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Premi e Concorsi | 17 Apr 2019
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'Dovere di Parola', il Consiglio regionale del Lazio premia tre cronisti 'scomodi'

Giovanni Bianconi del Corriere della Sera, Graziella Di Mambro di Latina Oggi e Paolo Borrometi di Tv 2000 sono i giornalisti premiati per essersi distinti nel loro lavoro per il coraggio, le inchieste su tematiche scottanti e l'impegno quotidiano nel portare alla luce la verità.
Giovanni Bianconi, Graziella Di Mambro e Paolo Borrometi

L'Ufficio di presidenza del Consiglio regionale del Lazio ha consegnato questa mattina i premi 'Dovere di parola' a tre giornalisti che si sono distinti nel loro lavoro per il coraggio, le inchieste su tematiche scottanti e l'impegno quotidiano nel portare alla luce la verità. Si tratta di Giovanni Bianconi, inviato speciale del Corriere della Sera ed esperto di terrorismo e anni di piombo; Graziella Di Mambro di Latina Oggi, autrice di inchieste sulle infiltrazioni mafiose del Sud Pontino e la gestione illecita dei rifiuti che le sono costate minacce e intimidazioni; Paolo Borrometi di Tv 2000 che ha raccontato la 'mafia invisibile' del Ragusano e che vive da anni sotto scorta.

«Io racconto la provincia di Latina – ha affermato Di Mambro – che è un 'supermercato' della criminalità per appalti, droga, turismo e che cerca di sostituire l'economia legale con quella illecita. Ma ci sono anche messaggi di speranza in territori che sembrano perduti». Borrometi, da parte sua, ha affermato che «nel mestiere di giornalista non c'è eroismo: se un giornalista apprende un fatto può solo raccontarlo. Dedico il premio a Giulio Regeni, contro chi dice che chiedere per lui verità e giustizia sia solo un affare familiare». «Faccio il cronista da molto tempo – ha concluso Bianconi – e a volte ci si trova a scoprire che la cronaca diventa storia. Uno dei miei primi servizi alla metà degli anni '80 fu l'appello per il sequestro Moro, e da quella storia non mi sono più staccato fino al mio ultimo libro. L'Italia ancora porta i segni di quella stagione, basta vedere la storia di Cesare Battisti. Ci sono ferite di cui evidentemente bisogna continuare a parlare».

«Spero – ha detto il presidente dimissionario del Consiglio Daniele Leodori (Pd) – che questo premio possa diventare un appuntamento annuale, come riconoscimento per chi fa questo difficile mestiere. Vi accomuna – ha aggiunto rivolgendosi ai premiati – il vostro raccontare verità scomode, che danno fastidio. Il vostro è un lavoro difficile, ma aiuta la comunità a crescere». Il vicepresidente Devid Porrello (M5s) ha sottolineato «il coraggio che vi fa andare avanti con la schiena dritta. È importante riconoscere il vostro lavoro, perché tutti i cittadini possano conoscere la verità». La consigliera segretaria Michela Di Biase (Pd) ha salutato i tre premiati come «esempio per le nuove generazioni di giornalisti: premiamo la vostra scelta di coraggio, e anche noi nelle istituzioni ne dovremmo avere di più». (Ansa – Roma, 17 aprile 2019)

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