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In Libreria - Novità editoriali
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“100 anni di Roma, 100 anni di cronaca, 100 anni di Sindacato cronisti romani” |
| Sindacato Cronisti Romani |
| Prefazioni di Gianni Alemanno, Roberto Napoletano, Paolo Butturini, Guido Columba e Romano Bartoloni |
Edito in occasione del centenario del Sindacato cronisti romani (1910/2010), il libro nasce all'insegna di “Quando la cronaca diventa storia di Roma”, una cavalcata lungo un secolo dentro la cronaca e le cronache giornalistiche, e le attività del SCR dedicate al servizio della città. E' anche una carrellata in caccia di ricordi e di immagini di vita vissuta da cronisti di oggi e di ieri, di rievocazione di piccoli e grandi eventi che hanno caratterizzato le grandi trasformazioni della capitale, di riscoperta di delitti e di scandali che hanno fatto epoca, di nuova ribalta per personaggi famosi di ieri e di oggi. La pubblicazione si apre con le prefazioni del Sindaco Gianni Alemanno, del direttore de “il Messaggero”, Roberto Napoletano, e del segretario dell'Associazione stampa romana, Paolo Butturini; ed è introdotta da Fabio Morabito, presidente dell'Associazione stampa romana, sui valori della cronaca di ieri e di oggi, e da Umberto Mariotti Bianchi, autore di diversi libri su Roma e due volte presidente del Gruppo dei romanisti, sull'Urbe come era nello scorso secolo.
Il libro è diviso in due parti: il primo periodo del SCR estratto dai capitoli sui cronisti e Roma contenuti nel libro “Cinquant'anni di giornalismo, note e ricordi di un cronista” (del 1930 e ne rimane una sola copia nell'archivio capitolino) di Gioacchino Lega socio fondatore del Sindacato cronisti romani. E poi la vera storia della prima Miss Roma con il SCR a cura dello storiografo Claudio Rendina, e le giornate della rinascita del Sindacato raccontate dalla giornalista Jò di Benigno. E, infine, testimonianze raccolte da “Pronto…Pronto..C'è il cronista?” (1949) di Rodolfo Crociani, il “Foffo supereporter” e che vanno dall'epoca dei duelli tra giornalisti all'organizzazione del primo e unico Carnevale di Ostia con 250mila partecipanti, ai grandi delitti, alla crescita postbellica della capitale ecc.. Del secondo periodo è autore Romano Bartoloni, attuale presidente del Sindacato cronisti romani: dalla ricostituzione dopo la parentesi fascista ai nostri giorni, una rassegna che attraversa i lustri della città diventata metropoli europea. Nel compendio riepilogativo, una raccolta illustrata di documentazione inedita con foto, ritagli di stampa e altro materiale degli archivi del Sindacato cronisti romani.
Pagg.133 - Prezzo al pubblico € 20,00 |
| SINDACATO CRONISTI ROMANI |
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GUIDA ALL’UNIVERSO COMUNICAZIONE |
| Romano Bartoloni e Carlo Felice Corsetti |
| Prefazioni di Lorenzo Del Boca e Gino Falleri |
Il libro “Guida all'universo comunicazione” è edito in occasione del centenario del Sindacato cronisti romani (1910/2010) con prefazioni del presidente dell'Ordine nazionale dei giornalisti, Lorenzo Del Boca, e del presidente del Gruppo uffici stampa, Gino Falleri; ed è dedicato agli scenari della professione. Che oggi propongono, a ritmi incontenibili ed esponenziali, nuovi modelli di giornalismi e nuove figure di giornalisti che lavorano in circostanze diverse, con compiti e linguaggi diversi e spesso conflittuali fra loro. Pur tuttavia, le diverse esperienze possono ricondursi a due filoni principali legati dalla professionalità del lavoro: i giornalisti dei mass-media (carta stampata, radiotv e online) e i giornalisti degli uffici stampa e più in generale della miriade di fonti di informazione, istituzionali, politiche, economiche, sociali ecc. I secondi hanno raggiunto ormai i primi, non solo come numero ma anche come intensità e professionalità dell'impegno.
Per la prima volta, con questa impresa editoriale, si stabilisce un confronto diretto fra i due mondi al fine di compiere non solo un servizio di interesse pubblico, ma di favorire migliore rapporti di comprensione reciproca e di definire il meglio possibile responsabilità, compiti e doveri che spettano a coloro che operano direttamente o indirettamente in funzione dell'opinione pubblica e per soddisfare il diritto del cittadino ad essere compiutamente e correttamente informato.
Romano Bartoloni, presidente del Sindacato cronisti romani, consigliere nazionale della Federazione della stampa italiana, professionista dal 1962, compie una ricognizione a tutto campo sulle mutazioni del giornalismo e dell'informazione. Invece, il ruolo del moderno comunicatore/addetto stampa, è illustrato dal generale dei carabinieri, Carlo Felice Corsetti, esperto comunicatore Oafcn presso la Commissione europea, già responsabile informazione dell'Arma, e promotore nel 1981 della prima sala stampa strutturata dei carabinieri. Un interessante contributo aggiuntivo sulla comunicazione europea di Bruxelles viene proposto da Alessandro Butticè, dal 1999 al 2009 portavoce dell'Ufficio europeo per la lotta antifrode (OLAF).
La pubblicazione è arricchita dalle esperienze di 33 cronisti doc che raccontano “la cronaca”, confidano i segreti del mestiere, offrendo una testimonianza di giornalismo come era e come si faceva e come è cambiato oggi sotto gli effetti della rivoluzione tecnologica.
Il lavoro editoriale si conclude con un'appendice, in assoluto unica del suo genere, con tutta la normativa nazionale e internazionale che riguarda il sistema comunicazione.
Pagg.384 - Prezzo al pubblico € 20,00 |
| SINDACATO CRONISTI ROMANI |
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Associazione Stampa Abruzzese IDENTITÀ SOSPESE Indagine sulle condizioni di lavoro di collaboratori e free lance |
| A cura di Patrizia Pennella |
| Prefazione di Franco Siddi |
Aprire le porte delle redazioni per avvicinare il sindacato al mondo dei colleghi non garantiti. La pubblicazione “Identità sospese” nasce da un progetto con cui l’Associazione stampa abruzzese ha voluto ‘esplorare’ una realtà estremamente variegata, quella dei collaboratori e dei free lance che lavorano nelle redazioni di giornali, agenzie, uffici stampa, radio e televisioni regionali. Il volume raccoglie dati e risultati di un questionario distribuito tra i colleghi a cui hanno risposto 118 persone, tra uomini e donne. Un ‘campione’ messo insieme non soltanto attraverso la ‘classica’ spedizione, ma con un vero e proprio ‘porta a porta’ all’interno delle redazioni per raggiungere innanzitutto chi effettivamente lavora nei diversi settori del giornalismo, quindi chi, per svariati motivi, non è iscritto al sindacato. Ne viene fuori una realtà complessa, che chiede risposte importanti, capaci di imprimere una svolta innovativa ad aree della professione che non possono essere più considerate marginali. Uno sguardo rapidissimo ad alcune cifre: il 48,95% delle donne e il 44,62% degli uomini che hanno risposto al questionario afferma di lavorare al di sopra delle sette ore al giorno, addirittura il 15,09% delle donne e il 9,23% degli uomini supera l’arco d’impegno che il contratto fissa in dieci ore. Indicativamente il cinquanta per cento degli intervistati è impegnato in più di un settore della professione e la dilatazione dell’orario di lavoro è la diretta conseguenza di questa necessaria poliedricità. In più di giornalismo non si vive bene, se è vero che più del 75% delle donne e il 90% degli uomini non è soddisfatto della cifra che riceve a fine mese. A lamentarsi di meno, a livello indicativo, è chi lavora negli uffici stampa, ma il rovescio della medaglia, in questo caso, è che spesso si stratta di prestazioni spot, legati magari a un evento o a una tornata elettorale. In più i soldi, a fine mese, arrivano davvero? Il 54,72% delle colleghe e il 55,38% dei colleghi ci dice di no e, in questo ambito il 50 per cento delle donne e il 52 per cento degli uomini denuncia una dilazione dei compensi superiore ai sei mesi, che per un altro 21 per cento di donne e 19,5% di uomini diventano più di otto. Su questi e su molti altri dati si sono confrontati con contributi contenuti nel volume Franco Siddi, segretario dell’Fnsi, che ha curato la prefazione, Roberto Natale, presidente dell’Fnsi, Andrea Camporese, presidente dell’Inpgi, Giovanni Rossi, segretario generale aggiunto Fnsi responsabile del dipartimento uffici stampa, Carlo Verna, segretario dell’Usigrai, Giovanni Di Bartolomeo, docente dell’Università di Teramo, Patrizia Pennella, consigliere nazionale Fnsi che ha curato la realizzazione dell’indagine. Nel volume le testimonianze dirette di due colleghi precari Antonio Fragassi e Alessandro Biancardi. Le illustrazioni sono state curate da Giò, vignettista abruzzese. |
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“Un secolo di giornalismo italiano” Storia della Federazione nazionale della stampa italiana
I (1877-1943) |
| Giancarlo Tartaglia |
Prefazione di
Piero Craveri Pubblicato con il contributo della FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) |
Questo lavoro sulla Federazione della stampa colma un vuoto grave nella ricostruzione della storia del giornalismo italiano dall'Unità alla fine della seconda guerra mondiale. La storiografia non ha mai veramente tenuto conto del ruolo di questa realtà associativa, sia nello sviluppo della professione, sia nella concreta affermazione dei diritti di libertà che la concernono. La loro piena effettività si deve infatti ad un lento processo, in cui non solo i giornali, ma le battaglie della professione giornalistica hanno avuto un ruolo importante.
Anche l'attività sindacale della Federazione della stampa contribuì inizialmente a consolidare, da un punto di vista istituzionale, lo statuto della professione giornalistica e la piena conquista della libertà di stampa in epoca liberale. Non a caso in questa specificazione l'associazionismo giornalistico prende a svolgere una difesa della libertà di espressione non solo nei confronti dello Stato, ma negli stessi rapporti con gli editori, con un orizzonte più ampio di quello rivendicato da questi ultimi. Ne saranno testimonianza l'impegno contro la censura nella guerra italo-turca e negli anni della Grande Guerra e la lunga tenace battaglia in difesa della libertà di stampa contro la svolta autoritaria del fascismo.
GIANCARLO TARTAGLIA è direttore della Federazione nazionale della stampa italiana e insegna Diritto del lavoro giornalistico presso la Scuola Superiore di Giornalismo della LUISS Guido Carli di Roma. Collaboratore di Nord e Sud, Archivio Trimestrale, La Voce Repubblicana, ha pubblicato studi e ricerche sul mondo laico e democratico italiano.
In particolare, ha pubblicato I Congressi del partito d'Azione 1944/1946/1947 (Ed. Archivio Trimestrale, 1984), ha curato il volume di Michele Cifarelli, Libertà vò cercando… Diari 1934-1938 (Rubettino, 2004) e cura la pubblicazione dell'opera omnia di Ugo La Malfa, di cui sono già usciti i primi due volumi Scritti 1925-1953 (Mondadori, 1988) e Scritti 1953-1958 (Presidenza del Consiglio dei Ministri, 2003).
Prezzo al pubblico € 34,50 |
| MONDADORI-UNIVERSITA' |
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“La conquista della libertà” il giornalismo italiano da Amendola alla liberazione |
| a cura di
Franco Siddi |
prefazione di
Arrigo Levi
postfazione di
Luigi Punzo in collaborazione con la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) |
In occasione del Centenario della fondazione della Fnsi i giornalisti italiani riflettono sul doloroso percorso per la conquista della libertà di stampa. Questo libro propone una riflessione sull'insegnamento e sulla figura di Giovanni Amendola, morto per i postumi di pestaggi fascisti, e dà conto della discussione svolta a Montecatini nel maggio 2005 attorno agli stretti legami fra liberalismo e democrazia.
A Montecatini, 83 anni fa, veniva aggredito e pestato a morte Giovanni Amendola, giornalista e parlamentare, la più autorevole voce dell'opposizione al nascente regime fascista.
Ad Amendola, i giornalisti italiani hanno voluto intitolare l'istituto di previdenza di categoria e vogliono ricordarne la figura di intellettuale rigoroso e coraggioso, capace di affrontare, inerme e a viso aperto, la minaccia dei bastoni e dei manganelli.
FRANCO SIDDI (Francesco Angelo), di Samassi, paese del cagliaritano, giornalista del gruppo Finegil l'Espresso (la sua testata è la Nuova Sardegna), è segretario della Federazione nazionale della stampa italiana dopo esserne stato presidente per anni. La lunga esperienza nei giornali locali ne fa uno dei maggiori esperti di informazione e territorio.
Animatore dei primi coordinamenti dei Comitati di redazione dei giornali locali del gruppo Caracciolo, per dodici anni, dal 1987 è stato presidente dell'Associazione della stampa sarda per quasi dieci anni. Dal marzo 2006 è membro dell'esecutivo della Federazione europea dei giornalisti.
Prezzo al pubblico € 16,00 |
| MEMORI |
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“Ddl alfano: se lo conosci lo eviti”
Giuristi, Magistrati, Avvocati, Investigatori, Giornalisti
Colpisce le libertà democratiche, non tutela la privacy vanifica un fondamentale strumento contro il crimine |
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Il disegno di legge del Governo sulle intercettazioni è dannoso e inutile
Lo argomentano:
Lirio Abbate, Giorgio Altieri, Ettore Barcellona, Carlo Bonini, Rosi Brandi, Alessandro Brignone, Giuseppe Cascini, Gian Carlo Caselli, Enzo Cheli, Maria Francesca Chiappe, Guido Columba, Lorenzo Del Boca, Bruno Del Vecchio, Santo Della Volpe, Alessandro Galimberti, Luigi Ferrarella, Leonardo Filippi, Ennio Fortuna, Glauco Giostra, Carlo Federico Grosso, Arne König, Caterina Malavenda, Carlo Malinconico, Domenico Manzione, Roberto Natale, Luca Palamara, Stefano Rebechesu, Franco Roberti, Vittorio Roidi, Giovanni Salvi, Armando Spataro, Elsa Vidal
Unione Nazionale Cronisti Italiani
Corso Vittorio Emanuele 349
000186 Roma - Tel 06680081
unci@unionecronisti.it - wwww.unionecronisti.it |
| I QUADERNI DELL'UNCI |
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LIBRO BIANCO sul LAVORO NERO storie di violazioni e soprusi nel mondo dell'informazione |
| a cura di
Renzo Santelli |
con contributi di
Lucia Annunziata, Oliviero Beha, Giorgio Bocca, Sandro Curzi, Massimo Fini, Milena Gabanelli, Giovanni Valentini, Bruno Vespa… Prefazione di Paolo Serventi Longhi |
I giornalisti professionisti contrattualizzati sono circa 12.000 mentre chi svolge attività giornalistica senza un contratto di lavoro a tempo indeterminato o determinato sono oltre 20.000. Insomma chi svolge attività di informazione nel nostro Paese sono circa 30.000 persone, un terzo delle quali solo con un contratto di riferimento professionale a tempo indeterminato. Il resto è fatto di collaboratori, precari e coloro i quali anche senza avere il requisito professionale adatto a svolgere questo mestiere, nei fatti lo svolge. Molte, troppe, nuove iniziative editoriali (quelle free-press, quelle on line o semplici "panini") sono il ricettacolo di collaboratori, giovani in cerca di accedere alla professione giornalistica attraverso le più strane ed incredibili scorciatoie. Che spesso però si materializzano solo come grandi illusioni per chi ci lavora ma come un grande affare per chi alimenta queste speranze.
Ecco le cifre che ci vengono offerte dall'Istituto nazionale di previdenza giornalistica, Inpgi: secondo i dati del bilancio consuntivo 2005 il totale degli iscritti alla gestione separata sono 21.171. Il grosso degli iscritti è concentrato nella fascia di età che va dai 30 ai 45 anni (14.780) mentre coloro i quali vanno da 45 ai 60 anni di età sono 5.633. Gli iscritti over sessanta sono, invece, solo 758.
Già da questi primi dati si capisce come la gestione separata sia un fenomeno per lo più dei giovani e in particolare, lo vedremo, di coloro che svolgono attività giornalistiche senza particolari tutele. Infatti gli iscritti alla gestione separata e a quella principale sono solo 7.224 dei quali 333 non hanno avuto alcuna retribuzione, 175 risultano in pensione e 4.901 hanno una posizione contributiva attiva ma 1.815 di questi non hanno avuto alcun rapporto di lavoro nel 2005.
Dei quasi 15.000 iscritti alla sola gestione separata ben 8.189 non raggiungono la soglia dei 5mila euro lordi all'anno mentre i residui 7.539 hanno redditi superiori fino a 150mila euro. C'è da notare, però, che solo 466 giornalisti spaziano da 50mila a 150mila euro. Il resto (7.073) ha un reddito mensile lordo medio che sfiora i 7000 euro (2.372), i 2mila euro (3.316) e i 4mila (1.385).
Per il resto è lavoro nero, ovviamente sfruttato, e in alcuni casi mai pagato. Per l’acquisto del libro rivolgersi al
Centro di Documentazione Giornalistica- € 18,00
00186 Roma – Piazza di Pietra, 26 – tel. 066791496 – fax 066797492
www.cdgweb.it - info@cdgweb.it |
| CENTRO DOCUMENTAZIONE GIORNALISTICA |
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“storia del giornalismo nel Corno d’Africa” |
| Enrico Mania |
| In collaborazione con la FNSI (Federazione Nazionale Stampa Italiana) |
Questa Storia del giornalismo nel Corno d'Africa si incunea tra i ricordi di tante testate, di tante firme di tanti eventi; iniziando da “una manciata di ricordi” per riaprirsi sui secoli dei Coborò e poi ricordare le 24 copie della tiratura destinata alla Corte.
Si arriva, così, al 1923 con la censura del Bollettino della Camera di Commercio di Asmara. Quindi ai giornali del 1935. Dopo i giornali della restaurazione, la “lettera aperta a Mussolini” da un emigrato, le numerose testate, i quotidiani ad Asmara e ad Addis Abeba. Una postilla chiude il libro.
ENRICO MANIA, giornalista e, a tempo perso, scrittore, ha svolto parte del suo apprendistato nelle terre del Corno d'Africa, fra le città di Asmara e Addis Abeba. Per alcuni decenni è stato responsabile del Quotidiano Eritreo e ha diretto il periodo illustrato Sestante, il mensile Etiopia dell'E.T.O (Ethiopian Tourism organization) in lingua italiana, oltre al quindicinale Il Bollettino della Camera di Commercio.
Prezzo al pubblico € 14,00 |
| MEMORI |
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