Da parte sua, il direttore generale della Fieg, Alessandro Brignone, rammentando la “crisi strutturale del settore alla quale editori e giornalisti lavorano da tre anni a questa parte”, ha illustrato, con cifre e dati, la drammaticità del comparto dei media. “Nel 2010 la vendita dei quotidiani cartacei ha registrato ancora una timida flessione del 4% rispetto al 2009 - ha spiegato dunque Brignone - mentre periodici e quindicinali registrano un meno 2,6%. Cifre certamente preoccupanti. Contemporaneamente, il prezzo della carta è cresciuto del 7/8 %. Nonostante la crisi e nonostante i problemi ancora aperti, ogni giorno nel nostro paese 24 milioni di italiani leggono un quotidiano”.
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“Detto questo, quando Siddi affronta il difficile tema della ‘buona’ occupazione, anche noi non possiamo non stigmatizzare il fenomeno delle collaborazioni sottopagate. E’ anche vero, però, che se oggi il giornalista è più flessibile, questo consente all’editore di veicolare meglio le news – ha spiegato Brignone -. E’ uno scambio che ci interessa perché di buonsenso. Penso anche che se vogliamo mettere mano a un grande patto per avere relazioni sindacali più moderne, imprese e sindacato devono lavorare insieme su piattaforme condivise”. Sul tema della pubblicità, il direttore generale della Fieg ha detto, rivolto ai giornalisti e ai sindacalisti in platea, di sentirli “un po’ freddini”. “Sapere però - ha aggiunto - che la Tv raccoglie il 60% di tutta la pubblicità, mentre solo il rimanente 40% resta a tutti gli altri media, non fa bene, soprattutto mentre tutto il mondo industrializzato si muove esattamente al contrario. Insomma, c’è una scarsa propensione da parte delle imprese a investire sulla stampa che connota la nostra società civile”. “Un’altra battaglia su cui noi avremmo bisogno del vostro aiuto - ha detto ancora Brignone - è quello sull’efficienza della rete distributiva. Ogni giorno vengono rese migliaia di copie per un valore in euro di centinaia di milioni. Le edicole sono brutte e malmesse mentre gli edicolanti sono strozzati dal calo delle vendite. In questo scenario, la distribuzione locale è affidata ad un pugno di imprese in difficoltà. La chiave? Secondo noi sta nella informatizzazione della distribuzione in modo da sapere bene dove e quando i giornali vengono venduti”. “Per quanto riguarda le nuove piattaforme, noi intravediamo grandi opportunità. Ma è bene tener presente che è necessario certificare le copie cedute sull’Ipad, che altro non sono che la replica del cartaceo; e che va rivista l’Iva sui prodotti editoriali ceduti alle piattaforme digitali. Pensate, è del 20%, mentre sui quotidiani cartacei di appena il 4%. Inaudito”. “Abbiamo combattuto insieme sulle pagine dei giornali e partecipato con voi alle manifestazioni sulla libertà di stampa - ha infine concluso il suo intervento Brignone - ma non abbassiamo la guardia. Se si dovesse costringere l’editore a controllare i propri giornalisti per evitare di pagare le ingenti sanzioni derivanti dal ddl sulle intercettazioni, avremmo smarrito il senso di questo mestiere”.
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