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Cpo/Fnsi - Documentazione 2009
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18 marzo 2009

DECALOGO ANTI-MOBBING IN REDAZIONE (*)

- Perchè il Decalogo Anti-Mobbing in Redazione
1) Il mobbing è un fenomeno che, per le sue caratteristiche, intercetta e influisce negativamente sul complesso di una organizzazione, producendo, nel tempo, danni e, comunque, effetti negativi, non solo sul soggetto, che lo subisce, ma anche sul contesto generale della struttura.
- Cosa è il mobbing
2) In ambito legale, per mobbing, si intendono atti e comportamenti discriminatori o vessatori, protratti nel tempo, posti in essere nei confronti di lavoratori dipendenti, pubblici o privati, da parte di un datore di lavoro ovvero da colleghi, caratterizzantisi come una vera e propria forma di persecuzione psicologica o di violenza morale
3) Il mobbing può consistere, a titolo meramente esemplificativo, in: pressioni o molestie psicologiche; calunnie sistematiche; maltrattamenti verbali e offese personali; minacce o atteggiamenti mirati a intimorire ingiustamente o avvilire, anche in forma velata o indiretta; critiche immotivate o atteggiamenti ostili; delegittimazione dell'immagine, anche di fronte a soggetti estranei all'impresa, ente o amministrazione; esclusione o immotivata marginalizzazione dall'attività lavorativa; attribuzione di compiti esorbitanti o eccessivi e, comunque, idonei a provocare seri disagi in relazione alle condizioni fisiche del lavoratore; attribuzione di compiti dequalificanti in relazione al profitto professionale posseduto; impedimento sistematico e immotivato all'accesso a notizie e informazioni inerenti l'ordinaria attività di lavoro; marginalizzazione immotivata del lavoratore rispetto a iniziative formative, di riqualificazione e di aggiornamento professionale; esercizio esasperato ed eccessivo di forme di controllo nei confronti del lavoratore, idonee a produrre danni e disagio
4) Sono individuabili diversi tipi di mobbing: a) mobbing dal basso (o down-up), in cui il mobber (o mobbizzante) è in una posizione inferiore rispetto a quella della vittima; b) mobbing dall'alto (o up-down), in cui il mobber è in una posizione superiore rispetto a quella della vittima; mobbing strategico (o bossing), che è una forma di mobbing usata strategicamente dalle imprese per promuovere l'allontanamento dal mondo del lavoro di soggetti in qualche modo scomodi; mobbing tra pari (o orizzontale), in cui il mobber e la vittima sono allo stesso livello; doppio mobbing, in cui l'energia distruttiva, dalla quale la vittima è caricata e che trova in famiglia la possibilità di scaricarsi, può giungere ad un livello tale da comportare la saturazione delle riserve familiari
- Cosa non è il mobbing
5) Non costituiscono mobbing: i) fattori organizzativo-gestionali legati allo svolgimento del rapporto di lavoro, quali una nuova assegnazione, un trasferimento, un licenziamento; ii) situazioni indotte dalle dinamiche psicologico-relazionali comuni sia agli ambienti di lavoro che a quelli di vita, quali conflittualità interpersonali, difficoltà relazionali o condotte, comunque, riconducibili a comportamenti puramente soggettivi, che, in quanto tali, si prestano inevitabilmente a discrezionalità interpretative - Come riconoscere il mobbing
6) Nella tradizione italiana, ii mobbing prevede uno stadio iniziale e cinque fasi di successiva evoluzione.
7) Lo stadio iniziale di mobbing consiste nella condizione zero di conflitto fisiologico normale e accettato.
8) Le seguenti si individuano come le sei fasi di successiva evoluzione del mobbing:
. prima fase, in cui si individua la vittima e le si dirige la conflittualità generale;
. seconda fase, in cui la vittima inizia a provare un senso di disagio;
. terza fase, in cui la vittima (o mobbizzato) comincia a manifestare i primi effetti del mobbing, quali primi sintomi psico-somatici e/o primi problemi di salute;
. quarta fase, che è caratterizzata da errori, quando non abusi, da parte dell'organizzazione datoriale, estranea alla condotta del mobber e, soprattutto, da parte del dipartimento dedicato all'amministrazione del personale, che, spesso per carenza di informazione sull'origine della situazione, non individua le ragioni del disagio del lavoratore mobbizzato e sbaglia nella valutazione negativa del caso;
. quinta fase di aggravamento delle condizioni di salute psico-fisica del mobbizzato, che entra in una situazione di vera e propria prostrazione.
- Come tutelarsi dal mobbing
9) Non è possibile sperare in una fine naturale del conflitto: il mobbing non si esaurisce e non tende a diminuire in intensità; anzi, cresce in maniera esponenziale.
10) Se avete la sensazione di trovarvi in una situazione di mobbing, diventa necessario cercare riferimenti concreti, che possono essere l'aiuto del sindacato e la consulenza e l'assistenza di avvocati e psicologi. ________

(*) © Avv. Michela Cocchi - Dott. Giovanni Brighenti, 2008 Iniziativa patrocinata da ASER - Associazione Stampa Emilia - Romagna


8 marzo 2009

“Mal comune... Niente gaudio", donne meno pagate e più disoccupate

“Mal comune… niente gaudio”. Con questo slogan le donne della Cpo-Fnsi con Cgil-Cisl-Uil e Ugl sindacati hanno denunciato, in occasione dell' 8 marzo 2009, una realtà innegabile: neanche la crisi economica è uguale per tutti. La disoccupazione colpisce le donne, ancora più degli uomini, mentre il differenziale salariale aggrava lo stato delle cose.
La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno lanciato un'iniziativa unitaria per segnalare questa disparità costante e crescente e sostenere la necessità di una mobilitazione delle donne e del mondo del lavoro.

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