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Internazionale | 18 Ott 2018
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Caso Khashoggi, Efj e Ifj chiedono una indagine internazionale indipendente

All'inizio della prossima settimana una delegazione della Federazione internazionale dei giornalisti incontrerà i funzionari dell'Onu a New York per chiedere di attivare tutti gli strumenti necessari a fare chiarezza sull'omicidio del reporter.
Il giornalista Jamal Khashoggi (Foto: Mohammed Al-Shaikh/Afp via europeanjournalists.org)

«Basta menzogne sull'omicidio di Jamal Khashoggi». A chiederlo sono la Federazione internazionale e la Federazione europea dei giornalisti, che invitano le autorità internazionali a «smetterla di coprire il regime saudita». Mentre emergono sempre più prove sulla macabra natura dell'assassinio di Khashoggi, si legge sul sito web della Efj, «i resoconti dei media turchi e internazionali e i filmati diffusi indicano che il giornalista è stato ucciso nel consolato saudita a Istanbul da sicari sauditi, alcuni con legami con il governo». E dalle indagini condotte nel consolato dagli investigatori turchi pare siano emerse ulteriori prove del fatto che il reporter sia stato ucciso proprio lì.

«Siamo al cospetto di un terribile crimine internazionale», dice Ricardo Gutierrez, segretario generale della Efj. «Noi crediamo – spiega – che le indagini non possano essere affidate alle autorità saudite. E chiediamo all'Unione europea e ai governi degli Stati membri di non rinunciare a scoprire la verità per proteggere i propri interessi economici».

All'inizio della prossima settimana una delegazione della IFJ incontrerà i funzionari dell'Onu a New York per sollecitare un'indagine internazionale indipendente sull'omicidio di Jamal Khashoggi. «È sempre più chiaro – incalza la Ifj – che le autorità saudite sono impegnate a tessere una rete di menzogne attentamente orchestrate per coprire il loro ruolo nell'omicidio di Jamal. L'idea che occorrano giorni al governo dell'Arabia Saudita per scoprire cosa è successo all'interno del proprio consolato ha dell'incredibile. È ora che i governi facciano le dovute pressioni, economiche e diplomatiche, per assicurare alla giustizia i killer e i mandanti dell'assassinio».

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