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Fnsi | 27 Apr 2010
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Ddl intercettazioni: giornalisti e opinione pubblica oggi a Piazza Navona davanti al Senato Delegazione Fnsi e Fieg incontra Schifani

Il potere non vuole controlli, nuovo pesante bavaglio all’informazione.Continua senza sosta la mobilitazione contro chi vuole mettere il bavaglio all’informazione. Dopo la manifestazione di 200mila persone del 3 ottobre a piazza del Popolo e le iniziative contro la decisione di sospendere in campagna elettorale le trasmissioni di approfondimento, un nuovo appuntamento per i giornalisti e per chi nell’opinione pubblica vuole essere correttamente informata.

Il potere non vuole controlli, nuovo pesante bavaglio all’informazione.
Continua senza sosta la mobilitazione contro chi vuole mettere il bavaglio all’informazione. Dopo la manifestazione di 200mila persone del 3 ottobre a piazza del Popolo e le iniziative contro la decisione di sospendere in campagna elettorale le trasmissioni di approfondimento, un nuovo appuntamento per i giornalisti e per chi nell’opinione pubblica vuole essere correttamente informata.

Il 28 aprile giornalisti in piazza dalle ore 10 alle 14 davanti al Senato (piazza Navona Corsia Agonale) contro le nuove norme bavaglio che il Governo intende introdurre nel disegno di legge sulle intercettazioni. La decisione è stata assunta dalla Giunta esecutiva della Fnsi, non appena appresa notizia degli emendamenti al disegno di legge già approvato dalla Camera che inaspriscono sanzioni civili e penali a carico dei giornalisti, al fine di impedire qualsiasi notizia su inchieste giudiziarie.

La Federazione Nazionale della Stampa ha deciso di convocare in seduta straordinaria il Consiglio nazionale e di invitare i Comitati di redazione alla mobilitazione immediata e

fa appello alla società civile, e a tutti i soggetti che hanno già manifestato in più circostanze per il diritto dei cittadini all’informazione, a far sentire la loro voce e a sostenere le iniziative contro ogni proposta liberticida.

Il Sindacato dei giornalisti ha inviato, inoltre, una lettera con richiesta di incontro alle istituzioni e alle forze politiche del Senato ed un primo, importante, risultato è il colloquio  alle 11,30 del 28 aprile tra il Presidente di Palazzo Madama, Giuseppe Schifani, ed una delegazione, ai massimi livelli, di Fieg e Fnsi”.

INTERCETTAZIONI, ROBERTO NATALE: “I GIORNALISTI MOBILITATI PER UNA BATTAGLIA SACROSANTA. LA MANIFESTAZIONE DEL 28 APRILE A PIAZZA NAVONA NON SARÀ UNA SEMPLICE AZIONE DI TESTIMONIANZA”
"La mobilitazione sulle intercettazioni non è una semplice azione di testimonianza, che si fa per riaffermare principi sacrosanti, ma una battaglia che può essere vinta: è non solo giusta, ma utile". È quanto sottolinea il presidente della Fnsi, il sindacato unitario dei giornalisti, Roberto Natale sul sito di Articolo21. "È importante averlo chiaro, alla vigilia dell'iniziativa di Piazza Navona, dove ci ritroveremo alle ore 10 di mercoledì 28 aprile, in contemporanea con l'inizio del dibattito sul ddl Alfano nella Commissione Giustizia del Senato", ricorda.
"Avevamo chiesto a gran voce modifiche al testo uscito dalla Camera, che aveva raccolto tante critiche, a partire da quelle del Presidente della Repubblica. La settimana scorsa le modifiche sono arrivate, attraverso gli emendamenti presentati dal relatore Centaro, ma vanno nella direzione di peggiorare ulteriormente il testo - osserva Natale - pene inasprite, restrizioni ancora maggiori al lavoro del cronista e dunque ulteriore secretazione dei fatti, un nuovo reato come la registrazione abusiva che avrebbe l'effetto di colpire anche una parte del giornalismo di indagine".
Per il presidente della Federazione nazionale della stampa, "nessuna legge potrà imporci di venir meno al diritto-dovere di dare notizie: forse nella maggioranza non hanno ancora ben calcolato l'effetto che avrà, se il ddl dovesse passare in forme tanto pericolose, la disobbedienza civile e professionale che si metterà in atto con l'appoggio delle rappresentanze del giornalismo italiano a tutti i colleghi e le colleghe che sceglieranno di continuare ad informare.
E poi - avverte - c'è l'Europa, che ci può aiutare e ci aiuterà in un senso molto concreto e rapid la Corte Europea di Strasburgo può essere attivata un minuto dopo l'approvazione della legge e non c'è nemmeno bisogno di attendere che un magistrato sollevi una questione di costituzionalità in un processo". (ADNKRONOS) UNCI: CRONISTI IN PRIMA FILA CONTRO I BAVAGLI
I cronisti italiani saranno in prima fila, mercoledì 28 aprile, alla manifestazione indetta dalla Federazione della Stampa davanti al Senato per contrastare i nuovi bavagli introdotti dagli emendamenti della maggioranza al ddl Alfano sulle intercettazioni.
Già nei giorni scorsi l’Unci, che parteciperà alla manifestazione con il proprio Consiglio nazionale, aveva sollecitato a Fnsi e Ordine la mobilitazione urgente dell’intera categoria poichè aveva avvertito che l’orientamento nella Commissione Giustizia di Palazzo Madama era quello di inasprire tutte le norme che riguardano la stampa.
I cronisti ribadiscono che il diritto di informare dei giornalisti coincide con il diritto di sapere dei cittadini. Pertanto è inaccettabile lavolontà di impedire la pubblicazione del contenuto delle intercettazioni nel periodo che intercorre tra la misura cautelare e lo svolgimento del dibattimento, creando così un vuoto temporale incomprensibile e arbitrario. Del tutto inaccettabile è, anche, la fantasiosa previsione di condannare al carcere chi registra le proprie conversazioni.
Gli emendamenti presentati confermano che il disegno del governo e della maggioranza è quello di espropriare i cittadini del diritto a loro riconosciuto dalla Costituzione ad avere una informazione corretta, completa e tempestiva; il disegno, cioè, di tenere l’opinione pubblica all’oscuro di quanto avviene. Se il ddl Alfano diventasse legge, infatti, i cittadini non potrebbero più venire a conoscenza di fatti delittuosi gravissimi, come ad esempio, le risate di due imprenditori alla notizia del terremoto dell'Aquila, il bacio in fronte del banchiere Fiorani a Fazio, la concussione di un giudice tributario e di un suo consulente per aggiustare una sentenza su controversie fiscali, le tangenti sulla Sanità in Puglia, le torbide vicende del campionato di calcio.

@fnsisocial
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