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12/01/2011
Vincenzo Vita (Pd): “Non possiamo dimenticare momenti importanti per la democrazia come la manifestazione del 3 ottobre a piazza del Popolo”

Il Senatore Vincenzo Vita del PdIl senatore Vincenzo Vita, ha portato i saluti dell’intero assise del Pd nonché del segretario del partito Pier Luigi Bersani ed ha incitato a rimanere uniti. “Non possiamo dimenticare alcuni dei momenti importanti della vita democratica, come la magnifica manifestazione del 3 ottobre di Piazza del Popolo nel 2009, contro i bavagli, contro un testo che si è arenato, contro le intercettazioni telefoniche”. Il riferimento è alla manifestazione per la libertà di stampa, troppo spesso messa in discussione.

Dal congresso il senatore ha anche voluto lanciare una sfida al Governo: una grande riforma e regole adeguate. “Questo passaggio di epoca – ha continuato Vita – si può fare se ci si tiene tutti per mano”. Nel suo intervento il senatore del Pd ha voluto ricordare il disegno di legge alla Camera e al Senato contro il precariato diffuso, citando le parole del presidente del Senato Renato Schifani. “Questi testi andrebbero sottoscritti da tutti, qui non ci sono colori politici. Prima di tutto ci sono le regole del rispetto. La battaglia è comune. Su questi argomenti c’è una vasta unità delle opposizioni”. Dal palco del congresso il senatore ha anche lanciato un appello ad aprire gli stati generali per ragionare sulla riforma dell’editoria. “Il “mille proroghe” porta da 100 a 50 milioni i fondi sull’editoria previsti nella manovra finanziaria. Se non passa l’emendamento dell’opposizione sui tagli, la metà delle 92 imprese a rischio potrebbe chiudere già domani. Per tale motivo risulta necessario il più largo consenso possibile sull’emendamento presentato dall’opposizione per una proroga almeno quinquennale – ha continuato Vita -. E’ surreale che lo spostamento del divieto di incroci stampa-tv sia solo al 31 marzo prossimo, con la possibilità di protrarlo al 31 dicembre su proposta del diretto interessato, il presidente del Consiglio. Inoltre, è gravissimo l’atteggiamento del direttore generale della Rai, Mauro Masi, che ha totalmente eluso la sonora bocciatura del referendum promosso dall’Usigrai e ha infranto la correttezza delle relazioni sindacali sulla chiusura di due trasmissioni e la riduzione delle ore informative”.

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