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Diffamazione | 16 Giu 2019
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Ferrara, Estense.com non diffamò il segretario comunale della Lega: querela archiviata

Accogliendo la richiesta del pm, il gip ha disposto di non dare seguito alla denuncia di Nicola Lodi contro il direttore del giornale online Marco Zavagli e contro la testimone che aveva raccontato di aver visto l'esponente del Carroccio chiedere i documenti a un migrante.
La notizia pubblicata su Estense.com

Estense.com non diffamò Nicola Lodi. Il giudice per le indagini preliminari Danilo Russo accoglie le richiesta di archiviazione del procedimento già formulata dal pm Stefano Longhi, alla quale il segretario della Lega di Ferrara si era però opposto. Come riporta la stessa testata online, il procedimento derivava dalla denuncia per diffamazione aggravata che il neoeletto segretario comunale del Carroccio aveva sporto contro il direttore Marco Zavagli e contro la testimone che aveva raccontato in una lettera di aver visto Lodi chiedere i documenti a un migrante. Lodi replicò assicurando che stava indagando sul racket del latte in polvere, a suo dire nuovo e lucroso business della mafia nigeriana a Ferrara. Il segretario leghista prima chiese un risarcimento di 100mila euro al giornale, poi querelò.

In agosto il pm chiese l'archiviazione, alla quale Lodi, tramite il suo avvocato Ciriaco Minichiello, fece opposizione nonostante le motivazioni della procura. Per la pubblica accusa la descrizione dell'episodio «non travalica in alcun modo i limiti di pertinenza ad un fatto di oggettiva rilevanza pubblica e di continenza verbale nell'esposizione dei fatti», mentre le versioni dei testimoni di Lodi erano «intrinsecamente prive […] di un grado di attendibilità adeguato». Al contrario, il pm aveva ritenuto per varie ragioni «di particolare attendibilità» il racconto delle testimonianze sull'operato del politico che «vale a smentire quanto diversamente sostenuto sul punto dal Lodi e dai suoi testimoni di riferimento e ad insinuare di conseguenza un ulteriore ragionevole dubbio in ordine alla credibilità complessiva della versione dei fatti prospettata dagli stessi».

Il gip rileva poi che l'autore degli articoli contestati, il direttore di Estense.com Marco Zavagli, al quale il politico chiedeva un risarcimento di 100mila euro, si è «limitato a riportare il contenuto della lettera pervenuta alla redazione, specificando che si trattava della versione dei fatti offerta da quest'ultima e senza presentarla come vera (non a caso, nel secondo articolo di cui si discute, Zavagli dà atto della smentita di Lodi nonché dell'ulteriore testimonianza sull'accaduto, aderente alla prima). La lettura dello scritto (in cui le affermazioni della donna sono puntualmente virgolettate e viene dato precisamente conto della provenienza delle stesse) offre precisa contezza di ciò, né può dubitarsi che le affermazioni della coindagata – relative ad un noto esponente del partito politico della 'Lega Nord' di Ferrara – fossero di sicura rilevanza, quantomeno locale».

L'intento della testimone, scrive ancora il gip, «era di sottoporre all'attenzione dei lettori il problema, avvertito come di estremo interesse sociale, delle discriminazioni – tramite una poco giustificabile richiesta di esibire i documenti – poste in essere anche da parte di rappresentanti delle istituzioni nei confronti di soggetti stranieri».

In estrema sintesi, per il tribunale siamo di fronte a «un quadro complessivo connotato da una generica e insanabile contraddittorietà in cui difettano adeguati riscontri esterni sulla base dei quali affermare la veridicità dell'una o dell'altra versione. Sulla scorta di tali premesse non può che disporsi l'archiviazione del presente procedimento».

PER APPROFONDIRE
L'articolo integrale sulle vicenda è disponibile sul sito web Estense.com.

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