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Appuntamenti | 13 Giu 2019
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Crotone, il 15 giugno il 'Premio alla legalità Giuseppe Parretta' con Giulietti e Albanese

Con il presidente della Fnsi e il delegato del sindacato ai progetti per la legalità parteciperanno alla prima edizione della kermesse Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia e Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel. Appuntamento alle 16 in località Santa Chiarella.
La locandina del premio (particolare)

Sabato 15 giugno sarà consegnato a Crotone il primo 'Premio alla legalità Giuseppe Parretta' a quattro giovani che si sono distinti nella lotta all'illegalità. Nell'ambito del premio è in programma anche un dibattito, dal titolo 'Crotone chiama Italia', durante il quale si discuterà di come ormai la 'ndrangheta non sia più un 'affare' solo calabrese.

Moderati dalla giornalista Valeria Collevecchio, all'iniziativa interverranno, fra gli altri: Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia; Michele Albanese, giornalista sotto scorta e responsabile dei progetti per la legalità della Fnsi; Vincenzo Linarello, presidente del gruppo cooperativo Goel; Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana.

Al termine del dibattito riceveranno il Premio alla legalità: Elia Minari; Davide Massimo e Francesco Gabriele; Maria Cristina Fiore. Il premio verrà consegnato dall'onorevole Giuseppe Soriero, presidente dell'Accademia delle Belle Arti di Catanzaro. L'appuntamento è per sabato 15 giugno, a partire dalle 16, in località Santa Chiarella a Crotone.

«Il 13 gennaio 2018 – ricordano i promotori – moriva a Crotone, barbaramente ucciso di fronte ai familiari, Giuseppe Parretta, un diciottenne che aveva l'unica colpa di frequentare assiduamente l'associazione 'Libere donne' fondata dalla madre in centro storico, proprio di fronte all'abitazione del suo assassino, un pregiudicato da tempo infastidito dalla presenza nel quartiere dell'associazione. La madre non si è mai arresa, e da allora è cominciata la sua battaglia per avere giustizia, ma soprattutto per non lasciare solo e abbandonato un territorio, una periferia del Paese spesso troppo buia, dove i ragazzi non hanno possibilità, e spesso i criminali fanno il bello e il cattivo tempo. E allora abbiamo deciso di accendere i riflettori».

@fnsisocial
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