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Libertà di informazione | 09 Ott 2019
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Giulietti al Festival del giornalismo libero: «Le minacce ai cronisti sono aggressioni al diritto di cronaca»

Intervenendo all'apertura della due giorni organizzata alla Sapienza dai giornalisti della rete NoBavaglio e dagli studenti dell'Udu, il presidente della Fnsi ha anche parlato, fra le altre cose, del carcere per il reato di diffamazione. «Grazie al Sindacato dei giornalisti della Campania che ha sollevato questo tema vedendosi riconosciute le proprie posizioni, che passeranno ora al vaglio della Corte Costituzionale», ha ricordato.
Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti

«Le aggressioni e le minacce ai cronisti sono minacce e aggressioni al diritto di cronaca e, dunque, al diritto dei cittadini ad essere informati. Così come sono minacce al diritto all'informazione la previsione del carcere per il reato di diffamazione, il sequestro preventivo dei beni dei giornalisti e le querele bavaglio». Lo ha detto il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti, intervenendo all'apertura del Festival del giornalismo libero organizzato all'Università la Sapienza di Roma dai giornalisti della rete NoBavaglio e dagli studenti dell'Udu, l'Unione degli Universitari.

«Per questo – ha aggiunto – con il segretario generale Raffaele Lorusso abbiamo posto in modo formale a governo, forze politiche e istituzioni, la richiesta di portare finalmente all'approvazione il disegno di legge in materia di liti temerarie, primo firmatario il senatore Di Nicola, attualmente in discussione al Senato». 

«Ringrazio i colleghi di NoBavaglio – ha concluso Giulietti – e tutte le associazioni, da Libera ad Articolo21, ad Amnesty all'Udu, che hanno compreso che l'articolo 21 della Costituzione non sancisce solo la libertà di espressione, ma anche il diritto a essere informati, e hanno per questo costituito una rete contro le minacce al diritto di cronaca. Un ringraziamento, infine, al Sindacato unitario dei giornalisti della Campania, che ha sollevato il tema della legittimità del carcere per i cronisti vedendosi riconosciute le proprie posizioni, che passeranno ora al vaglio della Corte Costituzionale».

@fnsisocial
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