UNGP - Unione Nazionale Giornalisti Pensionati
Corso Vittorio Emanuele II, 349 - 00186 Roma
Tel. 06/6833879
Presidente
Giuseppe Iselli
Vice Presidenti
Massimo Signoretti
Antonio De Vito
Segretario generale
Maurizio Mendia
Tesoriere
Romano Bartoloni
Comitato esecutivo (consiglieri)
Paolo Aquaro
Romano Bartoloni
Francesco Brozzu
Claudio Cojutti
Dario De Liberato
Italo Furgeri
Mauro Lando
Maurizio Mendia
Giuseppe Peruzzi
Revisori dei Conti
Mario Petrina (Presidente)
Giacinto Borelli
Giovanni Carisi
Enrico Colavita
Enzo De Virgilio
Domenico Marcozzi
Roberto Tafani
Documenti approvati
dal III Congresso UNGP
Saint-Vincent 20-22 novembre 2004
PENSIONI DENTRO IL CONTRATTO
Documento politico approvato all’unanimità
dal III Congresso UNGP - Saint Vincent 20-22 novembre 2004
Premesso che:
1) Come è noto, tutte le pensioni, comprese quelle dei giornalisti,
sono state duramente falcidiate dall’inflazione, dal carovita,
dal fisco e da un iniquo sistema perequativo, e hanno perso in questi
anni ben oltre il 20% del potere d’acquisto;
2) con un documento unanime del Consiglio nazionale del 10 giugno
2004, l’Unione nazionale giornalisti pensionati ha promosso
un’azione sindacale a tutto campo per rivendicare la via della
contrattazione nazionale Fnsi/Fieg al fine dell’allineamento
delle pensioni alla dinamica salariale;
3) la rivendicazione si fonda non soltanto sulla sentenza della
Corte costituzionale riguardo all’ingiusta disparità
di trattamento tra lavoratori in attività e lavoratori collocati
a riposo ma è anche rafforzata dal sostegno (voto di un odg)
dato dal Parlamento e dal Governo il 29 luglio scorso in occasione
del varo della riforma Maroni delle pensioni e ribadito in occasione
della recente Finanziaria;
4) che il ritorno alla contrattazione nazionale e settoriale, posto
come obbligo giuridico dal Parlamento e dal Governo, rientra negli
obiettivi prioritari delle principali organizzazioni dei pensionati
raccolte nella Consulta: statali, Dirstat, enti locali, magistratura,
polizia, carabinieri, finanzieri nel pubblico; avvocati, medici,
bancari ecc. nel privato;
5) le pensioni e i pensionati giornalisti sono già oggi
dentro il contratto non solo perché l’Ungp è
protagonista sindacale come organismo sindacale di base, perché
il trattamento di quiescenza è una proiezione della retribuzione
percepita in attività di servizio (art. 37 Statuto Fnsi),
e perché partecipa nella commissione contratto alla negoziazione
Fnsi/Fieg; ma, soprattutto, perché, l’art. 21 del contratto
giornalistico già oggi stabilisce che in materia di prestazioni
(pensioni innanzitutto), "la Fieg e la Fnsi assumono le determinazioni"
previste dalla legge costitutiva dell’Inpgi autonomo "sulla
base di specifici accordi sindacali", consolidando il principio
del passaggio delle decisioni sugli incrementi pensionistici attraverso
la trafila delle parti sociali
6) la Fnsi e le Associazioni regionali di categoria, non da oggi
attenti ai problemi sollevati dall’Ungp, esprimono energie
e risorse capaci di rafforzare lo spirito di solidarietà
e di comprensione tra le diverse generazioni di colleghi, e di realizzare
un modello di nuovo patto sociale in occasione del prossimo rinnovo
del contratto della categoria; un nuovo patto che favorirebbe, altresì,
il recupero di adesioni e di consensi anche tra la platea di pensionati
allontanatasi dal sindacato;
7) il consiglio d’amministrazione e il consiglio generale
dell’Inpgi, in base agli accordi programmatici fra le diverse
componenti sindacali, sono favorevolmente orientati a migliorare
le condizioni economiche dei giornalisti pensionati.
Il terzo Congresso dell’Unione nazionale giornalisti
pensionati, riunito a Saint Vincent, impegna il nuovo presidente,
affinché si faccia carico presso il Segretario della FNSI
di promuovere la politica sindacale dell’agganciamento delle
pensioni dei giornalisti alla dinamica delle retribuzioni attraverso
la via del negoziato contrattuale, rappresentandola autorevolmente
al Congresso nazionale della Fnsi di Saint Vincent; e a sostenere
in tale prospettiva tutte le iniziative concordabili fra la Fnsi
stessa e la Fieg sul terreno degli incrementi delle contribuzioni
editoriali ai fini del miglioramento dei tetti pensionistici, sempre
salvaguardando gli interessi generali della categoria, nonché
l’autonomia decisionale e gli equilibri economici e finanziari
di oggi e di domani dell’Istituto di previdenza dei giornalisti.
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SUDDIVIDERE PER TRE LA QUOTA SINDACALE
Documento politico approvato all’unanimità
dal III Congresso UNGP
Saint Vincent 20-22 novembre 2004
Il congresso prende atto con rammarico che rimane ancora insoluta
la questione del finanziamento dell’Unione pensionati. La
fonte principale per lo svolgimento della sua attività rimane
infatti un contributo annuale di liberalità da parte dell’
INPGI, a cui vanno aggiunte le uniche entrate di fonte propria rappresentate
dalle quote dei soci aggregati, mentre la totalità dei contributi
versati dagli iscritti viene incamerata in parti diverse dalla Federazione
della stampa e dalle singole Associazioni regionali di appartenenza
del socio pensionato.
E’ opportuno rilevare che già nel contratto del biennio
75/76 si accennava alla trasformazione della quota da fissa a percentuale
per tutti i giornalisti, compresi i pensionati. Nel contratto successivo
(77/78) apparve la quota nella misura attuale dello 0,30 per cento.
Infine, con la convenzione fra FNSI e INPGI, entrata in vigore il
1 gennaio 97, "la quota associativa dei giornalisti pensionati
viene equiparata a quella dei giornalisti in attività di
servizio" (cioè lo 0,30), riservando alla stessa FNSI
un terzo della quota (0,10%) ed alle Associazioni regionali i due
terzi (0,20%). Tuttavia in quella stessa convenzione si lasciava
alle Associazioni ampia facoltà di diminuire per i pensionati
la quota di iscrizioni, rinunciando ad una parte dello 0,20 di loro
spettanza. Si dava vita, così, per rispettare l’autonomia
delle Associazione ad una situazione paradossale: da una parte si
ignorava del tutto l’esistenza dell’Unione pensionati,
sindacato di base della FNSI come stabilito dall’art. 37 dello
statuto della Federazione, con i suoi pari diritti all’autonomia
ed all’autofinanziamento. Dall’altro si introducevano
discriminazioni fra i pensionati iscritti al sindacato che da allora
pagano quote varianti fra lo 0,15 e lo 0,30 per cento a seconda
delle differenti Associazioni regionali di appartenenza.
Tutto ciò appare oggi anacronistico e contraddittorio. Anacronistico
perché, invece di un sindacato, l’Unione pensionati,
da questo punto di vista, appare una sorta di mausoleo in decadenza
da conservare con elargizioni di beneficenza. Contraddittorio perché
contrastante con la logica di politica sindacale che "premia"
anche con l’incremento delle entrate chi pone maggiore cura
ed attenzione alla conservazione ed all’aumento degli iscritti.
Si tratta, quindi, di una situazione protrattasi per troppo tempo
che deresponsabilizza l’Unione e che, alla fine può
comportare un danno a tutto il sindacato attraverso la perdita di
iscritti che, invece, con una politica appropriata e con il reale
ed interessato coinvolgimento dell’Unione, potrebbe essere
evitata.
Il congresso, pertanto, chiede un radicale mutamento di atteggiamento,
da parte di Federazione ed Associazioni per giungere ad una situazione
che è la norma nei rapporti fra le associazioni di pensionati
e le loro Federazioni o Confederazioni di appartenenza: dotare l’Unione
di fonti proprie di finanziamento.
Nel concreto, il Congresso dell’Unione pensionati chiede
che il Congresso della FNSI deliberi:
1° suddividere la trattenuta sindacale in vigore (attualmente
lo 0,30%) in tre parti uguali: 0,10% alla Federazione, 0,10% all’Associazione
di appartenenza, 0,10% all’Unione nazionale.
2° unificare, di conseguenza, allo 0,30 il contributo dei pensionati
che ora è diversificato a seconda delle decisioni prese a
suo tempo dalle Associazioni regionali.
3° intervenire in situazioni anomale e (nel quadro di una definitiva
sistemazione del problema) eliminare contributi scontati ai pensionati
o accordi di finanziamento stabiliti fra singole Associazioni e
gruppi regionali dell’Unione.
Il congresso dell’Unione, consapevole delle possibili difficoltà
di applicazione in sedi regionali di tale innovativa soluzione e
rispettoso dell’autonomia giustamente rivendicata dalle Associazioni
regionali, invita caldamente queste importanti strutture del sindacato
a riflettere sul significato profondo della richiesta, sul loro
interesse ad avere l’Unione ed i gruppi pensionati più
coinvolti e partecipativi nella ricerca del consenso al sindacato.
Le invita, anche, a riflettere in quali condizioni potrebbero sentirsi
e come potrebbero operare con dignità e sicurezza se il loro
futuro economico dipendesse totalmente dall’aleatorietà
di un contributo dell’ente previdenziale-
Il congresso, infine, dà mandato al Comitato esecutivo che
sarà eletto per il prossimo triennio di stendere con l’Inpgi
la convenzione per la trattenuta sulla pensione nella sua nuova
suddivisione, ricorrendo, laddove si rendesse necessario, e di concerto
con le singole Associazioni, alla sottoscrizione di delega da parte
del singolo socio.
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ALTRI DOCUMENTI APPROVATI
DAL III CONGRESSO UNGP
MOZIONE
I delegati al Congresso dell’Unione nazionale dei giornalisti
pensionati (Fnsi) riuniti a Saint Vincent (20-22 novembre 2004)
Stigmatizzano la grave decisione presa a maggioranza dal CdA dell’Inpgi
di respingere il ricorso al Tar proposto dal presidente dell’Istituto
Gabriele Cescutti contro lo stato di crisi alla Poligrafici Editoriale
concesso dal ministero competente.
Il Gruppo Riffeser non aveva certamente i requisiti per riceverlo
avendo dichiarato (Q.N. del 12/11/2004, pag. 23) un "risultato
positivo dei primi nove mesi del 2004" pari a 5,6 milioni di
euro.
Si tratta di un "regalo" carissimo: in totale sono 78
i prepensionamenti ottenuti dal gruppo Riffeser-Monti, che costeranno
all’Inpgi circa un miliardo di vecchie lire l’uno, la
bellezza di 37,42 milioni di euro (circa 4 milioni e mezzo di vecchie
lire per ogni contribuente giornalista attivo dell’Istituto).
Tale ingente esborso rischia di vanificare gli sforzi dell’Inpgi
per garantire anche in futuro l’equilibrio dei conti economici.
C O N S I D E R A T O
che il provvedimento di aiuto alla Poligrafici Editoriale potrebbe
essere teso a favorire ingiustamente un editore svantaggiando gli
altri, il Congresso dei Giornalisti pensionati
I M P E G N A
la nuova dirigenza dell’Unione Pensionati, d’intesa
con la Fnsi, a verificare la possibilità di presentare un
ricorso-segnalazione all’Autorità Garante della concorrenza
ed un altro ricorso alla Commissione europea per la concorrenza.
ORDINE DEL GIORNO
I delegati al Congresso dell’Unione dei Giornalisti Pensionati
impegnano la presidenza che sarà eletta a collaborare con
la Federazione Nazionale Stampa Italiana per realizzare iniziative
che, nel celebrare il sessantesimo anniversario della Liberazione,
promuovano i valori costituzionali in tema di libertà di
stampa e pluralismo dell’informazione, difendendoli da insidie
e involuzioni, assumendo il magistero che proviene dai giornalisti
che pagarono con la vita, il carcere, il confino, l’esilio,
gli ideali che sono fondamento della convivenza civile e democratica.
MOZIONE
Il Congresso dell’Unione Nazionale Giornalisti Pensionati
Italiani, riunito a Saint Vincent il 20-22 novembre ’04
FA VOTI
perché il nuovo Consiglio nazionale in carica dal 2004 al
2007 tenga nella dovuta considerazione i contributi del Presidente
uscente, Orlando Scarlata e faccia tesoro della sua esperienza disegnando
una collaborazione che serva alle maggiori fortune dell’UNGP.
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MODIFICHE STATUTARIE VARATE
DAL III CONGRESSO UNGP
Saint Vincent 20-22 novembre 2004
Articolo 3
Nuovo: I giornalisti iscritti alle Associazioni
regionali o interregionali di Stampa e titolari di pensione diretta
dell’Inpgi hanno il diritto, accettandone norme e regolamento
e versando il contributo di servizio dello 0,30, di far parte dell’Unione
Nazionale Giornalisti Pensionati.
Articolo 11
Nuovo: il Collegio
dei Revisori dei Conti è composto di sette membri eletti
dal Congresso nazionale.
I Revisori dei conti vigilano sull’andamento della gestione
finanziaria e controllano i bilanci su cui riferiscono al Consiglio
nazionale e al Congresso nazionale.
Il Collegio, nel suo seno, elegge il suo Presidente. Il Presidente
partecipa alle riunioni del Consiglio nazionale e del Comitato esecutivo
a titolo consultivo.
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