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Fondazione Murialdi | 20 Mag 2019
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Convegno internazionale sulla 'Stampa coatta': a Ventotene due giorni di studi su libertà e informazione

Al centro dei lavori dell'evento organizzato da Fondazione Murialdi e Università La Sapienza, i temi del giornalismo in regime di detenzione, confino e internamento: dalle esperienze del 'secondo breve' dei totalitarismi europei, alla Siria, Turchia e Marocco dei giorni nostri, fino ai nuovi pericoli delle prigioni 'di vetro' della società dell'informazione e della disintermediazione.
La relazione del segretario generale della Fondazione Murialdi, Giancarlo Tartaglia

Due giorni intensi di lavoro quelli dedicati al convegno internazionale di studi su 'Stampa Coatta. Il giornalismo in regime di detenzione, confino e internamento (XX-XXI secc.)' organizzato da Fondazione Murialdi e Università La Sapienza a Ventotene il 18 e 19 maggio.

Nella prima sessione dei lavori, moderata dalla professoressa Alessandra Tarquini de La Sapienza, sono stati approfonditi i profili di alcune personalità che in regime di confino o in esilio hanno contribuito a dare voce alla stampa clandestina. Si è parlato, in particolare, di Francesco Fancello (relatrice Francesca Pau), di Teresa Noce (relatrice Anna Tonelli), di Ernesto Rossi e Gaetano Salvemini (relatore Mimmo Franzinelli) e di Vincenzo Calace (relatore Giancarlo Tartaglia).

Nella seconda sessione è stato affrontato il tema del dibattito durante la Repubblica di Salò, sulla stampa per gli internati militari italiani (relatore Luciano Zani) e sui giornalisti italo-americani internati durante la seconda guerra mondiale (relatore Enrico Serventi Longhi).

La seconda sessione, moderata da Luciano Zani dell'Università La Sapienza, ha affrontato anche il tema del ruolo della stampa clandestina nella diffusione del progetto federalista di Spinelli, Rossi e Colorni (relatrice Antonella Braga), il ruolo della stampa coatta dalla guerra di Spagna alle resistenze europee (relatore Enrico Acciai), il tema della stampa clandestina e il ruolo di Petter Moen in Norvegia durante l'occupazione nazista (relatore Maurizio Guerri).

I giornali di prigionia nel primo conflitto mondiale nei campi austro-ungarici è stato affrontato da Giuseppe Ferraro, mentre Fabio Ecca ha relazionato sulle esperienze giornalistiche in regime di reclusione di Giacinto Menotti Serrati e Giuseppe Scalarini. Infine, Costantino Di Sante ha affrontato il tema delle letture proibite, ovvero la censura della libertà di stampa nei luoghi di detenzione durante il fascismo.

La terza sessione, moderata da Anthony Santilli del Centro di ricerca e documentazione sul confino politico e la detenzione, ha affrontato il tema della repressione dell'informazione in alcune aree del Mediterraneo e del Medio Oriente. Valentina Marcella ha esaminato le vicende della satira politica di una rivista turca, che si avvaleva della collaborazione di giornalisti in detenzione, Stefano Portelli, ha parlato della repressione mediatica nel Marocco contemporaneo, Simone Sibilio ha parlato di contro-informazione e resistenza nella Siria degli Asad e Cecilia Dalla Negra ha relazionato sul regime di repressione e controllo dell'informazione dei giornalisti palestinesi soggetti, oltre che al controllo israeliano, anche alla repressione interna.

La sessione finale del convegno dedicata al futuro del giornalismo e alle sue limitazioni, è stata moderata da Giancarlo Tartaglia, segretario generale della Fondazione Murialdi, e si è avvalsa dei contributi di Luciano Zani, che ha messo in risalto i pericoli dei social sul giornalismo, e di Laura Trovellesi Cesana, che ha parlato delle distopie della libertà e delle prigioni 'di vetro' che avvolgono oggi la società dell'informazione.

Il convegno è stato chiuso dal messaggio del presidente della Fondazione Murialdi, Vittorio Roidi, che ha parlato del futuro dell'informazione nell'età della disintermediazione.

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