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Iniziative | 08 Mar 2019
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'Giornaliste al tempo della crisi', Giulietti a Milano: «Dalla parte delle donne che contrastano bavagli e oscurità»

All'evento organizzato dall'Associazione Lombarda dei Giornalisti per l'8 marzo, il presidente Fnsi ha ricordato Anna Politkovskaya, Graziella De Palo, Ilaria Alpi e rilanciato l'idea di «una commissione indipendente sull'omicidio di Daphne Caruana Galizia». Mentre Anna Del Freo e Nadezda Azhgikhina (Efj) si sono impegnate a portare in Europa il Manifesto di Venezia.
Un momento del seminario 'Giornaliste al tempo della crisi'
Un momento del seminario 'Giornaliste al tempo della crisi'
Un momento del seminario 'Giornaliste al tempo della crisi'
Un momento del seminario 'Giornaliste al tempo della crisi'
Un momento del seminario 'Giornaliste al tempo della crisi'
Un momento del seminario 'Giornaliste al tempo della crisi'

È iniziato col flashmob 'No Bavaglio 8 Marzo' il convegno che l'Associazione Lombarda dei Giornalisti ha dedicato alle donne. L'incontro, aperto a tutti i colleghi della Lombardia, aveva per titolo 'Giornaliste al tempo della crisi – Combattere il gender gap, le minacce alla libertà di espressione, il sessismo dentro e fuori dalle redazioni'. Ospiti principali Nadezda Azhgikhina, vicepresidente della Federazione europea dei giornalisti (Efj) e attivista dei diritti delle donne nei media, e Giuseppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana. Sono intervenuti anche Anna Del Freo, membro di giunta ALG e del comitato esecutivo Efj; il presidente della Alg, Paolo Perucchini; Paolo Berizzi, cronista di Repubblica sotto scorta per le continue minacce subite da gruppi neofascisti; Marina Cosi, presidente di Giulia Giornaliste e da sempre impegnata nelle battaglie per la parità di genere.

Nadezda Azhgikhina ha illustrato il lungo cammino che dagli anni '90 ha caratterizzato la battaglia per eliminare il gender gap e gli attacchi sessisti alle donne nel mondo dell'informazione in tutta Europa e nel mondo. L'avvento di internet, ha ricordato la vicepresidente della Efj, era stato salutato dalle donne come una nuova possibilità di espressione e di liberazione. Invece non è stato soltanto questo: proprio contro le donne giornaliste si sono moltiplicati in rete gli attacchi sessisti e le minacce in tutto il mondo, specie quando le croniste denunciano col loro lavoro il fondamentalismo, le organizzazioni criminali, la violenza. Un rapporto Osce ha denunciato che contro le donne le minacce in rete sono tre volte più numerose di quelle contro gli uomini. Nadezda Azhgikhina ha sottolineato l'importanza che si sviluppi una cultura che combatta il gender gap e la violenza, che contrasti le parole dell'odio che oggi sono tornate in voga.

Proprio per sviluppare questa cultura, Anna Del Freo e Nadezda Azhgikhina si sono impegnate a portare in Europa, al Congresso della Efj in maggio, la proposta di allargare le linee guida del Manifesto di Venezia a tutti i sindacati iscritti alla Federazione europea. Il Manifesto di Venezia, varato alla fine del 2017 dalla Commissione pari opportunità della Fnsi e destinato a giornalisti e operatori dell'informazione, si propone di dare delle regole per un linguaggio contro la violenza di genere e a favore di una cultura paritaria e non discriminatoria a partire dal linguaggio. «Nella consapevolezza – ha detto Del Freo – del ruolo fondamentale che i giornalisti hanno proprio nel far crescere questa cultura».

Dalle tante donne giornaliste che hanno cercato di svolgere bene il loro lavoro di croniste e hanno denunciato soprusi, illegalità, criminalità organizzata e hanno pagato tutto questo con la loro stessa vita è partito l'intervento del presidente Giulietti. Anna Politkovskaya uccisa in Russia, Graziella De Palo, assassinata a Beirut con Italo Toni e troppo spesso dimenticata, «sulla cui morte – ha detto Giulietti – la procura di Roma dovrebbe riaprire l'inchiesta e la Fnsi costituirsi parte civile se la famiglia lo chiedesse». E ancora, Ilaria Alpi uccisa con Miran Hrovatin: «Il nostro sindacato – ha ribadito il presidente – si batte affinché non verga archiviata l'inchiesta». Fino a Daphne Caruana Galizia, ammazzata a Malta poco più di un anno fa. «Il 3 maggio, Giornata mondiale della libertà di informazione – ha aggiunto Giulietti – chiederemo ancora che una commissione indipendente indaghi sull'omicidio di Daphne».

Ma il presidente della Fnsi ha voluto ricordare anche le colleghe costrette oggi in Italia a vivere sotto scorta, da Federica Angeli a Marilena Natale, da Marilù Mastrogiovanni a Rosaria Capacchione. Senza dimenticare le numerose giornaliste minacciate. «È ora – ha detto Giulietti – che venga istituita una assicurazione pagata dallo Stato per tutti i giornalisti minacciati, visto che molti di loro non hanno un'azienda alle spalle, ma sono freelance, precari, giovani e non è giusto che restino senza copertura». Serve, ha ribadito Giulietti, «una grande iniziativa internazionale contro i bavagli, che diventano tagli delle differenze, delle diversità e della libera scelta».

Infine, il presidente della Fnsi ha chiesto il varo definitivo di un Manifesto europeo delle giornaliste contro la violenza di genere: lanciando l'idea di Milano, capitale dell'editoria italiana, quale sede ufficiale per la firma del documento che nelle prossime settimane dovrà essere elaborato in sede di sindacato europeo dei giornalisti.

E a Paolo Berizzi, che ha ringraziato il sindacato per la vicinanza dimostrata in seguito alle minacce subite, anche di recente, Giulietti ha assicurato la «piena disponibilità» ad accompagnarlo in tutte le iniziative che deciderà di intraprendere.

MULIMEDIA
A questo link il video integrale del seminario promosso dall'Associazione Lombarda dei Giornalisti.

@fnsisocial
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