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Da sinistra: Claudio Silvestri, Giuseppe Giulietti, Ottavio Lucarelli e Gerardo Ausiello
Minacce 22 Giu 2017

'Diplomificio' a Napoli, quattro giornalisti aggrediti. La solidarietà  ai colleghi di Fnsi, Sugc e Odg Campania

I rappresentanti dei giornalisti esprimono «preoccupazione per quanto sta accadendo nel territorio dell'area Nord di Napoli, dove l'agibilità  della professione è messa continuamente a rischio da minacce ed aggressioni» e chiedono l'intervento del prefetto.

Quattro giornalisti sono stati aggrediti in situazioni diverse perché cercavano di documentare il caso del presunto "diplomificio" di Secondigliano. «Secondo alcune denunce – spiega, in una nota, il Sindacato unitario giornalisti Campania – l'organizzazione che gestisce la scuola farebbe ottenere ai ragazzi, provenienti da tutta Italia, una domiciliazione fittizia a Melito per poter svolgere l'esame presso la sede di Napoli. Così, con poco più di 5mila euro, gli studenti si garantirebbero la maturità senza fatica».

Ieri il collega de "il Mattino" Giuseppe Crimaldi è stato aggredito davanti alla sede dell'Istituto, mentre il cronista del "Roma" Antonio Sabbatino, davanti ad un hotel di Melito dove erano ospitati gli studenti, è stato avvicinato da alcune persone che gli hanno sequestrato il telefonino per cancellare alcune foto scattate.

Oggi, davanti allo stesso albergo – prosegue il Sugc – due giornalisti della tv "Teleclub", Gaetano Pragliola e Francesco Mennillo, sono stati ricoperti di insulti e scortati fuori dal territorio di Melito.

La Fnsi, il Sindacato regionale e l'Ordine dei giornalisti della Campania sono al fianco dei giornalisti minacciati ed esprimono preoccupazione per quanto sta accadendo nel territorio dell'area Nord di Napoli dove l'agibilità della professione è messa continuamente a rischio da minacce ed aggressioni.

I rappresentanti dei giornalisti invitano, inoltre, il prefetto «a prendere seriamente in considerazione quella che riteniamo una vera e propria emergenza che mette a rischio un diritto fondamentale come la libertà di informare e di essere informati».

@fnsisocial

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