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Associazioni | 20 Apr 2018
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Firenze, le responsabilità del giornalista al centro del seminario Ast su informazione e religioni

All'iniziativa, valida anche ai fini della formazione professionale continua, erano presenti con il presidente dell’Assostampa, Sandro Bennucci, anche monsignor Andrea Bellandi, vicario generale dell'Arcidiocesi fiorentina, Izzedin Elzir, imam presidente nazionale dell'Ucoii e il rabbino Amedeo Spagnoletto.
Alcuni momenti del seminario
Alcuni momenti del seminario

Grande partecipazione al seminario con crediti formativi su "Informazione e religioni per una coesistenza pacifica", uno dei primi in Italia su questo tema, organizzato dall'Associazione Stampa Toscana nella Basilica di San Lorenzo, a Firenze, nella sala accanto alle Cappelle Medicee, concessa dall’ex prefetto di Firenze Paolo Padoin, presidente dell’Opera Medicea Laurenziana.

Protagonisti dell'incontro monsignor Andrea Bellandi, vicario generale dell'Arcidiocesi di Firenze, Izzedin Elzir, Imam di Firenze e presidente nazionale dell'Ucoii e Rav. Amedeo Spagnoletto, Rabbino di Firenze. A moderare il dibattito il presidente  dell’Associazione Stampa Toscana, Sandro Bennucci.

«La comunicazione è parte integrante della questione antropologica. L'impegno nella ricerca della verità va accompagnato al rispetto dell'uomo», ha spiegato Monsignor Bellandi nel suo intervento che ha citato più volte anche Papa Francesco e il messaggio per la prossima giornata delle Comunicazioni sociali. Qui Francesco parla di «info-etica della comunicazione, qualcosa che richiama alla bioetica. E questo perché nel reale di tutti i giorni – ha detto – non c'è solo il bianco o il nero, ci sono anche sfumature che vanno rappresentate e comunicare vuol dire agire anche per non dividere. Mai la comunicazione va semplificata, soprattutto se è comunicazione religiosa».

«Firenze è città del dialogo religioso da sempre. Ma la paura, anche in Italia, di fronte ai terrorismi è molto forte. Lavorando insieme, noi come comunità religiose, voi come operatori del mondo della comunicazione, possiamo diminuire questo senso di paura, collaborando per il bene comune», ha spiegato l'Imam Izzedin Elzir.

«La funzione delle religioni oggi ci porta a lavorare prioritariamente sul dialogo, prendendo ovviamente atto che è un cammino difficile, laborioso, faticoso – ha spiegato ancora l'Imam – sta a noi per primi essere responsabili  ma è una raccomandazione che rivolgiamo anche ai giornalisti, visto che la nostra Costituzione garantisce libertà di espressione, ma nel quadro della responsabilità di tutti».

Certo a Firenze, come ha ricordato il rabbino capo Amedeo Spagnoletto, più che altrove si vive «l'importanza del dialogo interreligioso. E lo dico io che sono l'ultimo arrivato e l'ho trovato. Ma di certo, e lo abbiamo già dimostrato, se qualcuno offende uno di noi troverà gli altri due pronti a difenderlo, a fare i suoi paladini». (Da: www.assostampa.org)

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