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Iniziative | 15 Dic 2017
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Fnsi e Odg da Firenze: come si può cambiare l'accesso alle professione

Nel corso di una riunione in Assostampa, i vertici di Ordine e sindacato hanno voluto mandare un messaggio sulla necessità di aggiornare la legge del 1963 guardando con più attenzione ai nuovi giornalisti, per evitare che finiscano a fare le 'riserve' dentro e fuori le redazioni.
Da sinistra: Guido D’Ubaldo, Carlo Verna, Giuseppe Giulietti e Raffaele Lorusso (Foto: archivio)

Ridefinire l'accesso alla professione, combattere lo sfruttamento del precariato, lavorare insieme nel rispetto dei ruoli: questi i temi della prima riunione del coordinamento degli enti di categoria in Toscana (Associazione Stampa Toscana, Ordine dei giornalisti, Inpgi e Casagit), svoltasi  nella sede dell'Assostampa in un clima di soddisfazione per la ritrovata concordia, a livello nazionale, fra gli stessi enti.

Sandro Bennucci, presidente Ast, ha accolto in associazione Raffaele Lorusso, segretario generale della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, e il vertice nazionale dell'Ordine composta dal presidente Carlo Verna, dalla vicepresidente (toscana) Elisabetta Cosci, dal segretario Guido D'Ubaldo, con il  presidente del Consiglio dell'Ordine della Toscana, Carlo Bartoli.

È stata sottolineata con soddisfazione la ritrovata unità fra sindacato e Ordine a livello nazionale (in Toscana c'è sempre stata forte condivisione). Carlo Verna ha lanciato la proposta di una sessione fiorentina del Consiglio nazionale dell'Ordine, dedicata a un aggiornamento dei contenuti della Carta di Firenze nel senso di un contrasto ancora più deciso a tutte le forme di sfruttamento.

Verna e Lorusso insieme hanno voluto mandare da Firenze un messaggio sulla necessità di riscrivere l'accesso alla professione, aggiornando la legge datata 1963 e guardando con più attenzione ai nuovi giornalisti, evitando che finiscano a fare le "riserve" dentro e fuori le redazioni.

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