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Editoria | 17 Mar 2017
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Agenzie di stampa, Lorusso a Bari: «La gara non è inevitabile, serve una legge di settore». Martedì assemblee in tutte le redazioni

La gara europea per l’assegnazione dei servizi di informazione della pubblica amministrazione non è inevitabile. Lo ha detto l’Anac e lo ha ribadito, nel corso di un convegno a Bari, il segretario della Fnsi. Martedì, intanto, i Cdr hanno indetto assemblee in contemporanea nelle redazioni.
Alcuni momenti dell’incontro di oggi a Bari
Alcuni momenti dell’incontro di oggi a Bari
Alcuni momenti dell’incontro di oggi a Bari
Alcuni momenti dell’incontro di oggi a Bari

«Nella situazione data la gara europea sembra uno sbocco inevitabile. In realtà può non esserlo perché è la stessa Anac che non esclude, anzi esorta il legislatore a prendere in mano e ad occuparsi della questione delle agenzie». Il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, interviene così, a margine di un convegno a Bari, sulla questione del bando di gara per le agenzie di stampa.

«Questo significa – ha aggiunto – che sono sicuramente maturi i tempi perché il legislatore affronti in un atto legislativo la messa a punto di norme organiche che vadano a regolare il settore della informazione primaria. In un discorso di questo tipo, che secondo me può anche cominciare da subito, si può trovare, sempre restando nell'ambito del rispetto della legge, la possibilità di congelare la situazione attuale. Quindi andare avanti, anche prorogando la situazione attuale per un periodo di tempo che deve essere breve, ed arrivare ad una regolamentazione organica che eviti la gara europea».

Una vicenda, quella del bando di gara, che tiene banco nel mondo dell’informazione, e non solo, da diverse settimane. «Dal nostro punto di vista – ha rilevato Lorusso , la gara europea sarebbe un unicum in Europa. Negli altri Paesi europei non si fanno gare perché è stato messo a punto un apparato normativo che regola il rapporto tra il governo, cioè la pubblica amministrazione, e l'informazione primaria, cioè le agenzie di stampa».

E ritornando sulle ultime dichiarazioni del presidente dall’Autorità, Raffaele Cantone, il segretario della Fnsi ha osservato: «È la stessa Anac che dice che si può metter a punto una legge specifica. È chiaro che se questa legge non arrivasse, lo sbocco sarebbe quello della gara europea. Io però ritengo che ci sia ancora spazio in questa legislatura per affrontare in tempi brevi il tema e arrivare in tempi brevissimi ad un provvedimento normativo in modo tale che dal primo gennaio 2018 il settore venga regolato secondo questa legge senza dovere passare da una gara europea».

Il segretario generale della Fnsi è poi tornato sul tema dei decreti attuativi della legge di riforma dell’editoria, che dovrebbero a breve essere emanati dal governo. «Al ministro Lotti la settimana scorsa abbiamo rappresentato la necessità del settore editoriale di far sì che attraverso i decreti attuativi della legge sull'editoria si trovi il modo per chiudere gli stati di crisi e di ristrutturazione avviati negli anni passati e ancora in atto e porre così le basi per una ripresa del mercato e anche per un rilancio dell'occupazione. Noi riteniamo che i margini ci siano, sono positive le aperture e anche la disponibilità che il ministro ha dimostrato di avere», ha detto Lorusso.

«Lotti ha dimostrato di volere approfondire il tema del rilancio dell'occupazione – ha concluso il segretario generale – soprattutto della necessità di intervenire a livello normativo per cancellare dal nostro ordinamento una serie di norme che oggi consentono di precarizzare in maniera molto semplice il lavoro o comunque di non riconoscere diritti e tutele a chi la professione la esercita quotidianamente, con continuità e in via esclusiva. Noi riteniamo che si possa intervenire anche per dare diritti e tutele a chi oggi non ce li ha, andando a contrastare forme di precariato diffuso che in realtà nascondono lavoro dipendente».

PER APPROFONDIRE
Le agenzie di stampa si mobilitano per difendere il lavoro e organizzare le prossime mosse dopo l’annuncio da parte del governo di voler seguire la strada della gara europea per l'assegnazione dei fondi alle aziende di informazione primaria. I comunicati dei Cdr che hanno convocato assemblee di redazione contemporanee per il 21 marzo, alle ore 14.

Il comunicato del Cdr dell'Ansa
Il Comitato di redazione dell'Ansa esprime preoccupazione per la decisione del Governo di rivedere le modalità di assegnazione della convenzione con le agenzie di stampa per la fornitura dei servizi giornalistici e chiede che il provvedimento venga ritirato o quantomeno sospeso.
La convenzione con l'Ansa garantisce da decenni un servizio pubblico di informazione, di alta qualità, imparziale e completa, a beneficio dei media e di tutta la comunità nazionale, e a salvaguardia degli interessi del nostro Paese anche all'estero. Un servizio che va salvaguardato come una risorsa preziosa, alla pari del sistema radiotelevisivo e di tutti gli altri mezzi di informazione sostenuti in via diretta e indiretta con fondi pubblici.
Il Cdr dell'Ansa ritiene un errore politico e strategico gestire le convenzioni con l'Ansa e le altre agenzie attraverso una gara europea, strumento palesemente inadatto a regolare un regime di concorrenza su un settore intimamente legato alla difesa del pluralismo e della democrazia, che non può essere considerato alla stregua di qualunque altra merce e pertanto non può essere sottoposto al rischio di dare troppo peso a fattori meramente economici.
Il Cdr esprime stupore inoltre perché la gara europea indetta dal governo è un caso senza precedenti in Europa. Nessun altro Paese infatti ha mai invitato l'Ansa, che pure è fra le 5 più importanti agenzie del mondo, a partecipare a una gara per l'assegnazione di fondi statali. L'informazione primaria su quanto avviene nel nostro paese ora rischia di non essere più prodotta in Italia ma – in parte – confezionata altrove. L'editoria italiana è in crisi da diversi anni, l'occupazione cala sensibilmente, ed è un tragico paradosso che le limitate risorse finanziarie per il settore vengano indirizzate anche a media esteri, aggravando perciò la crisi di quelli nazionali.
Il Cdr dell'Ansa fa appello al governo, al ministro Lotti, ai gruppi parlamentari e alle istituzioni affinché si prenda atto della inapplicabilità della procedura avviata, che va revocata o sospesa per poi aprire un confronto con tutte le parti interessate, e trovare una via alternativa e condivisa per l’assegnazione delle convenzioni. Come ha proposto in modo lungimirante il segretario della Fnsi Raffaele Lorusso, il legislatore potrebbe affrontare "in un atto legislativo la messa a punto di norme organiche che vadano a regolare il settore della informazione primaria".
Quella del governo è una decisione anche molto controversa sul piano legislativo, come ha riconosciuto l’Autorità nazionale anticorruzione nella delibera n. 853, laddove rimanda alla Presidenza del Consiglio la decisione sullo strumento da utilizzare: "Premesso quanto sopra, valuti codesta Amministrazione il ricorrere dei presupposti per far luogo a procedura negoziata senza pubblicazione di bando di gara".
Per questi motivi il Cdr dichiara lo stato di agitazione dei giornalisti dell'Ansa, convoca un'assemblea generale per martedì 21 marzo e si dichiara pronto a valutare azioni di lotta a difesa delle proprie ragioni.

Il comunicato del Cdr dell'Agenzia Italia
Il Comitato di redazione dell'Agi sottolinea la massima preoccupazione per l'annuncio del governo dell'assegnazione dei fondi per i servizi delle agenzie di stampa tramite bando di gara europeo, suddiviso per lotti. Si tratta di una tipologia di bando che non ha precedenti in Europa, che non assicura alcuna reciprocità, e apre di fatto il mercato italiano alle agenzie straniere senza che questo sia consentito negli altri Paesi. Esiste il rischio di ulteriori ricorsi e diverse e pesanti ricadute sul piano fiscale e organizzativo di tutte le agenzie, in un contesto di crisi già pesante. Per di più sulla scorta di un parere dell'Anac (delibera 853 del luglio 2016) che la stessa Autorità ha chiarito essere solo un'ipotesi non vincolante, e lasciando al governo piena facoltà di optare per una procedura negoziata senza bando. Nelle scorse settimane si sono tenuti diversi incontri con la Fnsi e i Cdr delle altre agenzie. Anche nell'ultimo incontro, di pochi giorni fa, non è emerso alcun elemento concreto che possa avvalorare le rassicurazioni fatte filtrare da Palazzo Chigi sul fatto che la gara europea sia uno strumento che, oltre a regolare un regime di concorrenza, garantirebbe anche il pluralismo dell'informazione e la difesa dei livelli occupazionali. Il Cdr confida nell'interlocuzione avviata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, con il governo. Al tempo stesso, proprio per dare forza a queste iniziative di ricerca del confronto, indice per il prossimo martedì 21 marzo, di concerto con le altre agenzie, un'assemblea di redazione da tenersi a partire dalle 14, con all'ordine del giorno la discussione e la messa in campo di tutte le iniziative possibili per mettere in luce gli aspetti negativi di un provvedimento che rischia, se varato, di stravolgere il comparto dell'informazione primaria italiana e innescare la perdita di centinaia di posti di lavoro.

Il comunicato del Cdr dell'Adnkronos
Il Comitato di redazione dell’Adnkronos, con i Cdr delle altre agenzie di stampa, ha incontrato martedì scorso, 14 marzo, presso la sede di Stampa romana, il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso.
Tema della riunione, promossa dal Coordinamento dei Cdr delle agenzie di stampa, la gara europea con cui il governo intende sostituire il regime attuale di convenzioni.
Il segretario della Fnsi ha illustrato lo stato dei contatti in corso con l’esecutivo, e preso atto della preoccupazione unanime dei colleghi per i potenziali contraccolpi che tale procedura potrebbe comportare sul piano delle condizioni di lavoro e dei livelli occupazionali.
Se il vecchio sistema delle convenzioni necessita di una revisione, da parte del Cdr dell’Adnkronos, come degli altri, è emersa la viva preoccupazione che un ricorso alla gara europea, peraltro in assenza di reciprocità con gli altri Paesi membri della Ue, possa ripercuotersi negativamente sul pluralismo dell’informazione e sui posti di lavoro.
Per il Cdr dell’Adnkronos la gara europea mette a rischio un patrimonio di professionalità, competenze e libertà che è fondamentale per la qualità dell’informazione e della democrazia in Italia, oltre a rappresentare una potenziale abdicazione a interessi non italiani, ancorché targati Ue. Con il risultato paradossale che l’opinione pubblica dovrebbe trovare le informazioni primarie sui fatti italiani su fonti che rischiano di essere condizionate se non dominate da operatori stranieri.
Alla luce della riunione con il segretario Lorusso, a sostegno dell’interlocuzione da questi avviata con la presidenza del Consiglio, e allo scopo di approfondire le questioni poste dalla gara europea in un dibattito collettivo, il Cdr dell’Adnkronos, di concerto con i Cdr delle agenzie di stampa che a loro volta hanno aderito all’iniziativa di analoghe, contemporanee convocazioni, indice l’Assemblea di Redazione per martedì 21 marzo dalle ore 14.

Il comunicato del Cdr di Radiocor Plus
Il Cdr di Radiocor Plus confida nella interlocuzione avviata dal segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, con il governo sul tema della cancellazione del sistema delle convenzioni per la fornitura dei servizi giornalistici delle agenzie e dell’annunciata gara d’appalto europea. Ma al contempo trova miope e scandaloso che l’informazione sia considerata alla stregua di un qualsiasi prodotto industriale o di servizio, trattandosi di un bene comune tutelato in Costituzione, come Governo e Parlamento hanno sottolineato all'articolo 1 della nuova legge sull'editoria, presupposto ineludibile di una democrazia. Un pilastro della Res publica in questo momento reso pericolosamente fragile da una pesante crisi economica, che ha già impattato gravemente sui lavoratori del settore e che rischia – in mancanza di salde garanzie - di subire conseguenze irreversibili anche sul piano dell’indipendenza dell’informazione. Se è vero che il vecchio sistema delle convenzioni è legittimamente criticabile e riformabile, il Cdr di Radiocor Plus ribadisce la necessità che la politica si faccia carico – in condivisione con la categoria – della definizione di un assetto appropriato per il futuro regime di fornitura del servizio alle istituzioni. Dal momento poi che difficilmente Palazzo Chigi potrà sottrarre la gara al bando europeo – visto il superamento della soglia comunitaria dell'importo dell'appalto – il Cdr di Radiocor Plus, anche alla luce dell’ampia discrezionalità della stazione appaltante, sottolinea la necessità di stilare in modo condiviso le linee guida per la definizione di un eventuale bando che sia di fatto ancorato all'italianità del servizio di agenzia richiesto, legandolo a doppio filo alle sue finalità istituzionali e al fatto che si tratta comunque di bene di interesse pubblico nazionale che giustifica un regime non drasticamente concorrenziale.
Il Cdr di Radiocor Plus, come prima di una serie di iniziative coordinate con le altre agenzie, indice un’assemblea di redazione, da tenersi a partire dalle 14.00 di martedì 21 marzo per una discussione costruttiva su questi scenari e per vagliare la eventuale messa in campo di strumenti di lotta sindacale.

Il Cdr di Askanews si unisce alle assemblee congiunte del 21 marzo. Preoccupazione per gara Ue
Il comitato di redazione di Askanews ha incontrato, assieme ai Cdr delle altre agenzie nazionali riunite in coordinamento a Stampa Romana, il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, e ne sostiene l'azione di interlocuzione avviata con il governo sui potenziali problemi nelle convenzioni per la fornitura dei servizi giornalistici, legati all'intenzione del governo di indire un bando europeo.
L'informazione è  un bene comune tutelato dalla Costituzione, come sottolineato all'articolo 1 della nuova legge sull'editoria. Non un qualsiasi prodotto "fungibile", da mettere a gara, tantomeno gara europea in assenza di qualsiasi reciprocità.
Il Cdr di Askanews si unisce alla forte preoccupazione espressa nel coordinamento dei Cdr per il rischio paralisi del sistema dell'informazione di base, dopo che le complesse vicende giudiziarie della passata direttiva di riforma del sistema hanno esposto le imprese del settore a incertezze che rischiano sempre di ripercuotersi sui dipendenti, giornalisti e non.
Bisogna tutelare il pluralismo e l'occupazione legate a un bene, l'informazione, che va oltre qualsiasi schieramento, e in questo modo garantirne la qualità e l'indipendenza.
Per questi motivi, il Cdr di Askanews convoca una assemblea di redazione martedì 21 marzo, alle 14 che, che come convenuto con gli altri Cdr del coordinamento, per la prima volta in assoluto, si svolgerà contemporaneamente assieme a quelle delle altre agenzie di stampa.

Cdr Il Velino: «No gara Ue per agenzie stampa,  a rischio pluralismo e occupazione»
Il Comitato di redazione di Il Velino/AGV News, dopo l’incontro di tutti i Cdr delle agenzie di stampa nazionali con il segretario generale della Fnsi, Raffaele Lorusso, ribadisce che l’informazione non è un qualsiasi prodotto industriale o di servizio da mettere a gara ma un bene comune tutelato in Costituzione, come Governo e Parlamento hanno sottolineato all'articolo 1 della nuova legge sull'editoria. Il vecchio sistema delle convenzioni è legittimamente criticabile e riformabile, proprio i Cdr delle agenzie di stampa lo hanno messo in chiaro fin dal 2012, quando presero l’iniziativa di mettere a uno stesso tavolo Governo, editori, sindacato dei giornalisti e operatori del settore.
Il Cdr di Il Velino/AGV News ribadisce la massima preoccupazione per il rischio paralisi del sistema dell’informazione di base e sottolinea l’esigenza di acquisire elementi concreti sul modo in cui il Governo intende tutelare l’occupazione sia nella fase di prevedibile turbolenza giudiziaria, sia nella stabilizzazione del futuro regime. Rilancia quindi, anche attraverso la Fnsi, la richiesta di apertura di un confronto vero e partecipato prima che qualsiasi decisione venga assunta dal Governo. E rilancia anche l’appello a tutti i parlamentari perché raccolgano un allarme che riguarda un bene che va al di là di qualsiasi schieramento, il pluralismo dell’informazione, e portino la discussione nelle aule di Camera e Senato.
Per questi motivi, il cdr di Il Velino/AGV News indice – di concerto con le altre agenzie di stampa – come prima di una serie di iniziative urgenti e coordinate finalizzate all’apertura del confronto e alla discussione degli orientamenti governativi, un’assemblea di redazione da tenersi a partire dalle 14.00 di martedì 21 marzo.

LPN-Editoria, Cdr LaPresse: Martedì assemblea su bando europeo agenzie
Il comitato di redazione di LaPresse esprime grande preoccupazione per la decisione del governo di affidare le convenzioni di Palazzo Chigi a una gara di appalto europea. L'informazione non è un qualsiasi prodotto industriale o di servizio da mettere a gara ma un bene comune tutelato in Costituzione, come Governo e Parlamento hanno sottolineato all'articolo 1 della nuova legge sull'editoria. Il rischio paralisi del sistema dell'informazione di base è dietro l'angolo e  già le complesse vicende giudiziarie della direttiva Lotti hanno esposto le imprese del settore a incertezze che rischiano sempre di ripercuotersi sui dipendenti, giornalisti e non. A questo si aggiunge l'esigenza  di acquisire elementi concreti sul modo in cui il Governo intende tutelare l'occupazione sia nella fase di prevedibile turbolenza giudiziaria, sia nella stabilizzazione del futuro regime  delle agenzie di stampa nazionali.  Per questi motivi, il Cdr di LaPresse partecipa, come prima di una serie di iniziative urgenti coordinate finalizzate all'apertura del confronto e alla discussione degli orientamenti governativi, alle assemblee di redazione in contemporanea, da tenersi tutte a partire dalle 14.00 pomeridiane di martedì 21 marzo.

Comunicato del Cdr della Dire
Il Comitato di redazione dell'agenzia Dire confida nell'interlocuzione con il governo avviata dal segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, sui criteri che ispireranno l'acquisto dei notiziari giornalistici delle agenzie di stampa da parte della presidenza del Consiglio.
Il vecchio sistema delle convenzioni è criticabile e da riformare, l'informazione però non è un prodotto industriale qualsiasi ma un bene comune tutelato in Costituzione.
Il Cdr dell'agenzia Dire esprime la preoccupazione che il bando di gara annunciato dal governo possa essere bloccato da ricorsi legali, come peraltro già accaduto con la direttiva Lotti, e che questi si ripercuotano sulle aziende e dunque sui dipendenti, giornalisti e non. Quindi ci sembra opportuno acquisire elementi concreti dal governo su come intenda tutelare il pluralismo dell'informazione e l'occupazione sia nella fase di prevedibile turbolenza giudiziaria che nella stabilizzazione del futuro regime. Ci preme inoltre ribadire l'importanza di arrivare a un sistema che preveda finalmente criteri equi e trasparenti nell'attribuzione delle risorse.
Il Cdr della Dire, di concerto con le altre agenzie, convoca l'assemblea di redazione martedì 21 marzo alle 14 per informare i colleghi e confrontarsi sulle ipotesi in campo che riguardano il futuro di un intero settore.

Comunicato del Cdr della 9 Colonne
Il Cdr della 9 Colonne ha indetto l’Assemblea di redazione per martedì 21 marzo dalle 14,00, di concerto e in contemporanea alle altre Agenzie di stampa che esprimono forte preoccupazione per l'annuncio del Governo relativo all'assegnazione dei fondi per i servizi tramite bando di gara europeo, suddiviso per lotti. Per il Cdr della 9 Colonne, la gara europea costituirebbe una seria minaccia tanto alla qualità dell’informazione, di cui le Agenzie di stampa rappresentano il pilastro, quanto ai livelli occupazionali di giornalisti e poligrafici.

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