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Ucsi | 12 Ago 2019
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Crisi di governo, l'Ucsi: «Serve un supplemento di responsabilità per tutti»

«È più che mai importante che i cittadini siano informati in maniera corretta e completa della posta in gioco e delle conseguenze delle diverse opzioni in campo e che ogni scelta sia fatta puntando al bene comune più che agli interessi di parte», osservano i giornalisti cattolici.
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«La crisi di governo che si è aperta nel cuore dell'estate spinge anche chi fa informazione a un supplemento di responsabilità per dare conto di una fase complessa e delicata per la nostra democrazia». Lo afferma l'Unione Cattolica Stampa Italiana.

«È più che mai importante - spiega l'Ucsi - che i cittadini siano informati in maniera corretta e completa della posta in gioco e delle conseguenze delle diverse opzioni in campo e che ogni scelta sia fatta puntando al bene comune più che agli interessi di parte, secondo precise regole istituzionali ispirate ai valori e ai principi costituzionali».

In un clima di grande incertezza, aggiunge, «preoccupano gli attacchi alla libera informazione, ai colleghi che semplicemente pongono domande, agli organismi di categoria dei giornalisti che non servono certo a tutelare una 'casta' ma a garantire il diritto di tutti a essere informati.

Fra i temi di una corretta informazione, «in un clima che anche se niente è ancora deciso sembra già pre-elettorale - incalzano i giornalisti cattolici - ci piacerebbe si parlasse di più di lavoro e di giovani, di economia e legge di bilancio, di lotta alla povertà, di educazione e formazione, di fasce più deboli da tutelare, di pace e di coesione sociale, di accoglienza e di solidarietà, di un'Europa, di cui l'Italia è tra i fondatori, che rilanci e attualizzi i principi sui cui è fondata».

L'Ucsi ribadisce infine «sostegno e piena fiducia al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, arbitro imparziale, garante e punto di riferimento per tutti gli italiani» e conclude: «Da giornalisti cattolici e democratici, convinti del valore universale della laicità dello Stato, non possiamo che condannare ogni uso improprio e spesso strumentale di immagini sacre e simboli religiosi a fini politici e di mera propaganda».

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