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Lavoro Autonomo -- Commissione Nazionale

REGOLAMENTO DELLA COMMISSIONE PER IL LAVORO AUTONOMO

Art.37

La Commissione per il lavoro autonomo opera nell'ambito della Federazione Nazionale della Stampa e d'intesa con la Giunta esecutiva al fine di favorire la tutela professionale, sindacale e previdenziale dei giornalisti lavoratori autonomi.

Art. 38

La Commissione ha il compito specifico di:

a) monitorare permanentemente il numero e le condizioni di lavoro dei giornalisti autonomi;
b) individuare gli strumenti di assistenza sindacale, legale e previdenziale idonei a migliorare le condizioni di lavoro dei giornalisti autonomi;
c) operare come supporto della Giunta Esecutiva e della Segreteria Nazionale nelle attività di tutela dei lavoratori autonomi.

Art. 39

La Commissione è costituita da un Presidente, da due rappresentanti per le Associazioni di Roma e Milano e da un rappresentante per ciascuna delle altre Associazioni federate. La Commissione elegge fra i suoi membri un Coordinatore, che coadiuva il Presidente nello svolgimento della sua attività.
I componenti della Commissione sono eletti dalle rispettive assemblee regionali dei lavoratori autonomi.
Il Presidente della Commissione è nominato dalla Giunta Esecutiva della Federazione e scelto tra i componenti della Giunta stessa.

Art. 40

Il Presidente è il responsabile dell'attività della Commissione, ne convoca le riunioni, d'intesa con il Coordinatore, e riferisce sulla sua attività alla Giunta Esecutiva.

Art. 41

E' istituita l'Assemblea Nazionale dei lavoratori autonomi. L'Assemblea, che deve essere rinnovata ogni triennio, successivamente alla sessione di insediamento del Consiglio Nazionale, è composta da cinque delegati per l'Associazione di Roma e cinque per l'Associazione di Milano e due delegati per ciascuna delle altre Associazioni regionali di stampa. Fanno parte di diritto dell'Assemblea il Presidente e il Coordinatore della Commissione.
I componenti dell'Assemblea Nazionale sono eletti dalle Assemblee regionali.
L'Assemblea Nazionale è convocata in via ordinaria una volta all'anno e in via straordinaria ogni qualvolta se ne ravvisi la necessità dal Segretario Generale, su richiesta del Presidente della Commissione.

L'Assemblea Nazionale ha il compito di:

a) integrare con tre rappresentanti le commissioni nazionali per le trattative contrattuali;
b) approfondire le tematiche inerenti la specifica attività professionale dei lavoratori autonomi sulla base delle indicazioni della Commissione.

Art. 42

Nell'ambito di ciascuna Associazione regionale di stampa deve essere costituita, su base elettiva, una commissione regionale per il lavoro autonomo, coordinata da un responsabile nominato dall'organo esecutivo dell'Associazione ed eletta dall'Assemblea regionale dei giornalisti lavoratori autonomi.
Il numero dei componenti della commissione regionale è definito con delibera dai rispettivi consigli direttivi dell'Ars.

Art. 43

Nell'Assemblea nazionale e nelle Assemblee regionali godono di elettorato attivo e passivo i giornalisti iscritti alle AA.RR.SS. e alla Gestione separata dell'Inpgi, che percepiscano esclusivamente redditi da lavoro autonomo che abbiano versato il contributo soggettivo sul reddito dichiarato e che non usufruiscano del sussidio di disoccupazione dell'Inpgi né di trattamento pensionistico.

Art. 44

Le elezioni per la composizione dell'Assemblea Nazionale e delle Assemblee regionali si svolgono secondo le modalità previste dai commi 5,6,7,8 e 12 dell'articolo 9 dello Statuto federale.

Art. 45

I componenti della Commissione Nazionale e delle commissioni regionali, nonché i componenti dell'assemblea nazionale e delle assemblee regionali, qualora in corso di mandato perdano i requisiti di cui all'articolo 43 decadono automaticamente dall'incarico e sono sostituiti dai primi dei non eletti ai sensi dell'articolo 16 dello Statuto federale.

Norma transitoria

L'assemblea nazionale dei freelance, che sarà rinnovata secondo le nuove disposizioni regolamentari entro due mesi dalla loro approvazione, esaurirà il suo mandato con la sessione di insediamento del Consiglio Nazionale che sarà eletto dal XXVII congresso della stampa italiana.


DOCUMENTO DELLA COMMISSIONE PER IL LAVORO AUTONOMO PER IL XXVI CONGRESSO FNSI
FREELANCE E PRECARIETA’: PER I DIRITTI DEL LAVORO, PER LA LIBERTÀ E LA QUALITÀ DELL’INFORMAZIONE (Formato Pdf)


ORDINE DEL GIORNO - XXVI CONGRESSO DELLA FNSI

Il mondo del lavoro autonomo, che comprende freelance, co.co.co., partite IVA e cessione di diritto d’autore, conta circa 24.000 giornalisti, di cui il 55% dichiara un reddito annuo inferiore a 5.000 euro lordi. Il taglio dei compensi e delle collaborazioni, deciso dagli editori negli ultimi due anni in seguito alla crisi economica, ha portato la condizione dei lavoratori autonomi a livelli insostenibili. Aggravata, tra l‘altro, dall’improvviso arrivo nel mondo dei collaboratori esterni di tanti colleghi espulsi dalle redazioni in seguito alle riorganizzazioni aziendali.

 

I freelance non cercano necessariamente il posto fisso ma chiedono che sia garantita loro la possibilità di vivere decorosamente con il proprio lavoro.

 

Il XXVI Congresso della Fnsi, riunito a Bergamo, ritiene urgente, e quindi una priorità, che il Sindacato affronti i problemi derivanti dalla crescente precarietà che contraddistingue l’esercizio della professione autonoma, in tutte le sue declinazioni e su qualsiasi media. Difendere la libertà del giornalismo significa ridare valore e dignità al lavoro giornalistico, a partire da quello dei freelance: la precarietà delle condizioni professionali rischia spesso di andare a scapito della qualità e dell’autonomia dell’informazione.

 

La FNSI nei prossimi anni dovrà attivare politiche e azioni sindacali che puntino da una parte all’assunzione a tempo indeterminato del maggior numero possibile di colleghi, dall’altra a ottenere nuove e più stringenti regole che garantiscano condizioni di lavoro dignitose per i freelance.

 

Il Sindacato dovrà essere impegnato in particolare a:

 

- definire retribuzioni minime decorose, tariffari contrattuali e maggiori garanzie per la tutela del lavoro autonomo, nei prossimi rinnovi contrattuali e tramite accordi collettivi e interventi legislativi;

 

- affermare il concetto che il lavoro autonomo, privo per definizione di stabilità, deve costare più di quello dipendente;

 

- promuovere tavoli di confronto con editori e datori di lavoro, a livello nazionale, regionale e aziendale, per il rispetto delle norme contrattuali già esistenti (come i tempi di pagamento a un mese dalla pubblicazione), ma troppo spesso inapplicate, e per ottenere migliori trattamenti economici e tutele;

 

- studiare forme di coinvolgimento diretto dei collaboratori esterni nelle rappresentanze sindacali aziendali;

 

- intervenire con particolare attenzione nel mondo del web, caratterizzato da un elevato tasso di improvvisazione e da sperimentazioni ai limiti della legalità, spesso con retribuzioni irrisorie e garanzie inesistenti per i freelance;

 

- favorire un confronto e un coordinamento con istituzioni, associazioni e forze sociali che, in Italia e in Europa, si adoperano per il miglioramento delle condizioni contrattuali, legislative e di welfare a tutela di precari e lavoratori autonomi, anche di altre categorie professionali intellettuali;

 

- vigilare e denunciare, in collaborazione con gli altri enti di categoria (in particolare, Ordine e INPGI) l’esercizio abusivo della professione e ogni forma di lavoro gratuito o irregolare;

 

- sviluppare una rete di convenzioni, servizi e assistenza tecnica per le specifiche problematiche del lavoro autonomo;

 

- organizzare qualificati corsi di formazione e di aggiornamento per i lavoratori autonomi, con particolare riferimento alle nuove tecnologie e alla multimedialità, anche con il contributo di editori e istituzioni;

 

- collaborare con l’Ordine dei Giornalisti per il rispetto della deontologia professionale e la rispondenza degli Albi all’effettivo esercizio della professione, valutando inoltre l’opportunità di una revisione dei criteri per il riconoscimento del praticantato dei freelance;

 

- avviare un confronto con gli Enti della categoria per il disegno di un nuovo welfare per i giornalisti lavoratori autonomi, con tutele, servizi e assistenza più rispondenti alle esigenze e alle disponibilità economiche dei freelance.

 

La FNSI ha costituito nei mesi scorsi i primi, importanti strumenti di politica sindacale per i freelance: Commissione e Assemblea Nazionali e Commissioni Regionali per il lavoro autonomo. Tali organismi vanno ora sviluppati e sostenuti con azioni, mezzi e risorse economiche adeguati a garantire loro di operare con continuità ed efficacia, in modo che diventino reali punti di aggregazione e coordinamento delle istanze dei freelance, luoghi propulsori di idee, dibattito e intervento.

 

Il presente e il futuro del Sindacato si giocano sulla difesa della qualità e dell’indipendenza dell’informazione, che passano oggi in primo luogo dalla capacità di offrire risposte, servizi e tutele ai lavoratori autonomi.


 

LA FNSI E LA COMMISSIONE NAZIONALE LAVORO AUTONOMO AI CDR E FIDUCIARI DI REDAZIONE

La Fnsi e la Commissione nazionale Lavoro autonomo della Fnsi intendono portare all’attenzione dei Cdr e dei fiduciari di redazione l’urgenza di un confronto e dell’avvio di una stretta collaborazione, anche con le Assostampa e le Commissioni regionali per il Lavoro autonomo, per realizzare una serie di iniziative a tutela dei giornalisti freelance e collaboratori.

Giornalisti che non sono più solo dei collaboratori saltuari, ma sono divenuti nel loro complesso delle vere e proprie “redazioni esterne”, indispensabili per il prodotto informativo quotidiano, ma che non godono dei diritti e delle tutele dei giornalisti contrattualizzati, né di retribuzioni non solo minimamente paragonabili, ma quasi sempre insufficienti per mantenersi (la maggioranza dei freelance in Italia guadagna meno di 10.000 euro lordi l’anno, e larga parte di loro nemmeno 5.000).

I Cdr rappresentano il primo possibile strumento di difesa e tutela di freelance e collaboratori, e ciò in virtù dei compiti assegnati ai Cdr dal Contratto collettivo nazionale. E una stretta sinergia tra Cdr, Assostampa, FNSI e rappresentanti di freelance e collaboratori può divenire un forte strumento d’intervento per tentare di garantire anche ai giornalisti non contrattualizzati da dipendenti (che oramai rappresentano, e rappresenteranno sempre più, la maggioranza della professione), diritti e tutele sempre più drammaticamente urgenti e non differibili.

Le problematiche sulle quali proponiamo un confronto e delle iniziative concertate sono:

- la pari dignità e il rispetto dei diritti professionali e contrattuali dei collaboratori, sia sotto l’aspetto contrattuale, retributivo, che etico-deontologico

- la rappresentanza dei collaboratori nelle redazioni attraverso i Cdr

- l’attivazione di processi di stabilizzazione di precari e cococo, e di contrattazione collettiva aziendale per garantire più adeguati livelli di trattamento contrattuale, economico e di rapporti con gli editori e le redazioni per i freelance

Più in particolare riteniamo che sia necessario e urgente:

- Stimolare la presa di coscienza che, nell’attuale mercato del lavoro, il precariato sottopagato non è più una sorta di “periodo di prova”, in attesa di un impiego contrattualizzato a tempo indeterminato, ma una condizione lavorativa quasi sempre permanente, e come tale inaccettabile e insostenibile.

- Far rispettare la dignità e la professionalità del lavoro dei freelance, anche tramite l’elaborazione di linee guida per un codice etico di “buone prassi” di rapporti tra editori, redazioni e i collaboratori.

- Affermare il concetto che il lavoro autonomo, poiché si assume i costi e i rischi di produzione, ed essendo privo di garanzie, deve costare di più rispetto a quello dipendente. E ciò per rendere da una parte più conveniente alle aziende ricorrere ai contratti da dipendente, e dall’altra offrire ai freelance la possibilità di esercitare la professione in forma dignitosa, e realmente indipendente.

- Giungere tramite accordi collettivi aziendali alla definizione di retribuzioni minime decorose, tariffari contrattuali, garanzie di tutele e altre forme di sostegno per i freelance (quali rimborsi spese, convenzioni, etc.).

- Richiedere dei tavoli di confronto con i datori di lavoro per far rispettare le norme contrattuali collettive esistenti, ma troppo spesso inapplicate, quali il corretto inquadramento dei collaboratori entro i i corrispondenti articoli del Contratto collettivo nazionale, e ciò anche per quanto riguarda le retribuzioni.

- Ottenere per i cococo il divieto di esclusiva, o far prevedere un indennizzo economico a fronte di una richiesta dell'editore in tal senso; introdurre il  divieto di richiesta di manleva (responsabilità penale a carico del solo collaboratore).

- Far valere l’Accordo collettivo nazionale sulla disciplina del lavoro autonomo (inserito nel contratto nazionale di lavoro giornalistico): «pagamenti entro il mese successivo alla pubblicazione»

- Intensificare la lotta all'esercizio abusivo della professione, che non rispetta le regole del giornalismo e le normative, ponendo fine a situazioni nelle quali - ad esempio - si vedono articoli firmati con regolarità da non iscritti all’Ordine.

- Sviluppare un’attenta vigilanza e la denuncia di ogni forma di lavoro gratuito o irregolare, sia che questo venga camuffato da stage formativo o di introduzione alla professione, sia che si presenti sotto dubbie forme di “citizen giornalism”.

- Vigilare e far rispettare le norme deontologiche della professione (quali, ad esempio, il divieto di assumere incarichi di uffici stampa per attività per le quali poi anche si scrive come giornalisti per una testata, o quando si hanno responsabilità ed incarichi all’interno delle redazioni).

- Vigilare sull’impiego di pensionati nel lavoro giornalistico, ove non è raro vedere dei colleghi oramai pensionati che continuano a ricoprire gli stessi incarichi o ruoli redazionali precedenti, sottraendo così occasioni e posti di lavoro a colleghi collaboratori e precari più giovani, che necessitano di una stabilizzazione

- Avviare forme di partecipazione e rappresentanza dei collaboratori esterni alle rappresentanze sindacali aziendali, vuoi in prospettiva con l’elezione di un loro rappresentante nei Cdr, vuoi nell’immediato con l’indicazione di almeno un referente nei Cdr deputato a rappresentare i collaboratori esterni. E, ove non esistesse una rappresentanza sindacale aziendale, questa dovrebbe essere affidata alle Commissione regionale Lavoro Autonomo, a supporto dei responsabili dell’Assostampa regionale.

- Collaborare alla costituzione di un “Osservatorio sul mercato del lavoro giornalistico”, in modo da monitorarne continuamente le condizioni e gli sviluppi, prestando particolare attenzione alle testate minori, al web e al multimediale, nei quali si possono facilmente riscontrare varie irregolarità e abusi

- Spingere per l’attivazione di una trattativa con editori e governo, come previsto dal contratto nazionale all’allegato 0, parte 3, titolo “Interventi congiunti nei confronti del Governo”: «Le parti (Fieg e Fnsi ndr) predisporranno le richieste da presentare congiuntamente al Ministero del Lavoro finalizzate a: .. g) prevedere la definizione di specifici ammortizzatori sociali a beneficio dei giornalisti titolari di rapporto di lavoro autonomo».

- Garantire, anche con contributi degli editori e delle istituzioni, qualificati corsi di formazione e di aggiornamento, mirati anche alle più moderne esigenze della professione, in riferimento all’informatica, alla multimedialità e l’online (rif. all’art. 4 CNLG: «Fieg e Fnsi realizzeranno corsi di aggiornamento professionale per i giornalisti privi di occupazione o che non abbiano un rapporto di lavoro subordinato»).

I punti qui elencati fanno parte della piattaforma di lavoro della Commissione nazionale Lavoro Autonomo della FNSI (v. allegato “Freelance e precarietà: per i diritti del lavoro, per la libertà e la qualità dell’informazione”), approvata per acclamazione in forma sintetizzata in un Ordine del giorno dal XXVI Congresso FNSI di Bergamo, testo al quale rimandiamo per ulteriori approfondimenti.

Intendiamo infine sottolineare che oggi in Italia essere giornalisti freelance non è quasi mai una libera scelta, ma spesso solo una costrizione, a causa di condizioni di mercato che raramente offrono la possibilità di assunzioni o prospettive di stabilità.

Ciò non toglie che molti freelance e collaboratori non cercano necessariamente il posto fisso, ma tutti indistintamente chiedono che sia garantita anche a loro la possibilità di vivere decorosamente con il proprio lavoro, e che questo venga rispettato per quello che vale effettivamente sul piano professionale.

La presente richiesta di incontro e collaborazione con i colleghi contrattualizzati delle redazioni parte da questi presupposti, per poter garantire sia migliori condizioni di lavoro ai freelance e collaboratori, che una migliore qualità del sistema dell’informazione in Italia, e del servizio reso ai cittadini.

per la Commissione nazionale Lavoro Autonomo FNSI
Il coordinatore
Maurizio Bekar 


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