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Vertenze | 18 Lug 2019
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Chiusura del Telegrafo, i Cdr della Poligrafici Editoriale annunciano ricorso al giudice del lavoro

Dopo le fumate nere ai tavoli nazionali e aziendali delle ultime settimane e dopo che l'azienda ha più volte ribadito di considerare nulli gli accordi sottoscritti, il Coordinamento dei Comitati di redazione ha deciso di chiedere all'Assostampa Toscana e all'Assostampa Emilia Romagna di procedere per condotta antisindacale.
Chiusura del Telegrafo, i Cdr della Poligrafici Editoriale: «Dall'azienda condotta antisindacale»

Il Coordinamento dei Comitati di redazione della Poligrafici Editoriale (Qn, il Resto del Carlino, La Nazione, Il Giorno, Quotidiano.net) si è riunito oggi a Bologna per fare il punto sulle vertenze in corso con l'azienda, dopo la chiusura unilaterale del Telegrafo e l'impossibilità di trovare intese ai tavoli nazionali e aziendali tenuti nelle ultime settimane.

«Il Coordinamento – spiega una nota – ha deciso di chiedere all'Associazione Stampa Toscana, con l'ausilio dell'Associazione Stampa Emilia Romagna, di avviare un ricorso al giudice del lavoro per comportamento antisindacale, considerato che l'azienda non intende rispettare gli accordi sottoscritti e rinnovati a più riprese il 1 dicembre 2016, il 21 giugno 2017 e il 3 luglio 2018, intese che prevedevano una ricollocazione precisa dei colleghi della Nazione nel caso di una chiusura del Telegrafo, oltre al rispetto del numero degli organici della testata (previsti anche nell'accordo di solidarietà). L'azienda, ai tavoli, ha più volte ribadito di considerare nulli gli accordi sottoscritti con i Cdr e quindi consideriamo impossibile mantenere corrette relazioni sindacali: fino a quando non ci sarà un pronunciamento del giudice riteniamo chiuso ogni confronto con la Poligrafici Editoriale».

«Un atteggiamento di chiusura così ostinata – proseguono i giornalisti – appare ancor più incomprensibile da parte di un'azienda guidata dal presidente degli editori, Andrea Riffeser Monti, che dovrebbe essere il garante degli accordi firmati tra le aziende editoriali e i rappresentanti dei giornalisti».

Il Coordinamento diffida infine i direttori e l'azienda «dal mettere in atto comportamenti ritorsivi, non in linea con il contratto nazionale di lavoro e/o in contrasto con gli accordi sottoscritti, sia nei confronti dei colleghi coinvolti direttamente dalla chiusura del Telegrafo sia verso il corpo redazionale».

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