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Istituzioni | 28 Dic 2017
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Conferenza stampa di fine anno, Carlo Verna: «Dal governo nessun segnale sul lavoro»

«Il tema del precariato è rimasto fuori dalla riforma dell'editoria», ha detto il presidente dell'Ordine dei giornalisti al premier, lamentando anche la mancata approvazione delle norme sulle querele temerarie e sulla cancellazione del carcere per i cronisti.
Un momento della conferenza stampa alla Camera (Foto: T. Barchielli via governo.it)

I temi del lavoro giornalistico hanno aperto la conferenza stampa di fine anno del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, organizzata dall'Ordine dei giornalisti in collaborazione con l'Associazione della Stampa Parlamentare.

Nell'intervento di introduzione, il presidente del Cnog, Carlo Verna, ha rivolto al premier un appello per i «precari del giornalismo» e degli altri settori, chiedendo un impegno affinché si «metta fine a un sistema basato sullo sfruttamento: troppi giornalisti – ha spiegato – sono precari, senza diritti e senza garanzie».

Verna ha poi osservato che gli aiuti a pioggia dati al settore sono stati importanti e positivi, ma anche che nulla è stato chiesto agli editori sul contrasto al lavoro precario: «Il tema del precariato è rimasto fuori dalla riforma dell'editoria», ha detto, lamentando poi la mancata approvazione delle norme sulle querele temerarie e sulla cancellazione del carcere per i cronisti.

«In un grande Paese democratico – ha risposto il presidente Gentiloni – l'informazione professionale resta fondamentale. Il mondo dei giornali, delle tv e del web è una parte irrinunciabile ed essenziale e il governo ha fatto cose importanti: non solo la riforma dell'Ordine, ma ha anche messo parecchie risorse nel settore dell'editoria. Però ha ragione Verna quando dice che bisogna fare molto di più. E il 'di più' ha a che fare con la libertà e la tutela della funzione dei giornalisti; la libertà si alimenta di autonomia e stabilità nel rapporto di lavoro, che consentano a chi fa questo mestiere di farlo con la giusta indipendenza».

Rispondendo alla domanda se sono ancora validi oggi i limiti antitrust per la fusione tra una società Tlc e una di media, il presidente del Consiglio ha infine rilevato: «Per quanto riguarda il limite può darsi che sia ormai un po' superato dal contesto globale ma consiglierei, quando ci sono limiti, di discutere a fondo di cosa fare, perché il tema delle regole contro le concentrazioni è di un'attualità crescente anche se è diverso da 5 anni fa. Non basta eliminare i limiti della stagione precedente, serve un antitrust più moderno».

Nella lista dei giornalisti che hanno partecipato alla conferenza stampa di fine anno anche una cronista dell'Unità, Natalia Lombardo. «Il giornale ha chiuso i battenti da mesi con i lavoratori che non hanno ancora ricevuto gli arretrati e la cassa integrazione», ha ricordato ringraziando l'Ordine del giornalisti che ha concordato la presenza della testata all'evento.

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