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Vertenze | 08 Feb 2019
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Askanews, l'azienda chiude al confronto e procede con la Cigs. Il Cdr: «Aggressione alla redazione»

I giornalisti, che non hanno percepito lo stipendio di dicembre e solo una minima parte di quello di gennaio, denunciano l'atteggiamento irresponsabile dell'editore e continueranno a lottare per difendere un patrimonio dell'informazione italiana dalle scelte scellerate di proprietà e management.
La protesta dei giornalisti di Askanews

Il Comitato di Redazione di Askanews e tutta la redazione dell'agenzia hanno subito una nuova aggressione violentissima da parte dell'azienda. Al tavolo attivato al Ministero del Lavoro, in totale spregio del confronto sindacale, la società di Luigi Abete ha confermato 27 esuberi con l'ennesimo ricorso a una cassa integrazione pesantissima chiudendo la porta a qualsiasi possibilità di mediazione.

Il Cdr – affiancato dalla Fnsi e dalle associazioni territoriali di categoria romana, toscana e lombarda – aveva avanzato una serie di proposte serie e sostenibili, compreso un pesante sacrificio da parte dei lavoratori, per gestire la fase di crisi, ma l'amministratore delegato Daniele Pelli le ha respinte tutte, cambiando in continuazione percentuali e proposte, tutte pretestuose e in spregio anche al contratto, in un gioco irresponsabile che aveva il solo fine di rompere la compattezza di una redazione provatissima da ammortizzatori e assenza di stipendio.

Alla fine la scelta dell'azienda è stata quella di procedere in maniera unilaterale con la richiesta di una Cigs pesantissima. Una strada che, unita all'avvio del concordato preventivo, metterà nuovamente in ginocchio la produzione e la capacità dell'agenzia di stare sul mercato ponendo a rischio la continuità stessa dell'azienda, che pure la società dice di voler garantire anche ai creditori con la richiesta della procedura concorsuale.

I giornalisti di Askanews, che non hanno percepito lo stipendio di dicembre e solo una minima parte di quello di gennaio, denunciano l'atteggiamento irresponsabile dell'editore e continueranno a lottare per difendere un patrimonio dell'informazione italiana dalle scelte scellerate della proprietà e del management.

Allo stesso tempo i giornalisti dell'agenzia fanno appello a tutte le Istituzioni pubbliche e private, le associazioni sindacali e di categoria, affinché facciano quanto in loro potere per far recuperare ragionevolezza all'editore Luigi Abete.

@fnsisocial
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