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12/01/2011
Paolo Pirani (Uil): “Il vecchio patto federativo valido ancora oggi”

Paolo Pirani, segretario confederale UilUnità del sindacato confederale che possa abbracciare, però, anche il sindacato dei giornalisti. Ma, soprattutto, capacità di rinnovare il lavoro proprio in un momento in cui questo sta cambiando profondamente, riconoscendo al merito l’opzione principale che può ridare dignità e diritti a tutti i lavoratori. Queste, a grandi linee, le tematiche affrontate da Paolo Pirani, segretario confederale Uil, nel suo breve saluto - più che un intervento - durante il quale ha voluto sottolineare come “il vecchio patto associativo, che a suo tempo mise insieme Fnsi con Cgil, Cisl e Uil nell’idea che l’unicità del sindacato dei giornalisti fosse un elemento non di monopolio ma di garanzia della libertà di informazione, sia valido ancora oggi”.

Unità del sindacato confederale che possa abbracciare, però, anche il sindacato dei giornalisti. Ma, soprattutto, capacità di rinnovare il lavoro proprio in un momento in cui questo sta cambiando profondamente, riconoscendo al merito l’opzione principale che può ridare dignità e diritti a tutti i lavoratori. Queste, a grandi linee, le tematiche affrontate da Paolo Pirani, segretario confederale Uil, nel suo breve saluto - più che un intervento - durante il quale ha voluto sottolineare come “il vecchio patto associativo, che a suo tempo mise insieme Fnsi con Cgil, Cisl e Uil nell’idea che l’unicità del sindacato dei giornalisti fosse un elemento non di monopolio ma di garanzia della libertà di informazione, sia valido ancora oggi”. “Ma questo - ha detto ancora Pirani - non deve far ombra sulle differenze che oggi caratterizzano le nostre organizzazioni che sono più di valutazione che non sui problemi. Le questioni aperte ci sono e vanno affrontate, ma pensare di risolvere i problemi con la testa rivolta all’indietro secondo me non è la strada migliore. Non è sulla contrapposizione delle identità che si superano gli ostacoli. Ricordo di aver molto discusso di questi temi con i colleghi della Fnsi, e di come non si riuscì a trovare un punto di accordo comune sulla gestione e la determinazione dei contenuti della manifestazione del 3 ottobre in piazza del Popolo. Alla quale, vale la pena ricordarlo, la Uil decise comunque di partecipare con una propria delegazione giusto per ribadire che noi consideriamo la solidarietà al mondo dell’informazione un valore a prescindere dalle differenze”.

Per quanto riguarda il tema sollevato da Siddi sul precariato, Pirani ha parlato di “ignobile situazione” e che se “un articolo viene pagato due euro e cinquanta, questo non è un problema che riguarda solo la Fnsi ma l’insieme dei cittadini e delle organizzazioni sindacali”. Cosa fare? “Mi permetto di offrire da qui un suggerimento: più che ricercare uno schieramento attorno a questo o quel problema – ha concluso Pirani - dove non si distingue più tra ruolo della politica e sindacato, molto meglio cercare di capire perché non si è riusciti a costruire l’unità del sindacato per affrontare problemi gravi come la precarietà, la libertà dell’informazione, il contratto di lavoro. Ritengo che possiamo ridare dignità al lavoro solo se ridiamo valore al merito, soprattutto in Italia dove il merito conta poco”.

 

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