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Lutto | 28 Lug 2017
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Giornalismo italiano in lutto: è morto Enzo Bettiza, storico inviato ed editorialista della Stampa, poi a Corriere e Giornale

Nato a Spalato da una famiglia italiana dell'alta borghesia, iniziò il suo cammino nel giornalismo con il settimanale Epoca. Dal 1957 al 1964 fu al quotidiano torinese, dove tornò nel 1994 dopo aver lavorato a via Solferino e aver fondato il Giornale con Indro Montanelli nel 1974. Aveva 90 anni.
Il giornalista Enzo Bettiza con il presidente Giorgio Napolitano nel 2011 (Foto: quirinale.it)

È morto a 90 anni Enzo Bettiza, storico inviato e poi editorialista e commentatore politico de La Stampa. A darne notizia è proprio il quotidiano torinese, per il quale ha a lungo lavorato offrendo le sue interpretazioni del sommovimento che ha attraversato il vecchio continente nella seconda metà del “secolo breve”.

E La Stampa oggi gli rende onore sottolineando sul sito web che Bettiza è stato "la prova vivente che, per diventare un grande del giornalismo, non serve far leva sulla simpatia: contano di più altre doti, professionali e umane. La coerenza con la propria storia, anzitutto".

Profugo dalla Dalmazia (era nato a Spalato da una famiglia italiana dell'alta borghesia), il suo cammino nel giornalismo iniziò con il settimanale Epoca. Nel 1957 l'approdo a La Stampa, come corrispondente da Vienna e poi da Mosca. "Nessuno come – prosegue l'omaggio del quotidiano piemontese – sapeva descrivere vicende e personaggi di una Mitteleuropa finita sotto il tallone sovietico".

Temperamento non facile da dominare, Bettiza nel 1964 entrò in conflitto con l'allora direttore Giulio De Benedetti, a sua volta poco incline al compromesso: ne scaturì il licenziamento del giornalista che dopo trent'anni, però, ritornò a La Stampa, da editorialista e commentatore politico, senza più lasciarla.

In precedenza, tra il licenziamento e il ritorno, tra il 1964 e il 1994, ci fu il decennio al Corriere della Sera, da cui andò via in polemica con la svolta a sinistra voluta dall'allora direttore del quotidiano di via Solferino, Piero Ottone, e poi un decennio al Giornale, che fondò nel 1974 con Indro Montanelli.

Nella vita del giornalista scomparso c'è stata anche la parentesi parlamentare, tra le fila del Pli e poi del Psi, teorizzando in Italia l'incontro della cultura liberal con quella laburista.

Alla famiglia, ai tanti colleghi e amici che hanno potuto conoscere e apprezzare Enzo Bettiza vanno anche il cordoglio e la vicinanza della Fnsi.

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