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Giornalisti 29 Dic 2015

Conferenza di fine anno del premier, Fnsi e Usigrai: “Il 2016 sia all'insegna della libertà di informazione”

Fnsi e Usigrai colgono l’occasione della conferenza stampa di fine anno per suggerire al premier un promemoria per le sue prossime slide. Da una norma contro le querele temerarie alla riforma dell’Ordine e del Servizio pubblico, con l’augurio “che questa volta Renzi non voglia smentire se stesso come ha fatto con la Rai”.

Fnsi e Usigrai colgono l’occasione della conferenza stampa di fine anno per suggerire al premier un promemoria per le sue prossime slide. Da una norma contro le querele temerarie alla riforma dell’Ordine e del Servizio pubblico, con l’augurio “che questa volta Renzi non voglia smentire se stesso come ha fatto con la Rai”.

"Un 2016 all'insegna della libertà di informazione: questo l'auspicio del presidente del Consiglio Matteo Renzi. Bene, è quello che auspichiamo anche noi”. Così Fnsi e Usigrai replicano alle dichiarazioni del premier che in conferenza stampa di fine anno ha parlato a più riprese di stampa e giornalisti rispondendo alle domande dei colleghi dopo aver illustrato le ormai consuete slide.
“Cogliamo quindi l'occasione – incalza il sindacato dei giornalisti – per un promemoria per le prossime slide:
1) una norma contro le querele temerarie;
2) una legge sulla diffamazione, che abolisca il carcere e renda effettivo il diritto dei cittadini a essere informato;
3) nuove regole per i conflitti di interessi;
4) riforma radicale dell'Ordine dei Giornalisti;
5) rinnovo della Concessione 2016 insieme alla riforma complessiva della Rai Servizio Pubblico”.
L’augurio per il prossimo anno è dunque che si metta finalmente mano alle principali questioni irrisolte su cui da tempo Fnsi e Usigrai puntano l’attenzione. E non solo.
“Ci auguriamo – concludono Raffaele Lorusso e Beppe Giulietti, per la Federazione della stampa, e Vittorio Di Trapani, segretario del sindacato dei giornalisti Rai – che questa volta Renzi non voglia smentire se stesso come ha fatto con la Rai, quando dopo aver promesso di restituirla ai cittadini, in realtà l'ha portata ancora di più sotto il controllo del governo”.

Foto: governo.it

@fnsisocial

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