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Associazioni | 23 Lug 2017
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Barelle al Cardarelli, De Luca insulta i giornalisti. Fnsi e Sugc: «Chieda scusa prima di tutto ai cittadini»

Il governatore della Campania chiama 'imbecilli' i cronisti che hanno documentato il fenomeno dei ricoveri nei corridoi dell'ospedale partenopeo. Il sindacato: «Informiamo il presidente che in tutti i Paesi democratici chi governa deve fare i conti con la stampa, il cui ruolo è raccontare i fatti».
Il governatore della Campania, Vincenzo De Luca

«Il governatore della Campania Vincenzo De Luca, durante il suo consueto monologo a Lira Tv, chiama "imbecilli" i giornalisti che hanno documentato il vergognoso fenomeno dei ricoveri in barella nei corridoi dell'ospedale Cardarelli. Senza un minimo di pudore argomenta i suoi insulti affermando che l'ospedale, da quando c'è lui, è ai livelli di quelli di Parigi e Stoccolma, che prima che arrivasse lui delle barelle se ne parlava solo come un fenomeno di folclore». Lo affermano, in una nota, i vertici della Fnsi e del Sindacato dei giornalisti campani.

«Ebbene - proseguono - mentre i cronisti hanno documentato dei fatti che, purtroppo, i cittadini possono verificare sulla propria pelle in qualsiasi momento, il governatore spara corbellerie. Sono anni che questo fenomeno viene documentato nei suoi aspetti più drammatici e sono anni che nessuno riesce a risolverlo. Diminuire le barelle non significa aver trasformato, per livelli di ospitalità, il Cardarelli nel Karolinska di Stoccolma o nel Cochin di Parigi. Informiamo il presidente della Regione che in tutti i Paesi democratici chi governa deve fare ancora i conti con la stampa, che non ha il ruolo di passare le veline del governatore, ma di raccontare i fatti».

Il sindacato dei giornalisti incalza quindi De Luca, che «dovrebbe chiedere scusa - conclude la nota - ai cittadini per i diritti negati, prima ancora che ai giornalisti per gli insulti. L'attacco becero a chi non è allineato non è soltanto un problema di stile, ma di incompatibilità con ruoli istituzionali che dovrebbero prevedere un alto senso della democrazia, sempre meno diffuso nel nostro Paese. Ai colleghi tutta la nostra solidarietà e l'invito a continuare nel loro essenziale lavoro di denuncia».

@fnsisocial
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