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Cpo/Fnsi - Notizie

26 maggio 2010

“E’ questione di rispetto”. Nasce un blog per raccogliere storie e denunce delle donne nell’informazione

Dopo l’allontanamento della collega Tiziana Ferrario dalla conduzione del Tg1 e la denuncia della collega Maria Luisa Busi sull’impossibilità di garantire nella stessa testata un’informazione di qualità, rispettosa delle donne e della missione del servizio pubblico, nasce su iniziativa della Cpo Fnsi e della Cpo Usigrai, un blog (http://questionedirispetto.blogspot.com) che raccoglie storie e situazioni: per pretendere rispetto.
Prima di tutto le donne pretendono rispetto nell’informazione e dall’informazione; per la loro identità, per ciò che sono ad ogni età senza soggiacere a canoni ornamentali di bellezza.
Pretendono rispetto della loro professionalità e competenza, della capacità di scegliere e decidere; rispetto della loro autonomia, del loro diritto di lavoratrici, senza protagoniste o comprimarie.
Il blog, raggiungibile dai siti www.fnsi.it e www.usigrai.it, sarà uno spazio di discussione e di confronto, per raccontare storie e situazioni, da raccogliere e far diventare una denuncia pubblica che non può essere più ignorata.


18 maggio 2010

Presenza di genere nella tv pubblica, interesse della Fnsi e Usigrai per un Osservatorio

Un osservatorio indipendente che analizzi da un punto di vista quantitativo e qualitativo la presenza di genere nei palinsesti nella tv pubblica. La proposta, contenuta in un emendamento al Contratto di Servizio della Rai, oggi è al voto della Commissione parlamentare di vigilanza.
L’Usigrai e la Federazione della Stampa ritengono che questo Osservatorio possa rappresentare un primo passo per arrivare a un profondo cambiamento dell’immagine e dell’uso della donna in televisione, troppo spesso oggi ridotta solo al suo corpo da mostrare come una merce.
Gli spettacoli, la pubblicità e anche i programmi di informazione sono complici di una visione umiliante della donna, fatta di esposizione di corpi spogliati o poco vestiti, di ammiccamenti, di atteggiamenti seduttivi, a tutte le ore, proponendo modelli femminili subalterni e figli di una cultura profondamente maschilista.
Rispondendo anche agli appelli che vengono dalla società civile, riteniamo sia necessario e urgente fermare questo scempio dell’immagine femminile che si compie attraverso la televisione. L’Osservatorio indipendente può essere uno strumento per aprire la strada verso un cambiamento di rotta.


15 aprile 2010

Equal pay day: Cpo-Fnsi a Genova con le organizzazioni di parità

“Una donna deve lavorare mediamente fino al 15 aprile dell’anno successivo per ottenere lo stesso stipendio annuo di un suo collega maschio. Da questa constatazione nasce l’equal pay day, giornata dell’eguale retribuzione che si celebra oggi in tutto il mondo. Ecco perché oggi le donne usciranno in strada con qualcosa di rosso: un vestito, una sciarpa, un cappello, una borsa o un borsellino rosso, lo stesso colore del loro portafoglio. Per chiedere che le loro retribuzioni siano eguali a quelli degli uomini, come prevede in Italia anche la nostra Costituzione, e vengano rimossi gli ostacoli che fanno la differenza, da quelli che riguardano le carriere a quelli riconducibili alla cura cui le donne si dedicano, per tradizione, nello loro famiglie. Un lavoro che eguaglia quello per il mercato ma non è retribuito, pur costituendo una ricchezza per tutti. Per pensare alle famiglie le donne fanno, ad esempio, meno straordinari e sono poco disponibili alla mobilità, fattori che determinano, con altri, il gap salariale.
A Genova le donne si riuniscono oggi in piazza De Ferrari a Genova, cosi come nelle altre province della Liguria, della Consigliera regionale di parità e con la collaborazione di numerose Associazioni femminili, Ordini Professionali, Organizzazioni sindacali fra le quali una rappresentanza della Commissione pari opportunità della FNSI chiederanno un po’ d’attenzione e l’impegno di rivedersi l’anno prossimo con le risposte. Con un gesto simbolico si daranno appuntamento per la prossima Giornata della Paga Uguale”.


8 marzo 2010

8 marzo rappresentanza, le donne meritano di più delle quote rosa

Mai come quest’anno, in questo primo scorcio di secolo, l’8 marzo ci ha colto nel pieno di vere e proprie emergenze. Le battaglie per i diritti sono sempre più urgenti, la crisi sta espellendo le donne non solo dal mercato del lavoro ma anche dai mai del tutto conquistati spazi di dignità cui ha diritto qualsiasi essere umano, le elezioni regionali e lo scenario politico che l'informazione vive e riporta ci impongono di tornare ad occuparci di un tema che la Commissione pari opportunità della Fnsi ha seguito negli anni e che continua a essere al centro della nostra azione, cioè quello della rappresentanza politica. Non si cambia un paese, non lo si rende più vicino alle donne e al garantire le pari opportunità, se le donne non sono nei luoghi dove si decide; e ciò vale sia per la politica che per l'informazione senza per questo dover rivendicare quote rosa, condannando le donne al ghetto della percentuale garantita. Alle donne va data adeguata rappresentanza in base al loro numero e alla loro capacità di essere protagoniste e questo si ricollega alla nostra battaglia perché si tolgano i veli sulle disparità di carriera e di salario. Non ci nascondiamo che come qualche presenza rosa nelle liste è solo una prima parziale risposta alle necessità di avere un paese più equo mentre il gossip sulle donne scelte a correre per la rappresentanza politica rischia di cancellare la discussione su quanto le donne fanno, ogni giorno, contribuendo alla crescita della società. Lo fanno, per quanto ci riguarda, nelle redazioni o comunque davanti ad un computer o con una telecamera in mano.


19 febbraio 2010

L'informazione non è donna, esperienze a confronto per azioni efficaci di parità, dibattito il 6 marzo a Bologna

Sabato 6 marzo 2010, a partire dalle ore 9.30, nella sede dell'Emilia Hotel di Bologna (via Zaccherini Alvisi, 16) si discute di donne ed informazione. Sul tema "L'informazione non è donna: esperienze a confronto per azioni efficaci di parità" si confronteranno numerosi dirigenti del Sindacato dei giornalisti e dell'Ordine e personalità esterne alla nostra categoria.
All'apertura dei lavori prenderanno la parola Lucia Visca, Presidente della Commissione Pari opportunità della Federazione nazionale della stampa italiana (Cpo-Fnsi); Gerardo Bombonato, Presidente dell'Ordine dei giornalisti dell'Emilia-Romagna; Gino Falleri, Presidente del Gruppo giornalisti Uffici stampa (Gus); Camillo Galba, Presidente dell'Associazione stampa dell'Emilia-Romagna (Aser). Sono previsti interventi dell'on. Sandra Zampa, deputato del Partito democratico (Pd); dell'avvocato Michela Cocchi, dello studio legale omonimo; di Tiziana Cannone, funzionaria di vigilanza dell'Istituto nazionale assicurazioni infortuni lavoratori (Inail); di Carla Olivieri, responsabile sociale per l'Europa dell'Associazione italiana delle comunità, dei comuni e delle Regioni d'Europa (Aiccre); di Francesca Mirti, dottoranda di ricerca statale di New York; di Letizia Maini, dell'Ufficio stampa dell'Azienda ospedialiera (Aosp) Sant'Orsola-Malpighi; di Daniela Raffaelli, della Commissione pari opportunità dell'Azienda regionale per l'Ambiente (Arpa) dell'Emilia-Romagna. Conclude i lavori Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto della Fnsi. Moderatore Maria Luigia Casalengo, vice-Presidente dell'Aser. Per l'occasione saranno esposte le immagini della fotografa Daniela Spagnamusso ed i volumi per la mostra "Donne un po' vere, un po' no" a cura di Arnalda Guja Forni della Libreria Antiquaria Seab.


21 dicembre 2009

La scomparsa di Isotta Gaeta. non solo donna, resistente e giornalista: una vita a ricordare alle altre donne la necessità di pretendere, sempre, pari diritti e rappresentanza.

La Presidente e la Coordinatrice della Commissione Pari Opportunità della Federazione della Stampa, Lucia Visca e Donatella Alfonso hanno dichiarato:
“Nella lunga e attivissima vita di Isotta Gaeta, scomparsa nella sua casa di Nizza, l’impegno a favore delle donne è una costante. Ma è anche una sollecitazione: diamoci da fare, perché anche i mondi più culturalmente aperti - come, almeno a parole, quello dell’informazione - si rendano conto del valore, dell’importanza delle donne; e garantiscano loro, nel lavoro e nella società, quei diritti su cui è stata fondata la Repubblica. Non poteva essere diversamente per una come lei, con la sua gioventù partigiana, l’attività professionale sempre in prima linea per i diritti. A darsi da fare per le donne in Italia e in Europa, a ricordare che non bisogna mai restare indietro, aspettare che sia qualcun altro a muoversi per i nostri diritti di donne, lavoratrici e cittadine. Il lavoro di Isotta Gaeta, a partire dalla fondazione della Commissione pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa, è sempre stato questo. La ringraziamo, perché è stata con noi sempre: grazie Isotta, buon viaggio. E non ci dimenticheremo di quello che hai fatto e ci lasci da fare”.


24 novembre 2009

Dal 24 novembre al 4 dicembre una mostra fotografica dal titolo “"Non ho mai subito violenze. E' vero?" Patrocinata dalla Commissione Pari Opportunità della Fnsi, nel cortile minore del Palazzo Ducale di Genova

Genova - "Non ho mai subito violenze. E' vero?". Diciotto grandi fotografie in bianco e nero, donne note come il magistrato Anna  Canepa e l'attrice Carla Signoris, ma anche pensionate, ricercatrici, casalinghe e giornaliste. E' la mostra fotografica - patrocinata dalla Commissione Pari Opportunità della Fnsi - che tra oggi 24 novembre, e il 4 dicembre sarà allestita nel cortile minore del Palazzo Ducale di Genova. Ideata dalla filosofa Nicla Vassallo, con le immagini di Gianni Ansaldi, promossa da Comune di Genova e Fondazione per la Cultura nella Giornata Internazionale Onu contro la violenza sulle donne, la mostra vuole provocatoriamente essere lo strumento per riflettere cosa significhi davvero subire violenza, e quale. Corporea, psicologica, esplicita o nascosta, anche quelle che le cronache non riportano; occorre interrogarsi sulla verità o meno del non aver mai subito violenza.


19 novembre 2009

Sui media dove sono finite le donne della realtà? Sabato 21 novembre un incontro-dibattito alla Casa internazionale delle donne di Roma

Dove sono finite le donne della realtà? Sui giornali italiani altro è il modello dominante: quello di una donna che sembra avere come unico obiettivo ingraziarsi il maschio più ricco e potente possibile. Per parlare delle “altre donne”, per interrogarsi su come i media possano ridare visibilità alla molteplicità delle esperienze femminili e recuperare un ruolo di analisi e critica nei confronti dei fatti della cronaca, sabato 21 novembre, alla Casa internazionale delle donne di Roma (via della Lungara, 19), si terrà un forum pubblico organizzato dal gruppo “Donne della realtà” con l’adesione e la collaborazione di alcune giornaliste romane e di colleghe de la Repubblica il quotidiano che ha lanciato l’appello per la dignità delle donne firmato da oltre centomila persone.
La Commissione Pari Opportunita della Fnsi ha aderito all'iniziativa.
Si tratta del secondo incontro delle “Donne della realtà”, dopo quello che si è svolto a Milano il 5 ottobre scorso con la presenza di oltre 200 persone.
All’incontro, che si svolgerà a partire dalle ore 17, parteciperanno con una relazione introduttiva Chiara Volpato, docente di Psicologia sociale alla Bicocca di Milano, e la filosofa Michela Marzano, firmataria insieme con Nadia Urbinati e Barbara Spinelli dell’appello di Repubblica. Tra le altre, sono inoltre state invitate all’incontro il direttore del Tg3, Bianca Berlinguer, il presidente del Pd, Rosy Bindi, il segretario confederale della Cgil, Susanna Camusso, il direttore dell’Unità, Concita De Gregorio, il direttore dell’Espresso, Daniela Hamaui, il direttore del Secolo d’Italia, Flavia Perina, il segretario generale della Ugl, Renata Polverini, la scrittrice Lidia Ravera, il presidente della Cpo della Fnsi, Lucia Visca.

Per informazioni: donnedellarealta@gmail.com
http://www.donnedellarealta.wordpress.com/


26 ottobre 2009

Roma, oggi nella sede della Fnsi Conferenza stampa sul bando di concorso ad un premio-borsa di studio “ilda bartoloni” per allieve e allievi delle scuole di giornalismo

Nella sede della Fnsi a corso Vittorio Emanale 349 - il 26 ottobre - alle ore 16.00 si terrà una Conferenza stampa per informare sul bando di concorso ad un premio-borsa di studio proposto dalla famiglia della giornalista Ilda Bartoloni. Una iniziativa accolta dalla FNSI e dalla sua Commissione pari opportunità proprio per l’attenzione che Ilda Bartoloni, durante tutta la sua attività professionale, ha avuto nei riguardi del protagonismo delle donne. Nelle sue trasmissioni puntuale è stata anche l’informazione sulle violazioni dei diritti e sulle violenze non solo fisiche che le donne troppo spesso subiscono. Proprio per questa sua particolare cura professionale, è stato richiesto che il premio venga organizzato da ARCHIVIA, l’associazione che gestisce la biblioteca-archivio della Casa Internazionale delle Donne.
Alla conferenza stampa saranno presenti la famiglia di Ilda Bartoloni, Roberto Natale, presidente Fnsi, Lucia Visca, della giunta esecutiva e presidente Cpo Fnsi, Enzo Jacopino, segretario dell’Ordine dei giornalisti, Gabriella Nisticò Presidente di Archivia e Francesca Koch Vicepresidente della Casa Internazionale delle donne nonché le colleghe del TG3 e tra queste anche Bianca Berliguer che oggi dirige la testata per la quale Ilda ha lavorato fino a pochi giorni prima di lasciarci.

IL TESTO DEL BANDO (in formato Pdf)


20 ottobre 2009

La Cpo-Fnsi chiede un intervento urgente: "Stop alle disparità di trattamento delle donne nel mondo del lavoro"

“E’ urgente dare una risposta europea alla disparità di trattamento salariale. La battaglia condotta dalla Cpo della Federazione nazionale della stampa fa un altro passo avanti; oggi pomeriggio le rappresentanti della Cpo hanno illustrato la rivendicazione ad un’audizione della 11° commissione del Senato – lavoro e previdenza sociale – presieduta dal sen. Pasquale Giuliano. All’ordine del giorno, lo schema di decreto legislativo che attua il principio di pari opportunità tra uomini e donne in materia di occupazione e impiego, come previsto dalla direttiva europea numero 54; all’audizione hanno partecipato anche rappresentanti di Inps, Inpdap, Aiaf, Covip e il Comitato Unitario permanente degli ordini e collegi professionali. I dati, confermati in tutti gli interventi, sono quelli che la Cpo Fnsi ha già più volte sottolineato: le donne guadagnano meno e fanno meno carriera. Ma c’è di più: in materia di lavoro e previdenza, l’unico coefficiente favorevole alle donne è quello dell’aspettativa di vita, perché vivono più a lungo; ma paradossalmente ci rimettono anche sotto questo profilo, perché il calcolo attuariale della previdenza integrativa va a loro discapito. Lucia Visca, presidente della Cpo ha ribadito che, in base ai dati Inpgi, la differenza reale di retribuzione delle giornaliste, a parità di età e qualifica, oscilla tra il 30 e il 50%; e se nelle sessioni più recenti degli esami di qualifica professionale le donne sono ormai la maggioranza, l’unica parità reale è nella disoccupazione, in cui le donne sono meno degli uomini, ma solo perché vengono assunte meno dei colleghi”.


1 ottobre 2009

Cpo-Fnsi: 3 ottobre, le donne dell’informazione sono in piazza, dove c’è il lenzuolo rosa. Diritti e libertà sono l’impegno di tutti i giorni

Sabato 3 ottobre, le donne dell’informazione sono in piazza del Popolo a Roma, e in molti altri luoghi d’Italia, per ribadire non solo che non si mette alcun guinzaglio all’informazione, ma che altrettanto va fatto e ribadito, attraverso stampa, tv e ogni mezzo di comunicazione, per quanto riguarda i diritti delle donne. Diritti di informare e di essere informate, con il pieno rispetto della propria identità e del proprio corpo.
La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa invita tutte le colleghe a ritrovarsi in piazza del Popolo accanto al lenzuolo rosa che riassume ed esprime il nostro impegno di ogni giorn “Libere di vivere / Libere di informare”. Nel pieno rispetto di tutte, chi dà e chi riceve informazione. Nell’impegno quotidiano per i diritti che è sempre al centro della nostra visione del mondo.


18 settembre 2009

Manifestazione per la libertà d’informazione, Commissione pari Opportunità della Fnsi: Lenzuolo rosa per “diritti e parità”

Un lenzuolo colorato sotto il palco di Piazza del Popolo il 3 ottobre, un luogo fisico sotto il quale tutte le giornaliste si raccolgano per dire che la libertà di informazione in Italia passa anche attraverso il riconoscimento dei pieni diritti di chi, donne e uomini, fa informazione a tutti i livelli.
E proprio le giornaliste vogliono sottolineare come l'informazione, in Italia, debba essere senza guinzagli: non solo quelli degli interessi politici o editoriali, ma anche degli stereotipi e dei ritardi nella piena applicazione della reale equità di trattamento tra donne e uomini nel lavoro giornalistico, ma anche nel raccontare l'Italia vera, fatta di donne e uomini che lavorano e vivono.
La Commissione pari Opportunità della Fnsi lancia, in occasione della manifestazione nazionale per la libertà d'informazione, un appello a tutte le colleghe e i colleghi perché alle finestre delle Associazioni Regionali di Stampa esponganolenzuola rosa dalle quali si dica no all'informazione al guinzaglio, e “sì ai diritti e alla reale parità”.


30 luglio 2009

La Cpo-Fnsi candida Rosaria Capacchione a donna dell'anno

Rosaria Capacchione, la giornalista di giudiziaria del Mattino di Napoli da oltre un anno sotto scorta dopo essere stata minacciata durante un processo, è stata candidata dalla Commissione pari opportunità della Fnsi al premio internazionale “La Donna dell'Anno”, dodicesima edizione, promosso dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta, in collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri italiano, la Regione Autonoma Valle d'Aosta, la Fondazione CRT, il Soroptimist International Club Valle d'Aosta e il Casino de la Vallée e sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.
Il premio, quest'anno intitolato"Diritti umani senza frontiere" ha come obiettivo la valorizzazione del ruolo della donna nella società, nella cultura, nel mondo del lavoro e nella politica. Per questo alla Cpo Fnsi è sembrato giusto candidare una collega coraggiosa e tenace che non si è mai sottratta ai suoi doveri di cronista anche quando il lavoro ha messo a rischio la sua vita. Rosaria Capacchione rappresenta un pezzo importante di quel patrimonio del giornalismo napoletano e italiano oggi messo a rischio dalla crisi del settore.


10 luglio 2009

Cpo-Fnsi: "Diritto di critica negato al giornale gratuito Clubbing Magazine molto diffuso nel mondo omosessuale"

“Clubbing Magazine, una pubblicazione a distribuzione gratuita molto diffusa nel mondo omosessuale è stata rifiutata alcuni giorni fa da un locale molto frequentato di Milano, dove era abitualmente diffusa. La colpa dei responsabili del magazine? Aver pubblicato un'intervista critica verso il presidente della principale organizzazione gay in Italia.
La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa, nella convinzione che tutte le idee devono trovare un loro spazio di diffusione e di confronto, è vicina a tutte le componenti ed ai movimenti della società italiana che combattono ogni discriminazione di genere, orientamento e nazionalità.Anche per questo ricorda che, specialmente tra chi impegna intelligenze e forze nella lotta per il rispetto dei diritti civili, la libertàdi critica deve essere sempre esercitata, come del resto quella di cronaca troppo spesso da più parti messa in discussione. Soprattutto se, rispettando le persone e le idee, ci si esprime attraverso organi di informazione liberamente diffusi”.            


8 luglio 2009

Casagit, la Commissione Pari Opportunità ringrazia Laura Delli Colli e chiede ai nuovi vertici della Cassa di istituire un osservatorio sul mobbing

"Le donne hanno cura della propria salute, tanto è vero che sono più attente alla prevenzione; e quindi a salvarsi la vita. Le donne giornaliste hanno avuto in questi anni, con la presenza di Laura Delli Colli negli organismi dirigenti della Casagit, non solo un punto di riferimento, ma anche una collega attenta a proporre e far attuare iniziative importanti proprio per la salute delle donne, principalmente nel campo della prevenzione". E' quanto afferma in una nota la Commissione Pari Opportunità della Fnsi:
"Con la stessa attenzione e lo stesso impegno Laura Delli Colli si è impegnata perché venissero riconosciuti diritti fondamentali nella vita quotidiana dei colleghi e delle colleghe associati, come l'estensione dell'assistenza ai conviventi, senza differenza di sesso. La Commissione Pari Opportunità vuole salutare e ringraziare Laura per il lavoro svolto in questi anni di attività in Casagit, rammaricandosi che, nel nuovo assetto dell'istituto, ci sia una sola donna in consiglio di amministrazione e nessuna in posizione apicale. E nello stesso momento impegna i nuovi vertici della Cassa non solo a mantenere tutte le iniziative e gli strumenti già adottati per la salute delle donne, ma a rinnovare un'attenzione forte su tutto quanto può migliorare la vita degli associati. In particolare proponiamo l'istituzione di un osservatorio sul fenomeno del mobbing e sullesue pesanti ricadute nella qualità della vita".


7 luglio 2009

Cpo-Fnsi: allarme sulle mancate sostituzioni per maternità nelle aziende editoriali

"Avere un figlio è un lusso? Sembra proprio di sì, per le donne giornaliste. Non solo i tempi di lavoro e di vita sono difficilmente conciliabili, ma la difficoltà di ottenere un contratto, per le giovani colleghe, impone il rinvio della maternità sempre più avanti". E' quanto afferma in una nota la Commissione Pari Opportunità della Fnsi.
"Ora, anche le sostituzioni di maternità - prosegue la nota della Cpo - stanno diventando a rischi molte e importanti aziende editoriali hanno annunciato che, di fronte ad una nuova gravidanza di una collega, non si ritengono obbligate a garantirne la sostituzione per il periodo di astensione obbligatoria. Una maternità in redazione, quindi, diventa sempre più spesso un elemento di disagio tra i colleghi, che ritengono di venir “defraudati” da chi si assenta dal lavoro senza esseresostituita. Questo può dar vita a malumori cherischiano di trasformarsi in un vero e proprio mobbing orizzontale dei colleghi verso le “fannullone” che preferiscono restare a casa anziché andare a lavorare in redazione. Problemi analoghi riguardano i colleghi uomini che, come prevede la legge, chiedano di fermarsi a casa per il congedo parentale quando diventano padri. E non sono poche, purtroppo, le denunce di colleghe che, al momento dell'assunzione –in genere presso piccole realtà editoriali – si sono viste presentare una lettera di dimissioni in bianco da firmare in caso di gravidanza, nonostante questa pratica sia espressamente vietata dalla legge. La commissione pari opportunità della Fnsi denuncia con forza questi fatti e ricorda che , in un paese che parla tanto di famiglia, proprio chi cerca di farsene una viene penalizzato. La Cpo sollecita quindi gli editori a ripristinare la prassi disostituire le assenze per maternità, garantendo quindi possibilità di lavoro ai tanti colleghi in attesa di un contratto. E impegna la Fnsi, le associazioni regionali di stampa e i comitati di redazione, a vigilare sulla regolarità dell'applicazione della legge sulla maternità e a denunciarne eventuali violazioni".


5 giugno 2009

Nuovo episodio di violenza sessuale, la Commissione pari opportunità: "Vicine alla collega di Roma e a tutte le donne. Necessaria sempre un'informazione attenta e rispettosa"

"Siamo vicine, come donne e come colleghe, alla giornalista che a Roma è stata oggetto di una crudele violenza sessuale. Come, ovviamente, siamo vicine a tutte le donne, di ogni età, professione, nazionalità e residenza, che si trovano a vivere un simile momento drammatico della loro vita e a essere, loro malgrado, protagoniste di un fatto di cronaca". Lo afferma in una nota la Commissione pari opportunità della Fnsi:
"Ma ci preoccupa la sottolineatura, fatta da alcune tv e da parte della stampa, della professione della donna violentata a Roma: come se appartenere alla nostra categoria dovesse offrire maggiore spazio sui media rispetto ad altre vittime dello stesso, odioso, reato. Vorremmo ricordare a tutti i colleghi che la violenza deve fare notizia sempre. Impegnandoci nel contempo perché ci siano campagne di informazione per la pari dignità e il rispetto delle donne, nelle famiglie, nei luoghi di lavoro, nella società. E perché, al di là di ogni velleità di scoop, alle donne che vogliono farlo, venga data la parola per denunciare responsabilità oggettive e soggettive di una società dove sempre di più le donne sono strumenti, oggetti, titoli di giornale, e non persone. La Commissione Pari Opportunità della Fnsi vuole ricordare ai colleghi che ogni violenza contro una donna, quale che sia la sua professione, è il segno della sconfitta di una società che, anche attraverso i mezzi di informazione, deve in ogni modo promuovere il rispetto e una qualità di vita migliore per tutte e tutti".


28 maggio 2009

"Non c'è spazio nel sistema dell'informazione per le donne candidate in Europa": la denuncia della Commissione pari opportunità

"L'Europa? L'informazione? Viene il dubbio che siano femmina solo per la desinenza. La ragione è sotto gli occhi di tutti. Pur in presenza di un accettabile numero di donne candidate al Parlamento europeo nei diversi collegi italiani, il sistema dell'informazione sembra essere stato colto da una curiosa amnesia: in un momento politico dominato dalla ricerca di veline e miss è cosa rara riuscire a vedere sui teleschermi e a leggere sulle pagine dei giornali storie di donne vere, candidate che abbiano qualcosa da raccontare e da proporre agli elettori. Un paradosso, in una consultazione elettorale dove le preferenze hanno ancora la possibilità di fare la differenza". E' quanto si legge in una nota della Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa Italiana .
"C'è di più: i programmi, quasi senza eccezioni, si dimenticano tutti i temi che riguardano il mondo delle donne. Le questioni di genere sull'accesso al lavoro e alla parità di salario, sul welfare e il sostegno alle famiglie, sulla lotta alla discriminazione e agli stereotipi, sull'ottenimento della piena parità in tutti i paesi d'Europa sono colpevolmente assenti sia nelle proposte dei partiti che nelle valutazioni degli osservatori della campagna elettorale. Così, mentre la campagna per le Europee è ancora una volta dominata dai leader declinati al maschile, le donne restano indietro: nel poter raccontare quello che fanno - anche se spesso si danno da fare in maniera attenta e intelligente utilizzando blog e siti internet, trovando il loro bacino d'ascolto nei social network e fra le fasce più vivaci della popolazione - e nel chiedere il loro voto ad elettrici ed elettori. La commissione pari Opportunità della Fnsi lancia un triplice appello: alle donne, perché scelgano, con il loro voto, di mandare in Europa un'altra donna, aumentando la rappresentanza femminile italiana nell'Europarlamento. Ma chiedendo anche alle donne candidate, in tutte le liste, di impegnarsi sui temi più sopra riportati. Infine, l'appello va a tutti i colleghi dei mezzi di informazione, perché la par condicio, questa volta, riguardi uomini e donne. In più la Cpo Fnsi lancia da subito un osservatorio sulla disparità di trattamento ottenuta in campagna elettorale, rifiutando l'informazione dettata dai toni scandalistici così tristemente di moda".


29 aprile 2009

La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa ricorda Ilda Bartoloni: "Una giornalista scomoda perché libera"

Ciao Ilda. Se n'è andata in silenzio. Lei, che in silenzio non c'era stata mai, impegnata com'era, da sempre, nelle battaglie per i diritti delle donne e la difesa dei più deboli. Una donna e una giornalista forte, sincera, determinata, scomoda. libera. Questo era Ilda Bartoloni.
Con lo stesso coraggio col quale ha portato avanti le sue idee, le sue inchieste, ha combattuto la battaglia più difficile, quella contro il cancro. Quel male oscuro, invisibile, ma insidioso che camminava, avanzava dentro di lei minandone pian piano il fisico. Ma non la passione. Ha continuato convinta a lavorare, a condurre la sua rubrica "punto donna" al Tg3, a denunciare soprusi e violazioni. Persino nell'ultimo periodo, quando quel male oscuro le impediva di essere in redazione, seguiva al telefono il lavoro, in particolare di quelle colleghe precarie, che tanto apprezzava e per le quali si batteva. Ma senza mai parlare della malattia, della sofferenza, della speranza che, forse, cominciava ad abbandonarla. Il sorriso di Ilda, la sua intelligenza, la sua passione, mancheranno a tutti noi. alla famiglia, innanzitutto, agli amici, ai colleghi, al sindacato. La Commissione Pari Opportunità della Fnsi ricorda una donna e una giornalista coraggiosa, la cui assenza ci sembra già forte: lavoreremo anche per continuare le sue battaglie.


30 marzo 2009

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano risponde all'appello di Cpo-Fnsi-Cgil-Cisl-Uil e Ugl: "Preoccupa la disoccupazione femminile"

Lettera del presidente Napolitano alla Cpo:"Preoccupa la disoccupazione femminile" Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ha risposto all'appello di Fnsi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, con il quale si richiamava la sua attenzione sulla "condizione tuttora di diseguaglianza del lavoro femminile, gravato da impedimenti all'effettiva parità salariale e alle occasioni di carriera». In una lettera indirizzata alle rappresentanti delle cinque organizzazioni sindacali, Napolitano ha sottolineato come nei settori nei quali le retribuzioni sono più elevate, "la presenza degli uomini è preponderante". Aggiungendo come "debba preoccuparci la possibile evoluzione della disoccupazione femminile".

Pubblichiamo il testo della lettera del Presidente.

Gentile Signora, ho letto con interesse la lettera che mi avete inviato perché solleva un problema sociale molto importante ; e desidero esprimervi il più vivo apprezzamento per le iniziative da voi promosse. Come forse sapete, in occasione della celebrazione della Giornata internazionale della donna al Quirinale, lo scorso 7 marzo, ho voluto nuovamente ribadire come quello della parità salariale e, più in generale, della parità di opportunità di carriera fra uomo e donna costituisca una generale questione di equità che non riguarda, quindi, solo le donne, ma tutti coloro che si riconoscono nei principi di non discriminazione sanciti dalla nostra Costituzione. Anche se le rilevazioni a livello europeo non ci vedono in fondo alla classifica, tuttavia sappiamo che questo non è il risultato di una situazione virtuosa, perché l'apparente minore disparità salariale nasce anche da forti disparità di genere nella collocazione per settore e nelle carriere. In altri termini, le differenze tra i generi sono in larga parte dovute al fatto che le donne svolgono ancora prevalentemente lavori mediamente meno retribuiti: purtroppo per le lavoratrici è ancora difficile accedere a mansioni e settori nei quali le retribuzioni sono più elevate. Lì la presenza di uomini è preponderante. Tuttavia, ancora di più della disparità, in questa congiuntura, credo debba preoccuparci la possibile evoluzione della disoccupazione femminile. In Italia appare anche alimentata da un'ampia quota di donne prima inattive che si presentano oggi, purtroppo spesso senza successo, sul mercato del lavoro. Ma questa nuova volontà di occupazione, forse dovuta anche alla maggiore insicurezza che caratterizza oggi più che mai le famiglie monoreddito, non dovrebbe andare frustrata. Il rischio è altrimenti quello di uno scoraggiamento definitivo. Vi so ben consapevoli di tutti questi problemi e desidero che mi sentiate al vostro fianco nell'impegno da voi profuso a difesa dei diritti delle lavoratrici.

Cordialmente.

Giorgio Napolitano


18 marzo 2009

Incontro tra il ministro Carfagna e le parti sociali: nasce un tavolo di consultazione

Il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha incontrato oggi presso il ministero le rappresentanti di Fnsi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Al centro dell'incontro, richiesto dalle sigle sindacali, i temi della differenza salariale di genere e delle carriere femminili. Le presenti hanno deciso di istituire un tavolo di consultazione, che tornerà a riunirsi all'inizio di aprile, per approfondimenti tecnici e culturali legati alla condizione femminile nel mondo del lavoro e al recepimento della direttiva 54.
“Il Ministero sta affrontando seriamente questa problematica, molto sentita nel nostro Paese come nel resto del mondo”, ha sottolineato il Ministro. “E' necessario innanzitutto un cambiamento culturale nelle concezione della donna lavoratrice”, ha aggiunto, “ragione per cui stiamo elaborando delle misure che aiutino la donna a conciliare i tempi di cura dedicati alla famiglia con quelli dedicati al lavoro: l'obbiettivo è consentire alla donna parità di accesso al mondo del lavoro, uno sviluppo della carriera pari a quello degli uomini e, di conseguenza, un adeguato trattamento economico”. “L'incontro con il Ministro”, dice Lucia Visca, presidente della Commissione Pari Opportunità dell'Fnsi a nome delle cinque sigle sindacali, “è stato un momento importante per proseguire una iniziativa proposta dal sindacato dei giornalisti agli altri sindacati e che ha già registrato un intervento autorevole del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della Giornata internazionale della donna”.


12 marzo 2009

Bilancio di un anno di attività dello sportello anti mobbing dell'Associazione stampa Emilia Romagna

Non solo mimose per l'8 marzo. Ma un occhio attento sul lavoro in modo trasversale. Ad un anno dall'apertura dello Sportello Mobbing dell'ASER (Associazione Stampa Emilia Romagna) i giornalisti si sono incontrati lunedì 9 marzo per una tavola rotonda intitolata Cogli al volo l'opportunità dello Sportello Mobbing al tavolo comune dove è stato affrontato lo sviluppo dell'attuazione delle pari opportunità nella professione giornalistica.
La tavola rotonda è stata promossa dall'ASER (Associazione Stampa Emilia Romagna), dal GUS Emilia Romagna (Gruppo giornalisti Uffici Stampa), dalla Commissione Pari Opportunità dell' FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) e con il patrocinio delle Consigliere di Parità della Regione Emilia Romagna. L'obiettivo dell'incontro è stato fare un bilancio del lavoro dello Sportello Mobbing per puntare ad un protocollo d'intesa che riguardi la tutela soprattutto delle parità salariali confrontandosi con le testimonianze raccolte. Ha condotto il dibattito Maria Luigia Casalengo, Presidente GUS Emilia Romagna e Coordinatrice Gruppo di lavoro Accesso alla Professione e Carriera – Commissione Pari Opportunità FNSI. Hanno introdotto i lavori Camillo Galba, Presidente ASER – Associazione Stampa Emilia Romagna, e Gerardo Bombonato, Presidente Ordine dei Giornalisti Emilia Romagna. “Il decalogo che andremo a diffondere entro fine mese nelle redazioni sarà uno strumento utile al Cdr e ai fiduciari della redazione per potersi orientare su cos'è e cosa non è il comportamento del mobbing, in modo che questo possa essere uno strumento utile per intervenire direttamente all'interno quando si presentano casi di mobbing”, spiega Galba. Secondo Bombonato l'incidenza del mobbing nella professione giornalistica è superiore rispetto ad altre realtà: il mobbing è un'arma nelle mani degli editori e dei direttori. La relazione di Rosa Amorevole, Consigliera di Parità della Regione Emilia Romagna, ha affrontato il tema “Donne e Uomini nella professione: differenziali salariali ed evoluzioni di carriera”. Ha illustrato la situazione attuale degli iscritti all'INPGI, ente previdenziale per le professioni giornalistiche, per genere classe ed età. Ha poi affrontato lo scostamento dei salari di uomini e donne dalla retribuzione media calcolata per anno, nel 2005, 2006 e 2007, su dati INPGI rielaborati dall'Ufficio delle Consigliere di Parità della Regione Emilia Romagna. I differenziali retributivi sono fortemente influenzati dal fatto che le donne registrano accessi minori a ruoli di direzione. Il divario di retribuzione tra uomini e donne si ripercuote poi pesantemente sui guadagni percepiti nell'arco di una vita e sulle pensioni delle donne. Secondo Amorevole in generale, sia nel mondo aziendale che nelle professioni intellettuali come quella giornalistica, non bisogna abbassare la guardia soprattutto in un periodo di crisi come questo per evitare la fuoriuscita in massa delle donne da settori che fino ad ora avevano avuto una forte presenza femminile. Mentre l'avvocato Michela Cocchi, Presidente Commissione Business & Human Rights dell'Unione Internazionale Avvocati con il tema “Un anno di attività dello Sportello Mobbing: testimonianze a confronto” ha presentato l'analisi statistica dei casi incontrati. L'avvocato Cocchi ha rilevato come a livello statistico coloro che si sono rivolti allo Sportello Mobbing, aperto esattamente un anno fa su iniziativa dell' ASER e realizzato con l'assistenza dell'Avv. Michela Cocchi e del Dott. Giovanni Brighenti, siano state esclusivamente donne e principalmente giornaliste dell'ambito degli uffici stampa di organismi pubblici. Un altro dato è che non c'è l'esatta consapevolezza di cosa sia il mobbing, da quello verticale svolto dai capi a quello orizzontale svolto dai colleghi pari grado, a quello dal basso svolto da colleghi con grado inferiore. Su iniziativa dell'ASER, l'Avv. Michela Cocchi e il Dott. Giovanni Brighenti hanno redatto un “decalogo anti-mobbing” che possa diventare un ausilio per le redazioni al fine di verificare direttamente al proprio interno le situazioni patologiche. Sono intervenuti inoltre Chira Costa, Presidente Comitato Aziendale Pari Opportunità Regione Emilia Romagna, che ha evidenziato l'importanza delle sinergie e della collaborazione in questi temi e di come sia importante puntare sull'organizzazione del lavoro che faccia delle differenze di genere un valore aggiunto; Nino Amoroso, Consigliere Nazionale GUS, che ha sottolineato come nonostante la crisi della stampa il lavoro degli uffici stampa sia comunque in ripresa; Barbara Bertolini e Rita Frattolillo con la loro relazione hanno illustrato la ricerca pubblicata nel libro “Il tempo sospeso. Donne nella storia del Molise”. Giovanni Rossi, Segretario Generale Aggiunto FNSI, ha concluso l'incontro parlando di vari argomenti: dall'esigenza della formazione sul tema delle pari opportunità ai problemi collegati al part-time e al rinnovo del contratto giornalistico, rilevando inoltre come occorra affrontare maggiormente questi temi ora che sempre di più donne sono entrate a far parte della professione giornalistica in un momento in cui la professione stessa vive un momento di crisi.


9 marzo 2009

Una "piattaforma" dei diritti delle donne sul lavoro a partire dalle retribuzioni: Cpo-Fnsi e sindacati confederali la presenteranno al Presidente della Repubblica e ai parlamentari

“I dati sono spesso contrastanti, ma l'unica certezza, confermata da ogni rilevazione, è che le donne, anche in Italia, guadagnano sempre meno degli uomini: qualsiasi sia la loro professione.

E in un momento di crisi economica, la reale parità - che già adesso è beffardamente dimostrata dall'aver raggiunto, anzi superato gli uomini nella disoccupazione e nella precarietà - rischia di cancellare l'unica necessità che l'intero mondo del lavoro deve salvaguardare: e cioè che le donne guadagnino quanto e come gli uomini. Sulla necessità di azioni forti per la parità salariale si avvia una serie di iniziative che, promosse dalla Commissione Pari Opportunità della Fnsi, la Federazione nazionale della stampa italiana, con la piena adesione di Cgil, Cisl, Uil e Ugl. A partire dalla lettera unitaria sul tema al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano - che al tema della parità salariale ha dedicato parte del suo discorso in occasione della Giornata Internazionale della donna – e dalla richiesta di audizioni parlamentari per avviare iniziative legislative che rimuovano gli ostacoli alla parità di salari e di carriere, le donne del mondo del lavoro preparano per l'autunno un convegno internazionale per confrontare l'esperienza e le aspettative italiane con quelle del resto d'Europa e suggerire soluzioni per armonizzare i tempi di vita e di lavoro, la dignità e la qualità del lavoro, la progressione delle carriere e la piena realizzazione del welfare a sostegno della maternità e della famiglia. All'iniziativa – insieme con la presidente della Cpo, Fnsi, Lucia Visca, erano presenti la segretaria confederale Cisl, Annamaria Furlan, Aitanga Giraldi della Cgil, Sonia Ostrica della Uil e Ornella Petillo dell'Ugl”.


6 marzo 2009

"Mal comune... Niente gaudio", donne meno pagate ma più disoccupate: conferenza stampa della Cpo-Fnsi con Cgil-Cisl-Uil e Ugl oggi alle 15

Mal comune… niente gaudio. Con questo slogan le donne dei sindacati vogliono denunciare , in occasione dell' 8 marzo, una realtà innegabile: neanche la crisi economica è uguale per tutti. La disoccupazione colpisce le donne, ancora più degli uomini, mentre il differenziale salariale aggrava lo stato delle cose.
La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Cgil, Cisl, Uil e Ugl lanciano un'iniziativa unitaria per segnalare questa disparità costante e crescente e sostenere la necessità di una mobilitazione delle donne e del mondo del lavoro. Le iniziative già avviate - una lettera in merito al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e la richiesta di audizioni parlamentari - e quelle future, e i contenuti approfonditi di una ricerca sulla disparità salariale tra donne e uomini in Italia saranno illustrati in una conferenza stampa dalle rappresentanti di tutte le sigle sindacali lunedì 9 marzo 2009 alle 15 presso la Federazione Nazionale della Stampa, corso Vittorio Emanuele 349, Roma”.


2 marzo 2009

Più valore al lavoro delle donne. Da Fnsi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl una lettera al presidente della repubblica, Giorgio Napolitano.

Una lettera al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, firmata da Fnsi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, per richiamarne l'attenzione «sulla condizione tuttora di diseguaglianza del lavoro femminile, gravato da impedimenti all'effettiva parità salariale e alle occasioni di carriera e per chiedere il sostegno del Quirinale su ogni azione intrapresa per rimuovere steccati e ritardi. Questo per dare piena applicazione all'articolo 37 della Costituzione laddove sancisce che “la donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore”. In occasione dell'8 marzo, l'iniziativa della Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa è la prima di una serie di azioni che, di concerto con le altre sigle sindacali, vogliono non solo denunciare una effettiva mancata parità nel mondo lavoro, ma sollecitarne anche la rimozione attraverso iniziative parlamentari. A questo scopo, con una seconda lettera, sono state già richieste audizioni presso le commissioni Lavoro e Affari Sociali di Camera e Senato. Una terza lettera ha, infine, chiesto un incontro alla ministra per le Pari Opportunità, Mara Carfagna. Nel corso del 2009 sarà organizzato da tutte le sigle sindacali un convegno nazionale a Roma sul tema della disparità salariale, con partecipazioni di Governo, Parlamento, mondo dell'impresa - a partire dall'editoria - associazioni internazionali. Le donne impegnate nel sindacato danno voce a una situazione di oggettiva disparità che riguarda tutte le categorie produttive: compresa quella dei giornalisti. I dati di questa situazione sono stati raccolti in una ricerca che verrà illustrata, insieme con le iniziative già intraprese e quelle in preparazione durante l'arco dell'anno, in una conferenza stampa delle cinque sigle sindacali lunedì 9 marzo alle 15 presso la Fnsi, in Corso Vittorio Emanuele 349”.


12 dicembre 2008

Auguri al collega Tamburini
Vigiliamo sulla dignità della donna

"Le Commissioni Pari Opportunità e le associazioni regionali di stampa di Lombardia, Campania, Romana, Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo, Sardegna, Toscana, Friuli Venezia Giulia e il gruppo di lavoro Immagine della donna della Commissione pari opportunità Fnsi augurano al collega Stefano Tamburini, nuovo direttore di Agl, buon lavoro, auspicando che nella sua attività professionale non si ripetano casi - come quello a suo tempo sanzionato dall'Ordine dei giornalisti dell'Emilia Romagna - di mancato rispetto della dignità delle donne e dell'immagine femminile. Gli organismi della categoria continueranno a vigilare e a sensibilizzare i colleghi e le colleghe sul rispetto per le persone e per la società".


9 dicembre 2008

Cpo: nominate le coordinatrici dei gruppi di lavoro

La Commissione Pari Opportunità della Fnsi , riunitasi a Roma martedì 9 dicembre, continua il suo lavoro di approfondimento sulla condizione lavorativa delle donne dell'informazione in Italia, programmando iniziative di studio e di proposta sulla questione salariale. Si completa intanto l'organizzazione operativa della Cpo, presieduta da Lucia Visca e coordinata da Donatella Alfonso; sono infatti state indicate le referenti di tre diversi gruppi di lavoro, che sotto il profilo generale e territoriale approfondiranno tematiche legate all'accesso alla professione e alle carriere (Maria Luigia Casalengo, Associazione Stampa Emilia Romagna ), all'attività sindacale (Giulia Parini Bruno, Associazione Lombarda dei Giornalisti) e alle tematiche di genere relative a linguaggio, lessico e immagine femminile nei media (Rossella Matarrese, Associazione Stampa Puglia). Nei prossimi mesi la Cpo organizzerà iniziative pubbliche e di studio sui temi indicati. Per ogni riferimento, gli indirizzi mail sono i seguenti:
Lucia Visca lucia.visca@fnsi.it;
Donatella Alfonso d.alfonso@repubblica.it;
Maria Luigia Casalengo marialuigia.casalengo@ascom.bo.it;
Giulia Parini Bruno giulia.parinibruno@tin.it;
Rossella Matarrese r.matarrese@rai.it


19 novembre 2008

Pacchi choc a Palermo
L'orrore e le minacce non impediranno a giornaliste e giornalisti di informare sulle legge 194

"L'orrore contro l'informazione e il diritto delle donne ad essere libere e consapevoli delle scelte fondamentali della loro vita. Forza Nuova, movimento politico di estrema destra, ha rivendicato quanto è accaduto oggi a Palermo, cioè l'invio a diverse testate giornalistiche di pacchi contenenti bambole rotte, senza piedi e con le manine staccate, sporche di sangue, mischiate a interiora di animali, accompagnate da un messaggio che recitava : "Contro il genocidio legalizzato di massa e la legge 194''.

La Commissione Pari Opportunità della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, nell'esprimere solidarietà alle colleghe e ai colleghi palermitani, respinge con decisione ogni tentativo di intimidazione, da forze per le quali non c'è altro linguaggio che quello della violenza, anche verbale e delle immagini. Sono le stesse forze, pericolosamente all'attacco dell' informazione, che la scorsa settimana hanno deciso di invadere la sede Rai di viale Teulada per protestare contro la messa in onda di immagini loro sgradite dalla trasmissione "Chi l'ha visto?" sull'attacco di un gruppo di violenti armati di spranghe tricolori contro gli studenti che manifestavano pacificamente in piazza Navona.

La Cpo rivendica e ribadisce non solo il diritto, ma il dovere di tutte le giornaliste e i giornalisti di continuare a informare le donne su una legge come la 194, più volte messa in discussione da chi vorrebbe cancellarla per restituire le donne, di fronte alla tragedia dell'aborto, al sistema delle cliniche compiacenti con chi ha hanno soldi, o delle mammane con il ferro da calza per tutte le altre. E soprattutto vogliamo ricordare che non sono e non saranno immagini impressionanti ad allontanare le donne e gli uomini dell'informazione italiana dal loro lavoro: informare e dire cosa accade in tutte le realtà del Paese, e ricordare quali sono i diritti garantiti dalle leggi approvate dal Parlamento".

Lucia Visca - Presidente Cpo Fnsi
Donatella Alfonso - Coordinatrice Cpo Fnsi

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PACCHI CHOC A PALERMO
SOLIDARIETA' DALLA PROVINCIA DI GENOVA

Genova, 20 novembre - Pieno sostegno della vicepresidente della Provincia di Genova e assessora alle pari opportunità Marina Dondero alla presa di posizione della Federazione Nazionale della Stampa per le intimidazioni e violenze psicologiche di Forza Nuova alle testate giornalistiche palermitane.
"Viviamo un clima pesantissimo e intollerabile di attacco ai diritti - dice Marina Dondero - in cui si respira anche una deriva autoritaria che sembra far sentire maggiormente legittimati anche gruppi che conoscono solo il linguaggio della violenza, che oggi si esprime con immagini di orrore contro l'informazione e il diritto delle donne alla libertà e consapevolezza delle proprie scelte e pochi giorni fa nell'occupazione della sede Rai per protestare contro trasmissioni per loro scomode. Alle giornaliste e ai giornalisti italiani profonda e convinta solidarietà e ribadisco l'impegno, a fianco di ogni donna, perché sia respinto ogni tentativo di intimidazione, violenza e sopraffazione. Non accetteremo che sia messa in discussione la legge 194, una conquista civile e sociale  che di fronte al dramma dell'aborto ha liberato le donne dalla condizione di clandestinità e che vengano minacciati giornaliste e giornalisti che esercitano i propri diritti all'informazione". (ANSA)


8 marzo 2008

Cpo e 8 marzo - Lo specchio ingannatore: l'informazione, le donne e l'Unesco

In occasione dell'8 marzo si moltiplicano le iniziative per richiamare l'attenzione sullo specchio , ossia sul modo in cui l'informazione e la comunicazione raccontano le donne. Noi lo facciamo da tempo e d'altra parte questo è proprio il ruolo cardine di autocontrollo della Cpo/Fnsi, ma vediamo, con soddisfazione, che sempre più istituzioni nazionali e internazionali assumono come fondamentale il tema della rispondenza nella rappresentazione delle donne entro giornalismo, fiction, intrattenimento, pubblicità. Ma per mirare a questo fine occorre un mezzo, se non "il" principale mezzo: la presenza massiccia delle donne nel lavoro e nei vertici delle aziende di informazione e comunicazione. Ossia, come questa Cpo ha sempre sostenuto, "tante quanti": tante nei diversi gradi della professione come pure della rappresentanza politica (sindacale, ordinistica, di servizio) quanti loro…
Fra le molte iniziative è importante esserci nell'operazione "L'informazione la fanno le donne" promossa dall'UNESCO, destinata a favorire l'eguaglianza dei sessi nei media e lanciata per l'ottavo anno consecutivo in occasione dell'8 marzo. Non è un'iniziativa d'avanguardia né per livello d'elaborazione né per attrattiva, ma è importante proprio perchè mondiale. Ed è alla portata di ciascuna: basta cliccare e spedire. L'Unesco invita le giornaliste a "produrre articoli e servizi speciali che mettano in risalto, dal loro punto di vista, i molteplici talenti, successi e contributi che ad esse appartengono". Ovvero ad inviare pezzi già prodotti oltre che di condividere quanto già pubblicato sul sito "Women make the news"
(http://portal.unesco.org/ci/en/ev.php-URL_ID=18295&URL_DO=DO_TOPIC&URL_SECTION=201.html).
Il tema della campagna di quest'anno è stato prescelto perché, nella maggior parte dei Paesi, il modo in cui le donne vengono rappresentate non è molto migliorato nonostante sia aumentato il numero di quelle che lavorano come capo-redattrici, giornaliste, corrispondenti, conduttrici o presentatrici. Tre monitoraggi internazionali sulle donne nei media, effettuati nel 1995, 2000 e 2005 sotto il coordinamento dell' Associazione Mondiale per la Comunicazione Cristiana (World Association for Christian Communication - WACC), mostrano che i media popolari tendono a rappresentare le donne come dotate di fascino irreale o come vittime di abusi, specialmente a carattere sessuale. Le donne fanno l'informazione 2008 è una reale occasione per promuovere l'uguaglianza dei sessi nelle redazioni, nel principio delle pari opportunità e, insieme, dei più alti standard di qualità giornalistica. Nel lanciare l'operazione, il Direttore Generale dell'UNESCO, Koïchiro Matsuura, ha scelto di sottolineare che è necessario porre l'eguaglianza dei sessi, ad ogni livello professionale, in prima linea tra le priorità di ogni società.

La responsabile è Isabella Costantini, 06.6873712211; unesco.stampa@esteri.it


8 marzo 2008: a Bologna lo Sportello Rosa Mobbing

L'8 marzo scorso è stato presentato lo Sportello Rosa Mobbing , specificatamente dedicato alle giornaliste, promosso dall'associazione stampa Emilia Romagna (Aser) e Ordine dei Giornalisti, con il supporto di provincia di Bologna, Regione Emilia -Romagna e MpS, in collaborazione con l'avvocato Michela Cocchi di Business Human Rights. Fra gli obiettivi dello Sportello: tutela dei diritti, monitoraggio permanente, individuazione di azioni positive, coordinamento con analoghe iniziative istituzionali. Fra i servizi offerti dallo sportello (operativo il lunedì dalle 15 alle 17 e, su appuntamento, il giovedì dalle 15 alle 17): consulenza e assistenza legale, supporto medico-psicologico.


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