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Cdr | 12 Mar 2018
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Askanews, nuovo appello dei giornalisti all'editore: «Fermi la richiesta di cassa integrazione e gli esuberi»

«Esistono diversi sviluppi rilevanti di cui è doveroso tenere conto», rileva il Cdr dell'agenzia di stampa, che «auspica che tutta la compagine azionaria intervenga quantomeno per riportare il dialogo su binari di ragionevolezza».
Il comunicato del Cdr pubblicato sul sito web di Askanews

«L'editore dell'agenzia Askanews Luigi Abete fermi il pericoloso meccanismo che ha messo in moto con la richiesta unilaterale di cassa integrazione al 70% e 58 esuberi fra il personale giornalistico. Esistono diversi sviluppi rilevanti di cui è doveroso tenere conto e il Cdr ha ripetutamente manifestato disponibilità a dialogare su soluzioni praticabili, per salvaguardare il lavoro dei giornalisti e il futuro dell'agenzia». È quanto affermano, in una nota, i giornalisti dell'agenzia di stampa.

«L'azienda – proseguono – ha scritto poco più di due settimane fa che 'la commessa pubblica è una risorsa fondamentale per poter garantire gli attuali livelli occupazionali di Askanews'. Allora si dia il tempo di verificare le prospettive che, a breve, si andranno a definire su questo versante, piuttosto che procedere su un percorso unilaterale dalle tante incognite che metterebbe gravemente a repentaglio la sopravvivenza di Askanews, oltre ad esasperare una redazione già duramente provata».

Il Cdr, scrivono ancora i giornalisti, «prende atto di come l'editore Abete, presidente di Bnl, abbia ancora questa mattina ribadito in un intervento ad 'Agorà' la responsabilità che implica il ruolo di imprenditore e il dovere di fare investimenti per contribuire alla crescita del Paese. Principi assolutamente condivisibili, ma che alla prova dei fatti non trasferisce nella gestione delle sue aziende».

Infine, conclude la nota, il Comitato di redazione «auspica che tutta la compagine azionaria intervenga quantomeno per riportare il dialogo su binari di ragionevolezza, ricordando che in questi anni il contributo e il senso di responsabilità dei giornalisti non è mai mancato».

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