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| 12/01/2011 |
| Gregorio Catalano: “Qui si scivola nel rancore e nell’invidia” |
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Provate a chiedere alla maggioranza dei colleghi delle grandi redazioni cosa pensano, nelle piccole redazioni è inutile perché di tutele neanche si parla. Caltagirone ha annunciato 75 milioni di euro di utili agli azionisti nonostante il nostro sia un settore in profonda crisi. Purtroppo assistiamo ad una resa incondizionata del nostro sindacato agli editori. A Siddi, dunque, chiedo come pensa di garantire il tanto proclamato accesso alla professione ai giovani, ai disoccupati e ai freelance. Questo contratto ha devastato la nostra categoria e mandato le redazioni allo sfascio. L’unica soluzione è cambiare questo gruppo dirigente. Basta con l’autoreferenzialità, con le ingerenze al ribasso. Riprendiamoci la professione, ok, ma cosa resta della nostra professione? O si cambia rotta oppure questo sindacato è destinato a morire. |
Il compito del sindacato è quello di intercettare tutti, ma qui invece si scivola nel rancore e nell’invidia. C’è un malessere diffuso contro il Cdr del Corriere. Come si può avere fiducia in un organismo che ha firmato un contratto che non si può condividere, tra l’altro dopo un referendum fasullo? Gli editori fanno un puntiglioso riferimento al contratto per ricordarci i nostri nuovi doveri mentre una volta il contratto era il nostro baluardo.













