Manifestazione
In Libreria - Novità editoriali
Associazione Stampa Abruzzese
IDENTITÀ SOSPESE
Indagine sulle condizioni di lavoro di collaboratori e free lance
A cura di Patrizia Pennella
Prefazione di Franco Siddi

Aprire le porte delle redazioni per avvicinare il sindacato al mondo dei colleghi non garantiti. La pubblicazione “Identità sospese” nasce da un progetto con cui l’Associazione stampa abruzzese ha voluto ‘esplorare’ una realtà estremamente variegata, quella dei collaboratori e dei free lance che lavorano nelle redazioni di giornali, agenzie, uffici stampa, radio e televisioni regionali.
Il volume raccoglie dati e risultati di un questionario distribuito tra i colleghi a cui hanno risposto 118 persone, tra uomini e donne. Un ‘campione’ messo insieme non soltanto attraverso la ‘classica’ spedizione, ma con un vero e proprio ‘porta a porta’ all’interno delle redazioni per raggiungere innanzitutto chi effettivamente lavora nei diversi settori del giornalismo, quindi chi, per svariati motivi, non è iscritto al sindacato. Ne viene fuori una realtà complessa, che chiede risposte importanti, capaci di imprimere una svolta innovativa ad aree della professione che non possono essere più considerate marginali.
Uno sguardo rapidissimo ad alcune cifre: il 48,95% delle donne e il 44,62% degli uomini che hanno risposto al questionario afferma di lavorare al di sopra delle sette ore al giorno, addirittura il 15,09% delle donne e il 9,23% degli uomini supera l’arco d’impegno che il contratto fissa in dieci ore. Indicativamente il cinquanta per cento degli intervistati è impegnato in più di un settore della professione e la dilatazione dell’orario di lavoro è la diretta conseguenza di questa necessaria poliedricità. In più di giornalismo non si vive bene, se è vero che più del 75% delle donne e il 90% degli uomini non è soddisfatto della cifra che riceve a fine mese. A lamentarsi di meno, a livello indicativo, è chi lavora negli uffici stampa, ma il rovescio della medaglia, in questo caso, è che spesso si stratta di prestazioni spot, legati magari a un evento o a una tornata elettorale. In più i soldi, a fine mese, arrivano davvero? Il 54,72% delle colleghe e il 55,38% dei colleghi ci dice di no e, in questo ambito il 50 per cento delle donne e il 52 per cento degli uomini denuncia una dilazione dei compensi superiore ai sei mesi, che per un altro 21 per cento di donne e 19,5% di uomini diventano più di otto.
Su questi e su molti altri dati si sono confrontati con contributi contenuti nel volume Franco Siddi, segretario dell’Fnsi, che ha curato la prefazione, Roberto Natale, presidente dell’Fnsi, Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi, Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto Fnsi responsabile del dipartimento uffici stampa, Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, Giovanni Di Bartolomeo, docente dell’Università di Teramo, Patrizia Pennella, consigliere nazionale Fnsi che ha curato la realizzazione dell’indagine.
Nel volume le testimonianze dirette di due colleghi precari Antonio Fragassi e Alessandro Biancardi.
Le illustrazioni sono state curate da Giò, vignettista abruzzese.

   
“Un secolo di giornalismo italiano”
Storia della Federazione nazionale della stampa italiana I (1877-1943)
Giancarlo Tartaglia
Prefazione di Piero Craveri
Pubblicato con il contributo della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)

Questo lavoro sulla Federazione della stampa colma un vuoto grave nella ricostruzione della storia del giornalismo italiano dall'Unità alla fine della seconda guerra mondiale. La storiografia non ha mai veramente tenuto conto del ruolo di questa realtà associativa, sia nello sviluppo della professione, sia nella concreta affermazione dei diritti di libertà che la concernono. La loro piena effettività si deve infatti ad un lento processo, in cui non solo i giornali, ma le battaglie della professio­ne giornalistica hanno avuto un ruolo importante.

Anche l'attività sindacale della Federazione della stampa contribuì inizialmente a consolidare, da un punto di vista istituzionale, lo statuto della professione giornalistica e la piena conquista della libertà di stampa in epoca liberale. Non a caso in questa specificazione l'associazionismo giornalistico prende a svolgere una difesa della libertà di espressione non solo nei confronti dello Stato, ma negli stessi rapporti con gli editori, con un orizzonte più ampio di quello rivendicato da questi ultimi. Ne saranno testimonianza l'impegno contro la censura nella guerra italo-turca e negli anni della Grande Guerra e la lunga tenace battaglia in difesa della libertà di stampa contro la svolta autoritaria del fascismo.

GIANCARLO TARTAGLIA è direttore della Federazione nazionale della stampa italiana e insegna Diritto del lavoro giornalistico presso la Scuola Superiore di Giornalismo della LUISS Guido Carli di Roma. Collaboratore di Nord e Sud, Archivio Trimestrale, La Voce Repubblicana, ha pubblicato studi e ricerche sul mondo laico e democratico italiano.
In particolare, ha pubblicato I Congressi del partito d'Azione 1944/1946/1947 (Ed. Archivio Trimestrale, 1984), ha curato il volume di Michele Cifarelli, Libertà vò cercando… Diari 1934-1938 (Rubettino, 2004) e cura la pubblicazione dell'opera omnia di Ugo La Malfa, di cui sono già usciti i primi due volumi Scritti 1925-1953 (Mondadori, 1988) e Scritti 1953-1958 (Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2003).

Prezzo al pubblico € 34,50

MONDADORI-UNIVERSITA'
   
“La conquista della libertà”
il giornalismo italiano da Amendola alla liberazione
a cura di Franco Siddi
prefazione di Arrigo Levi
postfazione di Luigi Punzo
in collaborazione con la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)

In occasione del Centenario della fondazione della Fnsi i giornalisti italiani riflettono sul doloroso percorso per la conquista della libertà di stampa. Questo libro propone una riflessione sull'insegnamento e sulla figura di Giovanni Amendola, morto per i postumi di pestaggi fascisti, e dà conto della discussione svolta a Montecatini nel maggio 2005 attorno agli stretti legami fra liberalismo e democrazia.

A Montecatini, 83 anni fa, veniva aggredito e pestato a morte Giovanni Amendola, giornalista e parlamentare, la più autorevole voce dell'opposizione al nascente regime fascista.
Ad Amendola, i giornalisti italiani hanno voluto intitolare l'istituto di previdenza di categoria e vogliono ricordarne la figura di intellettuale rigoroso e coraggioso, capace di affrontare, inerme e a viso aperto, la minaccia dei bastoni e dei manganelli.

FRANCO SIDDI (Francesco Angelo), di Samassi, paese del cagliaritano, giornalista del gruppo Finegil l'Espresso (la sua testata è la Nuova Sardegna), è segretario della Federazione nazionale della stampa italiana dopo esserne stato presidente per anni. La lunga esperienza nei giornali locali ne fa uno dei maggiori esperti di informazione e territorio.
Animatore dei primi coordinamenti dei Comitati di redazione dei giornali locali del gruppo Caracciolo, per dodici anni, dal 1987 è stato presidente dell'Associazione della stampa sarda per quasi dieci anni. Dal marzo 2006 è membro dell'esecutivo della Federazione europea dei giornalisti.

Prezzo al pubblico € 16,00

MEMORI
   
“Ddl alfano: se lo conosci lo eviti”
Giuristi, Magistrati, Avvocati, Investigatori, Giornalisti
Colpisce le libertà democratiche, non tutela la privacy
vanifica un fondamentale strumento contro il crimine

Il disegno di legge del Governo sulle intercettazioni è dannoso e inutile

Lo argomentano:

Lirio Abbate, Giorgio Altieri, Ettore Barcellona, Carlo Bonini, Rosi Brandi, Alessandro Brignone, Giuseppe Cascini, Gian Carlo Caselli, Enzo Cheli, Maria Francesca Chiappe, Guido Columba, Lorenzo Del Boca, Bruno Del Vecchio, Santo Della Volpe, Alessandro Galimberti, Luigi Ferrarella, Leonardo Filippi, Ennio Fortuna, Glauco Giostra, Carlo Federico Grosso, Arne König, Caterina Malavenda, Carlo Malinconico, Domenico Manzione, Roberto Natale, Luca Palamara, Stefano Rebechesu, Franco Roberti, Vittorio Roidi, Giovanni Salvi, Armando Spataro, Elsa Vidal

Unione Nazionale Cronisti Italiani
Corso Vittorio Emanuele 349
000186 Roma - Tel 06680081
unci@unionecronisti.it - wwww.unionecronisti.it

I QUADERNI DELL'UNCI
   
LIBRO BIANCO sul LAVORO NERO
storie di violazioni e soprusi nel mondo dell'informazione
a cura di Renzo Santelli
con contributi di
Lucia Annunziata, Oliviero Beha, Giorgio Bocca, Sandro Curzi, Massimo Fini, Milena Gabanelli, Giovanni Valentini, Bruno Vespa…
Prefazione di Paolo Serventi Longhi

I giornalisti professionisti contrattualizzati sono circa 12.000 mentre chi svolge attività giornalistica senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato sono oltre 20.000. Insomma chi svolge attività di informazione nel nostro Paese sono circa 30.000 persone, un terzo delle quali solo con un contratto di riferimento professionale a tempo indeterminato. Il resto è fatto di collaboratori, precari e coloro i quali anche senza avere il requisito professionale adatto a svolgere questo mestiere, nei fatti lo svolge.
Molte, troppe, nuove iniziative editoriali (quelle free-press, quelle on line o semplici "panini") sono il ricettacolo di collaboratori, giovani in cerca di accedere alla professione giornalistica attraverso le più strane ed incredibili scorciatoie. Che spesso però si materializzano solo come grandi illusioni per chi ci lavora ma come un grande affare per chi alimenta queste speranze.
Ecco le cifre che ci vengono offerte dall'Istituto nazionale di previdenza giornalistica, Inpgi: secondo i dati del bilancio consuntivo 2005 il totale degli iscritti alla gestione separata sono 21.171. Il grosso degli iscritti è concentrato nella fascia di età che va dai 30 ai 45 anni (14.780) mentre coloro i quali vanno da 45 ai 60 anni di età sono 5.633. Gli iscritti over sessanta sono, invece, solo 758.
Già da questi primi dati si capisce come la gestione separata sia un fenomeno per lo più dei giovani e in particolare, lo vedremo, di coloro che svolgono attività giornalistiche senza particolari tutele. Infatti gli iscritti alla gestione separata e a quella principale sono solo 7.224 dei quali 333 non hanno avuto alcuna retribuzione, 175 risultano in pensione e 4.901 hanno una posizione contributiva attiva ma 1.815 di questi non hanno avuto alcun rapporto di lavoro nel 2005.
Dei quasi 15.000 iscritti alla sola gestione separata ben 8.189 non raggiungono la soglia dei 5mila euro lordi all'anno mentre i residui 7.539 hanno redditi superiori fino a 150mila euro. C'è da notare, però, che solo 466 giornalisti spaziano da 50mila a 150mila euro. Il resto (7.073) ha un reddito mensile lordo medio che sfiora i 7000 euro (2.372), i 2mila euro (3.316) e i 4mila (1.385).
Per il resto è lavoro nero, ovviamente sfruttato, e in alcuni casi mai pagato.


Per l’acquisto del libro rivolgersi al Centro di Documentazione Giornalistica- € 18,00

00186 Roma – Piazza di Pietra, 26 – tel. 066791496 – fax 066797492
www.cdgweb.it - info@cdgweb.it

CENTRO DOCUMENTAZIONE GIORNALISTICA
   
“storia del giornalismo nel Corno d’Africa”
Enrico Mania
In collaborazione con la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana)

Questa Storia del giornalismo nel Corno d'Africa si incunea tra i ricordi di tante testate, di tante firme di tanti eventi; iniziando da “una manciata di ricordi” per riaprirsi sui secoli dei Coborò e poi ricordare le 24 copie della tiratura destinata alla Corte.
Si arriva, così, al 1923 con la censura del Bollettino della Camera di Commercio di Asmara. Quindi ai giornali del 1935. Dopo i giornali della restaurazione, la “lettera aperta a Mussolini” da un emigrato, le numerose testate, i quotidiani ad Asmara e ad Addis Abeba. Una postilla chiude il libro.

ENRICO MANIA, giornalista e, a tempo perso, scrittore, ha svolto parte del suo apprendistato nelle terre del Corno d'Africa, fra le città di Asmara e Addis Abeba. Per alcuni decenni è stato responsabile del Quotidiano Eritreo e ha diretto il periodo illustrato Sestante, il mensile Etiopia dell'E.T.O (Ethiopian Tourism organization) in lingua italiana, oltre al quindicinale Il Bollettino della Camera di Commercio.

Prezzo al pubblico € 14,00

MEMORI
   
Centenario FNSI
O2- Ossigeno
Governo Italiano
Parlamento Italiano
IFJ

Isf

Insi

Il Redattore Sociale

Il Redattore Sociale

Credits Copyright © FNSI 2003-2009 Tutti i diritti riservati - Registrazione al Tribunale Civile di Roma del 23-12-2001 N°578 Area Riservata