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Authority | 11 Lug 2019
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Agcom, Cardani: «Essenziale il ruolo del Legislatore per salvaguardare il bene pubblico 'informazione'»

Nell'ultima relazione annuale prima della scadenza del mandato, presentata questa mattina a Montecitorio, il presidente dell'Authority ha messo in evidenza, fra gli altri, numerosi dati sul sistema dei media. Per alcuni settori «sono stati sette anni assai difficili», ha rilevato.
Un momento della presentazione della relazione dell'Agcom a Montecitorio (Foto: @AGCOMunica)

«È essenziale il ruolo del Legislatore per salvaguardare il bene pubblico 'informazione' e promuovere la cultura. L'occasione degli stati generali dell'editoria dovrebbe essere colta per muoversi in questa direzione». È uno dei passaggi della relazione annuale dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni presentata oggi a Montecitorio dal presidente Angelo Marcello Cardani. Tanti i temi affrontati nella relazione, l'ultima prima del rinnovo dei vertici dell'Authority: editoria e settore dei media, tlc, copyright, over the top, 5G, mercato postale, identità digitale, hate speech, fra gli altri, e molta attenzione al web, ai social network e alla disinformazione online.

Poi le iniziative portate avanti dall'Agcom, come il Tavolo per la garanzia del pluralismo e della correttezza dell'informazione sulle piattaforme digitali, «e quel tanto di dialogo ivi innescato con i grandi aggregatori digitali», che per Cardani «costituisce ad oggi un unicum nel panorama internazionale. L'aver concepito un luogo di incontro tra nuove piattaforme digitali ed editoria classica – ha rilevato – mette a confronto i nuovi protagonisti dell'informazione globale non più solo con i numeri della crisi strutturale che investe da anni la filiera dell'editoria tradizionale, ma anche con la qualità ed il valore di un modello informativo insuperato, la cui esperienza è imprescindibile per le future sorti dell'informazione nel contesto digitale».

Spazio nella relazione anche al monitoraggio e all'analisi dei dati estrapolati dalle dichiarazioni fornite dalle imprese editrici di quotidiani attive in Italia nel corso del 2018, con il censimento di 105 testate quotidiane, per un valore complessivo di 1.386.042.828 copie stampate e utili per la distribuzione. Con particolare attenzione alla realtà dei media locali: «In Italia l'attenzione verso l'informazione locale, che rappresenta una fattispecie di informazione avente la caratteristica di essere circoscritta al territorio o alla realtà locale, appare ampia, se si considera che l'86% dei cittadini si informa abitualmente su fatti locali, attraverso canali televisivi, emittenti radio, quotidiani o servizi online, anche se caratterizzata da accentuata disomogeneità tra le diverse aree del Paese», è precisato nel documento che mette in luce anche alcune criticità: «A causa della crisi dei media tradizionali, in alcune aree del territorio nazionale iniziano a mancare voci informative indipendenti, soprattutto con riguardo all'offerta di quotidiani locali; inoltre, la crisi dell'editoria quotidiana sta conducendo a un consolidamento delle voci informative sul territorio, fino ad arrivare, in alcuni casi, a situazioni di forte concentrazione regionale dei media», evidenzia la relazione.

Quindi uno sguardo di insieme su questi sette anni «assai difficili di vero e proprio declino per alcuni settori, di sostanziale stagnazione per molti altri, e con solo un paio di indicatori macroeconomici in controtendenza», con il settore editoriale che «ha proseguito una fase di vero e proprio declino strutturale con un calo generalizzato di valore economico (-40%), investimenti, occupazione, ricavi», si legge ancora.

Infine, un passaggio dedicato ai «fenomeni di polarizzazione nella formazione dell'opinione pubblica e di disinformazione» che emergono nel sistema dell'informazione online, e soprattutto nei social network, «che possono configurarsi come vere e proprie strategie».

PER APPROFONDIRE
La Relazione annuale completa e la presentazione del presidente Cardani sono disponibili sul sito web dell'Agcom. A questo link la registrazione video dell'intervento nella Sala della Regina di Montecitorio.

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