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Unci | 20 Dic 2017
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'Capodanno di Memoria', il 1° gennaio giudici e cronisti al Giardino dedicato alle vittime di mafia

Un momento di riflessione dedicato a coloro che sono stati uccisi da Cosa nostra. È l'evento, promosso da Unione cronisti e Associazione nazionale magistrati, giunto alla seconda edizione. Appuntamento alle 10.30 al Giardino della Memoria di Palermo.
Il segretario Lorusso nella recente visita al Giardino della Memoria

Cronisti e magistrati insieme nel ricordo di tutte le vittime della mafia. Un momento di riflessione dedicato a coloro che sono stati uccisi da Cosa nostra. È l'evento, promosso da Unione cronisti e Associazione nazionale magistrati e giunto alla seconda edizione, che si svolgerà il prossimo 1 gennaio alle 10.30 al Giardino della Memoria di via Ciaculli a Palermo. Si tratta della prima manifestazione antimafia del 2018 in Italia e che si intitola: "Comincia il nuovo anno, ricordiamoli ogni giorno".

Davanti agli alberi che ricordano le vittime della strage di Capaci, cronisti e magistrati dedicheranno una riflessione per tutti i caduti. Oltre alle autorità istituzionali parteciperanno all'iniziativa alcuni familiari di vittime della mafia. Come è accaduto nel 2017 nel corso dell'evento si procederà alla lettura di un paio di testi poetici.

«Anche  quest'anno – ha detto l'ideatore dell'iniziativa Leone Zingales, vicepresidente nazionale dell'Unci – l'1 gennaio ricorderemo, in questo sito strappato alla mafia, tutti i caduti: magistrati, giornalisti, sindacalisti, imprenditori, poliziotti, carabinieri, religiosi e tutti coloro che sono stati assassinati dai criminali mafiosi. Le vittime della mafia vanno  ricordate tutti i giorni e non soltanto in occasione delle varie commemorazioni, durante gli anniversari o nei convegni celebrativi».

«Ricordare tutte le vittime innocenti della violenza di matrice mafiosa, il primo giorno dell'anno – ha sottolineato Giovanna Nozzetti, presidente della sezione distrettuale di Palermo dell'Anm – non è solo fare memoria della loro vita e del loro sacrificio ma è assumere l'impegno, lungo 365 giorni, di difenderle dall'oblio, rendendo testimonianza alla storia di ciascuna di esse, facendoci interpreti di scelte autentiche di giustizia e di legalità, perseverando instancabilmente nel contrasto ad ogni forma di mafia».

Per il presidente del Gruppo siciliano dell'Unci, Andrea Tuttoilmondo, «ritrovarsi al Giardino della Memoria e rivolgere il primo gennaio un pensiero a quanti hanno pagato con la vita il proprio impegno e il proprio coraggio, rappresenta un modo significativo per affermare come ogni giorno sia utile ad alimentare quel dovere della memoria che ciascuno di noi è chiamato a mantenere vivo dentro di sé». (Agi – Palermo, 20 dicembre 2017)

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