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Internazionale | 21 Dic 2018
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Caso Saleem Shahzad, l'appello della Ifj: «Avviare subito un'indagine approfondita»

«La Federazione internazionale dei giornalisti e la sua affiliata italiana Fnsi sostengono la campagna condotta dall'agenzia Adnkronos (Aki) per porre fine all'impunità sull'omicidio del reporter», scrive Anthony Bellanger, segretario generale del sindacato mondiale.
L'appello pubblicato sul sito web della Ifj

«La Federazione internazionale dei giornalisti (Ifj) e la sua affiliata italiana Fnsi sostengono la campagna condotta dall'agenzia Adnkronos (Aki) per porre fine all'impunità sull'omicidio di Saleem Shahzad». Anthony Bellanger, segretario generale della Ifj, si esprime così sulla vicenda relativa all'omicidio del corrispondente di Aki-Adnkronos International ucciso in Pakistan nel 2011. «Continueremo a lottare per la verità e a chiedere che i responsabili vengano condotti davanti alla giustizia. Deve essere avviata subito un'indagine approfondita», aggiunge Bellanger.

Il 29 maggio 2011, ricorda la Ifj sul proprio sito web, Shahzad è stato rapito a Islamabad, due giorni dopo la pubblicazione di un suo articolo su un attacco terroristico contro una base navale e subito dopo la pubblicazione del suo libro su al-Qaeda e i talebani. Shahzad aveva fatto riferimento a collegamenti tra ufficiali della marina pakistana e al-Qaeda. Il suo cadavere è stato ritrovato due giorni dopo, il 31 maggio 2011, in un canale vicino a Sara e Alamgir, a circa 150 chilometri da Islamabad.

L'intelligence americana, prosegue la Ifj, ha indicato i servizi pakistani (Isi) come responsabili dell'assassinio. Secondo amici e colleghi, l'Isi aveva minacciato il giornalista almeno tre volte prima della sua morte. Tuttavia, l'Isi ha sempre negato qualsiasi coinvolgimento nell'omicidio.

È stata creata una commissione per indagare sulla morte del giornalista. I responsabili, però, non sono stati mai identificati né consegnati alla giustizia. La Federazione internazionale dei giornalisti ricorda che nelle scorse settimane Aki insieme alla moglie di Shahzad, Anita, ha lanciato una campagna per ricordare il lavoro del giornalista e riportare la sua vicenda  sotto i riflettori.

L'appello è stato sostenuto dalla Fnsi, da personalità del giornalismo, della cultura e delle istituzioni. Nelle scorse settimane, Aki ha anche inviato al ministro pakistano per i diritti umani, Shireen Mazari, una richiesta per l'apertura di una nuova inchiesta sulla morte del giornalista.

L'ambasciata pakistana a Roma, sottolinea la Ifj, «ha risposto accettando di incontrare un rappresentante dell'agenzia di stampa». (AdnKronos – Roma, 21 dicembre 2018)

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