma di voler partecipare alla creazione di una legislazione per i freelance e che venga al più presto analizzato e studiato il fenomeno dei becarios, avvertito come futura classe di sfruttati a cui va garantiti diritti sociali, politici e de lavoro al pari di tutti gli altri".


Sintesi della relazione di Fabio Schiavo al seminario di Santo Domingo (17-19 novembre 2005)

UN MONDO DI GIORNALISMO SOMMERSO: I FREELANCE

1) INTRODUZIONE

Esistono dei colleghi che hanno pochi o talvolta nessun diritto, non sono assunti in pianta stabile nelle redazioni eppure sono indispensabili: si chiamano freelance, dei giornalisti che scelgono di lavorare in maniera autonoma e di cui spesso non si sente la voce.

2) I FREELANCE

In Europa i colleghi freelance prestano la loro opera per una o più testate e/o differenti media: editoria elettronica, televisione e radio. Sono pagati al pezzo, tranne che in Danimarca dove il pagamento è orario, ricavando da ciò il loro reddito. Alcuni hanno un contratto per una serie di prestazioni, in esclusiva o meno. Non hanno diritti e potere contrattuale e poche o nulle garanzie sociali. Una situazione facilitata dalle concentrazioni proprietarie dei media e da chi vede nel giornalismo solo un'attività con cui fare profitto.

3) I NUOVI PROLETARI: GLI STAGISTI

Dopo di loro esiste un'altra categoria più derelitta: gli stagisti, la nuova frontiera del capitalismo. Dopo la creazione dei più vari contratti precari è arrivato il turno dei nuovi proletari: gli stagisti. Un'intera generazione a disposizione, manodopera costo zero. Una nuova forma di lavoro nero mascherato da apprendistato denunciato anche a livello europeo, un misto di corsi d'aggiornamento e di pratica in redazione con la supervisione di un tutor che non permette allo stagista di entrare nella produzione diretta e di percepire uno stipendio. Gli stagisti di Francia, Belgio e Italia, seppure in forme diverse, si sono organizzati e hanno indetto nei rispettivi paesi delle manifestazioni. Quella a Parigi, organizzata da "Generation Precaire" poi, non si è tenuta per i recenti e noti fatti di cronaca.

4) LA SITUAZIONE IN EUROPA

La situazione europea riguardante diritti e garanzie dei freelance è molto variegata. In molti paesi la legislazione comunitaria vieta contratti collettivi perché lesivi della legge sulla libera concorrenza. Normalmente sono pagati al pezzo, mentre in Danimarca a tariffa oraria.

5) VARIE ASSOCIAZIONI

In ognuno dei paesi Eu ci sono associazioni locali di categoria, riunite sotto varie sigle e/o collegate con altre componenti sindacali che si occupano dei giornalisti assunti e dei colleghi freelance Esistono perciò diversi contratti a secondo dei media. L'Italia è l'unico paese ad avere un sindacato unitario di tutti i giornalisti, assunti, freelance, disoccupati, pensionati, cassaintegrati e disoccupati che stipula un contratto nazionale che vige erga omnes e ne difende gli interessi.

6) DIFFERENZE TRA I PAESI EUROPEI

Finlandia, Norvegia, Svezia e Danimarca hanno garanzie sociali minime quali indennità malattia e maternità. Per chi lavora in Grecia, in Belgio e in Spagna non ci sono protezioni sociali e alcun tipo d'assistenza, in più nella penisola iberica i freelance sono invitati ad aprire la partita Iva. In Gran Bretagna c'è garantita la possibilità di congedi pagati, indennità malattie e maternità oltre ad un maggior uso del diritto d'autore. Esiste inoltre la possibilità di avere assistenza legale e di aderire ad una convenzione per un'assicurazione privata. I colleghi hanno creato un data base informativo. Ai freelance della Germania le associazioni di categoria hanno assicurato una certa previdenza sociale e la possibilità di aderire ad una privata convenzionata. Oltre ad un ampio spettro di garanzie sociali.

7) IL CASO FRANCIA

La Francia è il paese che ha assicurato ai freelance le più ampie garanzie equiparandoli con la Legge Cressard del 1974 ai colleghi assunti. Ciò vale, però solo per chi collabora costantemente e da più tempo con una o più testate.

8) LA PARTICOLARITÀ' ITALIANA

In Italia il sindacato unico Fnsi - Federazione Nazionale della Stampa Italiana - ogni 4 anni firma un contratto nazionale di lavoro con la sua controparte, la Fieg - Federazione Italiana Editori Giornali - in cui sono compresi altri due contratti per le emittenti radio televisive locali e per gli uffici stampa delle pubbliche amministrazioni. Nel contratto che si sta discutendo tra le richieste, figurano l'esclusione per i giornalisti dell'applicazione della legge Biagi che aumenta la precarietà, la regolamentazione dell'attività dei freelance, l'istituzione di una lettera d'incarico, un tariffario minimo, la maggiorazione dei compensi e la possibilità per i freelance di accedere al Fondo pensionistico Complementare della Fnsi, finanziato in parte dagli editori.

9) CASAGIT1/2 E INPGI 1/2

La Fnsi ha inoltre attivato per i freelance un'altra serie di garanzie a cui si aderisce volontariamente. Esiste la Casagit 2, una cassa mutua complementare al servizio sanitario nazionale: si versa per scaglioni partendo da un minimo e poi l'Inpgi2, istituita con decreto legge nel 1996 che offre un piano pensionistico e indennità di maternità.

10) DUE ALTRE PROTEZIONI

Infine esistono due altre protezioni per i colleghi giornalisti, freelance e non: il Comitato Pari Opportunità - CPO - che accerta non vi siano discriminazioni sul lavoro e salariali tra uomo e donna e l'Osservatorio Antisopruso, vale a dire contro il mobbing che ha funzione di monitoraggio e di lobbying nei confronti dei parlamentari. In ogni associazione regionale esiste poi uno sportello anti mobbing.

11) L'ORDINE

L'Italia è l'unico paese con un Ordine Nazionale dei Giornalisti; qui si trova il registro degli iscritti, cioè l'Albo professionale. L'Ordine garantisce anche la qualità e l'indipendenza del lavoro giornalistico e ha funzioni di controllo varie. Esistono due albi. Al primo si possono iscrivere quelli che superano un esame di stato, dopo un praticantato di 18 mesi oppure dopo aver frequentato un corso universitario o il biennio della scuola dell'Ordine. All'altro albo ci s'iscrive presentando una documentazione di svolta attività giornalistica remunerata per almeno due anni. Solitamente i freelance sono iscritti in quest'albo.

12) CONSIDERAZIONI FINALI

La situazione europea porta a consigliare di avere un sindacato unico e nazionale, composto su base locale per strutturare una più efficace azione. Questo porta a trovare soluzioni collettive efficaci e a contratti che valgano per tutte le aziende. Fondamentale è poi la creazione di una rete d'informazione e scambio opinione, regionale, nazionale e internazionale, una banca data e una newsletter per tutti gli iscritti.


TESTO IN SPAGNOLO

UN PERIODISMO SUMERGIDO: LOS FREELANCES

1) INTRODUCCIÓN.

¿Quienes son los freelance? ¿Qué derechesos tienen y de cuáles faltan estos colegas que non trabajan en la plantilla y sin embargo son indispensables? ¿Cuál es la situación en Europa y además en Italia y cuáles pueden ser las esperenzas y los objetivos posibles de estos professional de las información que a menudo no se sabe que existen?

2) LOS FREELANCES.

Los freelance o colaboradores - que pueden ser gráficos, escritores operadores de cámara y digitales, registas - tienen poco o nada derechos, no están en la plantilla de las redacciones y trabajan en manera autónoma. En Europa pueden trabajar, al mismo tiempo, en los clásico y/u en los nuevos soportes tecnológicos, editorial electrónica, televisión, radio, operadores de cable, internet. Son pagados "a la pieza" salvo que en Danimarca donde la tarifa es horaria, traen desde eso el rédito. Alguien tiene un contrato laboral en exclusiva pero todos no han derechos y tampoco poder contractual y casi nada coberturas sociales. Una situación facilitada para un proceso de concentración de las proprietades de los medios de comunicación y por quien cree que el periodismo sea simplemente ganancia.

3) LOS NUEVOS PROLETARIOS: LOS BECARIOS.

Después los freelance existe otra categoría más abandonada: los becarios o los estudiantes en práctica la nueva frontera del capitalismo. Después la creación de lo mas varios contratos precarios ahora ha llegado el momento de un nuevo lumpenproletariat, los estudiantes. Una generación a la disposición, mano de obra gratuita. Trabajo negro camuflado come apredinzaje, denunciado a nivel europeo, una mezcla de cursos de reciclaje y práctica en las redacciones, con un supervisor pero sin remuneración. Los beacarios de Francia, Bélgica y Italia, aún en manera diferente, han creado organización locales y en sus paises han convocado muchas manifestaciones. Aquella de Paris, activada por "Generation precaire" - Generación precaria - no se ha tenido por los recientes sucesos.

4) LA SITUACIÓN EN EUROPA.

La situación europea concernientes los derechos y las garantías de los freelance es mucho abigarrada. En casi todos los estados los freelance están asimilados a trabajadores por cuenta ajena que venden sus trabajos a una empresa que adopta el papel ficticio de clientes de estos contratistas. Por eso las empresas no aceptan contratos colectivos llamando la ley comunitaria y las declaraciones de la Authority que prohíben los carteles porqué non permiten la libre competencia. Asimilando así los freelance a sociedades unipersonales y olvidandose de la debilidad contractual de aquellos.

5) VARIAS AGRUPACIONES.

En los países EU hay varias asociaciones de periodistas reunidas en muchas agrupaciones juntadas con otra fuerza sindicales, por exemplo en España una de las agrupaciones está en la Federación de Comunicación y Transporte y en Francia una está con la Confederación General du Travail, Confederación General de los Trabajadores. Por lo tanto hay muchos contratos diferentes para medio. Solo en Italia hay una agrupación unitaria por los de plantilla, los colaboradores, los parados, los retirados y los desempleados que estipula un contrato colectivo nacional y defiende los intereses de todos.

6) DIFERENCIA ENTRE LOS PAISES EUROPEOS.

Finlandia, Noruega, Suecia y Danimarca tienen seguridad social básica come compensación de maternidad y enfermedad. Por quien trabaja en Bélgica, Grecia y España no hay algunas coberturas sociales y nada seguridad social. Además en la península ibérica los colaboradores deben inscribirse en el régimen especial de los autónomos y disponer así del NIF - Número de Identificación Fiscal - para disfrutar el cobro de sus trabajo a las empresas. En Gran Bretaña los freelance han compensación de enfermedad, maternidad, de vacaciones y una fuerte protección del derecho de autor. La agrupación inglesa ofrece asistencia legal y la posibilidad de suscribir con una compañía una póliza vida. Además la agrupación ha criado una base datos. Por los freelance alemanos las agrupaciones locales han obtenido la básica seguridad social y también una convención privada. Y muchísimas garantías sociales.

7) EL CASO FRANCIA.

La legislación francesa es la más protectora por los freelance que tienen seguridad social, derechos laborales y los mismos derechos de los periodistas que están en la plantilla. Todo gracias a la Ley Cressard del 1974 que equiparó los colaboradores a los periodistas empleados. Esas cosas, pero, valen solo por quien colabora constantemente y desde mucho tiempo con uno o más medio.

8) LA PARTICULARIDAD ITALIA.

En Italia el sindicato unitario, la FNSI - Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Federación Nacional de la Prensa Italiana - cada cuatro años firma un contrato nacional con su parte contraria, la FIEG - Federazione Italiana Editori Giornali, Federación Italiana Editores Periódicos - en eso hay dos otros contratos, por las radios y las televisiones locales y por los gabinetes de prensa de la publica administración. En el contrato en debatido hemos puesto, entre otras cosas, la exclusión por los periodistas de la Ley 30/2003 o sea la Ley Biagi que precariza totalmente el sector, reglas claras pro los colaboradores, tarifas mínimas, libranzas, carta de encargo y el permiso por los colaboradores ad entrar en el Fondo Pensionistico Complementare della FNSI, - Fondo complementar de jubilación de la FNSI - financiado en parte por los editores y por hoy abierto solo por los empleados que pueden devolver una porción de los TFR - Trattamento Fine Rapporto - un arrinconamiento mensual a favor de los trabajadores que lo disfrutan cuando se jubilan.

9) ADEMÁS

Por los freelance la FNSI tiene dos protecciones más. Como existe por los empleados la CASAGIT 1 - Cassa Autonoma Assistenza Integrativa dei Giornalisti Italiani, Caja Autonoma Seguridad Sanitaria Complementaria de los Periodistas Italianos - y la INPGI 1 - Istituto Nazionale di Previdenza dei Giornalisti Italiani, Instituto Nacional de Seguros de los Periodistas Italianos - hay la CASAGIT 2 y la INPGI 2 ambas en base voluntaria. La prima se paga en escalón partiendo desde un mínimo, la segunda instituida con Decreto Ley en 1996, ofrece un plan de jubilación y de compensación de la maternidad.

10) DOS OTRAS PROTECCIONES.

Al final hay dos otras protecciones por todos los periodistas: el CPO - Comitato Pari Opportunità, Comité Par Oportunidad - que acierta que no hayan discriminación en el trabajo y en el salario entre mujeres y hombres, y el Osservatorio Anti Sopruso - Observatorio Contre los Atropellos - con función de vigilancia y de lobbying con los políticos. Cada agrupación local ha una ventanilla antimobbing y asistencia médica y legal.

11) EL ORDEN.

Italia es el solo paises donde existe un Orden Nacional de los Periodistas, estructurado a base regional donde se encuentra el registro de los inscribidos, llamado Albo Professionale - Registro Professional. El Orden asegura la calidad y la independencia del trabajo periodista y también otras funciones de vigilancia. Hay dos registros, al primer se inscribe quien aproba el examen de estado después 18 meses de practica en una redacción o después un curso universitario en periodismo o el bienio de la escuela de periodismo del Orden. Hay en fin casos de inscripción de oficios. Por el segundo registro hay que presentar una documentación de efectuado trabajo periodistas, pagado y por los meno por dos años. De costumbre la mayoría de los freelances se inscriben en este registro.

12) CONSIDERACIÓNES FINALES.

La situación europea aconseja un Sindacato Único y nacional, estructurado a base local por una acción más eficaz. Eso ayuda en buscar soluciones colectiva fuertes y contratos que sean válido por todas las compañías y empresas de comunicación a cualquier nivel, medio y tipología. Fundamental es la creación de una red de información y cambio de opiniones, a nivel regional, nacional y internacional. conectada con otras similares, una base datos y una newsletter con informaciones útil sobre el trabajo, las tarifas, consejos legales, administrativo y los impuestos.

Fabio Schiavo

fschiavo@quadratum.it

+39/(0)2/70642466

ALGUNOS LINKS UTILES:

- FNSI, Federazione Nazionale della Stampa Italiana
http://www.fnsi.it
e-mail: infofnsi1@tin.it

- IFJ, International Federation of Journalist
http:// www. ifj.org
e.mail: ifj@ifj.org

sección europea:

- EFJ, European Federation of Journalist
e-mail: efj@ifj.org

- IFEX, International Free Expression Exchange
http://www.ifex.org

- LSDI, Libertà di Stampa, Diritto all'Informazione
http://www.lsdi.it
dossier frelance Europa:
www.lsdi.it/dossier/freelance/intlonghi.asp

- ARTICOLO21
http://www.articolo21.com

- MEDIAWATCH
http://italy.peacelink.org/mediawatch

- AGRUPACIÒN DE PERIODISTAS DE ESPANA
http://www.fct.ccoo.es/periodistas/

- PERIODISTAS 21
http://periodistas21.blogspot.com

- SINDACATO PERIODISTAS
http://www.sindicato-periodistas.es

- AGRUPACIÒN PERIODISTAS
http://www.agp-ugt.org/documentos/indice.htm


Relazione su Premio Fip, Periodismo para la Tolerancia 2004 e incontro inter americano sui freelance e il giornalismo indipendente.

Santo Domingo, 17-19 novembre 2005

di Fabio Schiavo

I DIRITTI DEI GIORNALISTI: QUESTI SCONOSCIUTI

Nel sud e nel centro America per i giornalisti, i diritti sono un optional. Pochi o inesistenti quelli riguardanti il diritto del lavoro e quasi nulle le garanzie politiche e sociali. In molti casi la deontologia e le regole di base sono sconosciute. A tale frammentazione si aggiunge una legislazione variegata che permette anche l'esistenza di patti leonini come per i "contratos de protección" in Messico, in altre parole contratti di protezione e quelli di "solidarismo", principalmente in Costa Rica. A dispetto del nome si tratta di forme contrattuali assolutamente antisindacali ad esclusivo vantaggio dell'impresa. I primi sono dei contratti collettivi firmati da "sindacati bianchi", cioè collusi con i potere spesso senza che i lavoratori ne siano a conoscenza e che danno mano libera alle imprese. Il Ministero del Lavoro, inoltre, non è obbligato a dar notizia di quanti ce ne sono in una casa editrice e se applicati. Il secondo è una specie di patto permanente in cui ai dipendenti sono accordati alcuni benefici economici in cambio della pace sindacale, i Cdr si trasformano così, in maniera cosciente, in organizzazioni solidaristiche non più rappresentative dei lavoratori. Questa pratica ha creato una rete di clientelismo: sono stati inoltre segnalati molti casi di corruzione. Evidentemente la parcellizzazione estrema ha impedito la costituzione di un sindacato unico e ha creato una serie d'associazioni locali più o meno rappresentative. Tutto ciò porta non ad un contratto nazionale ma molte contrattazioni locali ulteriormente spezzettate a secondo dei media di cui trattano.

La situazione peggiora ulteriormente se si passa ai freelance, che in America Latina è una categoria più ampia di quell'europea in cui sono compresi anche i collaboratori e gli autonomi, due figure giuridiche dai confini incerti in cui giornalismo, uffici stampa e spettacolo alcune volte s'intersecano.

Infine anche in Sud America è presente il problema degli stagisti, becarios, studentes en practica o pasante, secondo la terminologia locale. In alcuni paesi tali lavoratori para subordinati sono pagati per il loro impiego, ma anche nel continente sudamericano il loro uso è percepito come una forma di lavoro nero.

In chiusura la buona notizia: la dichiarazione finale dei lavori sancisce la nascita della Fepal, Federazione de la Prensa de Latino America, federazione della Stampa Latino Americana, prima cellula di una federazione unitaria che al suo interno prevede la costituzione di gruppi di studio e associativi nazionali unitari sui freelance e i loro problemi e di un comitato soprannazionale per coordinare e analizzare i risultati ottenuti. Inoltre la Fepal afferma di voler partecipare alla creazione di una legislazione per i freelance e che venga al più presto analizzato e studiato il fenomeno dei becarios, avvertito come futura classe di sfruttati a cui va garantiti diritti sociali, politici e de lavoro al pari di tutti gli altri.


a Fepal delacra que el uso indebido de los becarios, o sea los pasantes, y de los estudiantes en práctica es una manera de crear mano de obra gratuita. Esta forma de trabajo negro envilece la contratación coleticva y pone las bases por una futura generación de explotados y trabajadores sin derechos. Por eso es fundamental que los sindicatos deben formar parte de los pactos en los cuales se establezcan reglas claras por el trabajo de esos trabajadores.

La Fepal dichiara che l'uso indebito degli stagisti (là sono chiamati becarios, oppure pasantes) e degli studenti-praticanti è un modo per creare mano d' opera gratuita. Questa forma di lavoro nero svilisce la contrattazione collettiva e getta le basi per la nascita di una futura classe di sfruttati e lavoratori senza diritti. Per questo è fondamentale che i sindacati debbano far parte della contrattazione in cui si stabiliranno delle regole chiare per il loro uso.


Circolare del ministero del Welfare sui lavoratori a progetto.
Previsto l'adeguamento entro il 24 ottobre 2004

Giro di vite in arrivo sulle collaborazioni coordinate e continuative che saranno sostituite in gran parte dai «contratti a progetto» previsti dalla legge Biagi approvata lo scorso autunno e disciplinati da una circolare del ministero del Welfare pubblicata oggi. Per adeguarsi ci sarà tempo fino al prossimo 24 ottobre.
La circolare firmata dal ministro Roberto Maroni definisce campo di applicazione, requisiti qualificanti, corrispettivi e tutele per i lavoratori che firmeranno un contratto a progetto, spiegando che «i rapporti di collaborazione coordinata e continuativa instaurati senza l'individuazione di uno specifico progetto, programma di lavoro o fase di esso sono considerati rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato sin dalla data di costituzione del rapporto».

Non devono essere ricondotti a questo tipo contrattuale le prestazioni occasionali, gli agenti e rappresentanti di commercio, le professioni intellettuali, le collaborazioni sportive, i partecipanti a collegi e commissioni, i componenti
di organi di amministrazione e controllo di società e i collaboratori che hanno una pensione di vecchiaia.

Le nuove collaborazioni - secondo la circolare - oltre al requisito del progetto devono essere caratterizzate dall'autonomia del collaboratore, dalla coordinazione con il committente e «dall'irrilevanza del tempo impiegato per l'esecuzione della prestazione» anche se il provvedimento precisa che tra le forme di coordinamento della prestazione «sono comprese anche forme di coordinamento temporale». Ecco in sintesi gli elementi del nuovo contratto:

* AUTONOMIA: l'autonomia del collaboratore a progetto «si esplicherà pienamente quanto al tempo impiegato per l'esecuzione della prestazione, all'interno delle pattuizioni intervenute tra le parti» sulle forme di coordinamento, anche temporale, con il committente.

* PROGETTO: Il progetto «consiste in una attività produttiva ben identificabile e funzionalmente collegata a un determinato risultato finale cui il collaboratore partecipa direttamente con la sua prestazione». E' possibile stipulare il contratto anche sulla base di un «programma di lavoro o fase di esso» dove questi si caratterizzano per la produzione di un risultato solo parziale, destinato ad essere integrato da altre lavorazioni.

* COORDINAMENTO: Il collaboratore a progetto - secondo la circolare - «può operare all'interno del ciclo produttivo del committente e per questo deve necessariamente coordinare la propria prestazione con le esigenze dell'organizzazione del committente». Il coordinamento può riferirsi sia ai tempi di lavoro che alle modalità di esecuzione del progetto o del programma di lavoro «ferma restando l'impossibilità del committente di richiedere una prestazione esulante dal progetto».

* DURATA: la durata del contratto deve essere «determinata o determinabile», il contratto si esaurisce con la fine del progetto.

* FORMA DEVE ESSERE SCRITTA: Nel contratto deve essere indicata la durata della prestazione, l'indicazione del progetto, il corrispettivo, le forme di coordinamento del lavoratore e le eventuali misure per la tutela della salute e della sicurezza.

* CORRISPETTIVO: Deve essere «proporzionato alla quantità e qualità del lavoro svolto». Non potranno essere in alcun modo utilizzate le disposizioni in materia di retribuzione stabilita nella contrattazione collettiva per i lavoratori subordinati.

* RISOLUZIONE CONTRATTO: Il contratto si risolve «al momento della realizzazione del progetto o del programma che ne costituisce l'oggetto. Le parti possono recedere prima della scadenza del termine «per giusta causa ed altre cause stabilite dalle parti nel contratto di lavoro individuale».

* REGIME TRANSITORIO: Le collaborazioni coordinate e continuative già stipulate al momento di entrata in vigore del decreto e che non possono essere ricondotte a un progetto «mantengono efficacia fino alla scadenza e, in ogni caso, non oltre un anno dalla data di entrata in vigore del decreto, ossia il 24 ottobre 2004». Tempi più lunghi possono essere definiti solo nell'ambito di un accordo aziendale con il quale il datore di lavoro contratta con i sindacati la transizione di questi lavoratori o verso il lavoro a progetto o verso il lavoro subordinato. (ANSA).


ACCORDO FIEG-FNSI SU DISOCCUPAZIONE, PREVIDENZA
E MERCATO DEL LAVORO (Roma, 5 maggio 2004)

(Formato Word)

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