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Unione Europea | 17 Giu 2013
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Grecia: il Consiglio di Stato riapre Ert tv Siddi: successo della mobilitazione internazionale

Il Consiglio di Stato greco ha sospeso l'ordine del governo di chiudere la radiotelevisione pubblica Ert. Lo riferisce la Bbc.Erano stati i sindacati a rivolgersi al tribunale amministrativo contro l'ordine di chiusura emesso martedì scorso. L'annuncio della sospensione è giunto mentre il primo ministro conservatore Antonis Samaras è riunito con i leader degli altri due partiti della coalizione- Evangelos Venizelos del Pasok e Fotis Kouvelis di Sinsitra Democratica- per discutere della questione Ert. L'ordine di chiusura, osteggiato da Venizelos e Kouvelis, rischia di portare ad una crisi di governo.LINK ALL'INTERVISTA A FRANCO SIDDI AD ATENE SU TG3

Il Consiglio di Stato greco ha sospeso l'ordine del governo di chiudere la radiotelevisione pubblica Ert. Lo riferisce la Bbc.
Erano stati i sindacati a rivolgersi al tribunale amministrativo contro l'ordine di chiusura emesso martedì scorso. L'annuncio della sospensione è giunto mentre il primo ministro conservatore Antonis Samaras è riunito con i leader degli altri due partiti della coalizione- Evangelos Venizelos del Pasok e Fotis Kouvelis di Sinsitra Democratica- per discutere della questione Ert. L'ordine di chiusura, osteggiato da Venizelos e Kouvelis, rischia di portare ad una crisi di governo.
LINK ALL'INTERVISTA A FRANCO SIDDI AD ATENE SU TG3

Il Consiglio di Stato greco ha sospeso l'ordine del governo di chiudere la radiotelevisione pubblica Ert. Lo riferisce la Bbc.
Erano stati i sindacati a rivolgersi al tribunale amministrativo contro l'ordine di chiusura emesso martedì scorso. L'annuncio della sospensione è giunto mentre il primo ministro conservatore Antonis Samaras è riunito con i leader degli altri due partiti della coalizione- Evangelos Venizelos del Pasok e Fotis Kouvelis di Sinsitra Democratica- per discutere della questione Ert. L'ordine di chiusura, osteggiato da Venizelos e Kouvelis, rischia di portare ad una crisi di governo. (ATENE, 17 GIUGNO - ADNKRONOS)

GRECIA: ERT, SIDDI, SUCCESSO MOBILITAZIONE, MA GUARDIA ALTA

Il segretario della Federazione nazionale della stampa italiana (Fnsi), Franco Siddi, saluta stasera come "un successo della mobilitazione civile internazionale, dei giornalisti e non solo", il provvedimento con cui la giustizia greca ha ordinato la riapertura temporanea della radio-tv pubblica Ert, oscurata d'autorità dal primo ministro nei giorni scorsi, fra le proteste, in vista di una radicale ristrutturazione.
Il verdetto - a cui si aggiunge la parziale apertura dello stesso governo verso una ripresa almeno parziale delle trasmissioni d'informazione dell'emittente - dimostra che "la mobilitazione è servita" e che "un servizio pubblico non può essere oscurato d'improvviso, nel nome di un'assurda politica di austerità", ha aggiunto Siddi, che è anche membro del comitato esecutivo della Federazione internazionale dei giornalisti.
Il segretario della Fnsi ha d'altra parte invitato a "non abbassare la guardia" e ha confermato che domani sarà a Bruxelles per discutere del dossier Ert con parlamentari europei coinvolti nella campagna per la riapertura della tv pubblica greca, tra i quali David Sassoli. Il caso Ert rappresenta un precedente significativo nella partita per il riordino dei servizi pubblici radiotelevisivi europei, ha concluso Siddi, auspicando che la decisione del Consiglio di Stato greco di oggi rappresenti "un primo passo positivo" e che l'Europa non agisca in questo settore con i criteri di "una tecnocrazia".  (ROMA, 17 GIUGNO - ANSA)

GRECIA: SOCIALDEMOCRATICI UE, CHIUSURA ERT ANTIDEMOCRATICA
SIDDI (FNSI): SOLIDARIETA' A COLLEGHI IN BATTAGLIA PER LIBERTA'

La chiusura della televisione pubblica greca Ert è "antidemocratica" e, dopo la sentenza della giustizia ellenica che boccia la decisione del governo, il primo ministro Samaras deve assicurare l'esistenza di un sistema radiotelevisivo indipendente e neutrale. E' l'appello che arriva dal gruppo dei socialdemocratici al Parlamento europeo (S&D), che oggi a Bruxelles ha organizzato una conferenza a cui hanno partecipato, fra gli altri, alcuni rappresentanti della federazione della stampa greca, il segretario generale della Federazione nazionale stampa italiana (Fnsi), Franco Siddi, e l'eurodeputato del Pd David Sassoli. "L'annuncio del governo ellenico mi ha scioccato", ha affermato il presidente del gruppo S&D, Hannes Swoboda. "La chiusura dell'Ert va contro la democrazia, perché la rete pubblica ha un ruolo importante e una responsabilità particolare nel paese", ha notato il leader socialdemocratico, chiedendo a Samaras di presentare delle proposte concrete per garantire l'esistenza dell'Ert. "Esprimo solidarietà ai nostri colleghi greci: la decisione di Samaras non è democratica e ha privato i cittadini di un bene pubblico", ha affermato Siddi. Si tratta di "una battaglia per la democrazia e la libertà" che riguarda tutta l'Europa e non solo la Grecia. Dello stesso avviso Sassoli, che ha detto di aspettarsi "un sostegno chiaro da parte della Commissione europea" a favore della Ert. Sulla questione è intervenuto anche il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, che ha scritto una lettera al premier greco chiedendogli di preservare il ruolo di neutralità della televisione pubblica. Il dossier Ert sarà il primo punto dell'ordine del giorno della plenaria d'inizio luglio a Strasburgo. (ROMA, 18 GIUGNO - ANSA)

GRECIA: SASSOLI (PD), GOVERNO ATENE RIACCENDA ERT

"E' positivo che la Commissione europea abbia preso posizione sulla vicenda della chiusura della tv pubblica greca, invitando il governo di Atene a rispettare la sentenza del Consiglio di Stato, che ha bocciato la decisione. Così come è  positivo che l'esecutivo Ue abbia chiarito come una simile richiesta  non sia mai arrivata dall'Europa". Lo dichiara in una nota il capogruppo del Pd al Parlamento europeo, David Sassoli, che oggi ha partecipato ad una conferenza stampa a Bruxelles ospitando una delegazione della stampa greca.
A margine della conferenza stampa Franco Siddi, presidente della Fnsi, ha consegnato agli europarlamentari, tra cui Sassoli, le firme raccolte in Italia da Articolo 21 attraverso la piattaforma Change.org, contro la chiusura per decreto dell'emittente pubblica greca.
"Quello alla libertà di informazione è un diritto fondamentale dell'Unione europea, per questo ci aspettiamo che la decisione  definitiva del governo greco su Ert, attesa per domani, vada nella  direzione del rispetto di un principio che per uno Stato membro  dell'Ue non può ammette deroghe", conclude Sassoli. (ROMA, 18 GIUGNO - ADNKRONOS)

LA TV PUBBLICA GRECA È SALVA‏

La corte di giustizia greca ha annullato il decreto con il quale il premier Samaras aveva deciso, senza preavviso e senza neppure il consenso della sua maggioranza, di chiudere la tv pubblica Ert e di far disattivare gli impianti dalla polizia. Un episodio gravissimo e senza precedenti.
La decisione di ieri rappresenta una vittoria per chiunque creda nel valore della legalità e della libertà di informazione.
Un grazie a quelle migliaia di cittadine e di cittadini che, attraverso la piattaforma Change.org, hanno sottoscritto la petizione contro la chiusura di Ert. Le firme raccolte saranno consegnate oggi a Bruxelles ai rappresentanti del parlamento europeo da Franco Siddi, segretario della Fnsi.
Beppe Giulietti via Change.org

 

GRECIA: GIULIETTI, CONSEGNATA A BRUXELLES PETIZIONE SU TV PUBBLICA

Sono state consegnate a Bruxelles ad una delegazione di europarlamentari, tra questi David Sassoli, le firme raccolte in Italia da Articolo 21, attraverso la piattaforma Change.org, contro la chiusura per decreto della  tv pubblica greca. La consegna è stata effettuata da Franco Siddi, segretario della Fnsi, uno dei promotori dell'iniziativa insieme con l'Usigrai e con decine di associazioni che hanno appoggiato la raccolta di firme". A darne notizia il portavoce di Articolo21 Giuseppe Giulietti.
 "Per altro la decisione della corte suprema greca di riaccendere la tv Ert è la più plateale conferma della illegalità tentata e della giusta reazione di tanta parte della società greca. Chi, anche in Italia, pensava di utilizzare la strada ellenica alla "dissoluzione della Rai" (per usare le parole di Licio Gelli) dovrà pensarci bene, e magari rileggersi prima le sentenze della Corte costituzionale italiana in materia di ruolo e funzione del servizio pubblico nel sistema misto. Nei prossimi giorni, di intesa con la associazione dei parlamentari amici dell'articolo 21 della Costituzione, sarà presentata una proposta per adeguare il sistema  italiano a quello europeo in materia di conflitto di interessi, antitrust, modifica della fonte di nomina delle Autorità di garanzia e del consiglio di amministrazione della Rai dal controllo diretto dei governi e delle  forze politiche. Tra richieste di conservazione e proposte di liquidazione, è giunto il momento di procedere alla riforma del settore. I numeri in Parlamento ci sono, anche se non corrispondono forse a quelli della maggioranza in carica". Da  http://www.articolo21.org/

GRECIA: PROSEGUE LO SCIOPERO DI TUTTI I MEDIA
SIDDI AD ATENE: "INTERVENGA IL PARLAMENTO EUROPEO"

"Il Segretario della Federazione nazionale della stampa italiana, Franco Siddi intervistato nella redazione di Ert occupata, e circondata affettuosamente da migliaia e migliaia di persone sotto la sede della tv pubblica greca, ha ricordato come” la chiusura di Ert è un fatto gravissimo rispetto al quale cui il Parlamento e la Commissione europei non possono far finta di nulla”. “Una decisione pericolosissima – ha aggiunto il Segretario della Fnsi- che può innescare fenomeni di emulazione assolutamente inaccettabili”. "Il fatto che attorno a questo incredibile tentativo di furto di informazione si sia raccolto un intero popolo e mobilitati i media internazionali vuol dire – ha concluso Siddi - che ancora la democrazia e i giornalisti hanno forti strumenti per reagire a scelte dissennate e antidemocratiche e non possono accettare in alcun modo che l'autorità espropri pezzi fondamentali della loro anima e dei beni di tutti. Qui in Grecia i cittadini, dopo lo spegnimento dei canali radiotelevisivi pubblici, hanno percepito che avrebbero subìto una spoliazione ingiustificabile. Oggi qui, anche chi aveva critiche da rivolgere al servizio pubblico, ricorda che se c'è un malato si cura, non si uccide. La Ifj - che Siddi, anche a none del presidente Jim Boumela, ha rappresentato ad Atene nei comizi conclusivi della manifestazione di Atene - è disposta con i sindacati dei giornalisti greci a trovare soluzioni per il migliore funzionamento del servizio pubblico di informazione e cultura in Grecia ma per questo chiede con forza che l'attività della Ert sia subito ripristinata e chiede all'Unione interventi non ipocriti nell'anno della cittadinanza europea."
LINK ALLA DIRETTA ERT

GRECIA, LA PROTESTA CONTINUA ED APRE UNA BRECCIA. SERVIZIO PUBBLICO FATTO SPARIRE DALLA CASE COME IL FURTO NOTTURNO DI BENI DI FAMIGLIA. 

La protesta continua. La sede della radiotelevisione pubblica greca, Ert (l’equivalente della nostra Rai), ad Atene, è occupata in permanenza da tutti i lavoratori, giornalisti, tecnici, amministrativi, ausiliari, artisti: 2800 persone private anche del lavoro da mercoledì scorso, quando il Governo presieduto da Antonis Samaras ha imposto lo spegnimento di radio e tv pubblica.
Una serrata vera e propria, con la sola promessa di riaprire fra tre-quattro mesi con chissà quale altra formula organizzativa e produttiva. Un delitto pubblico ingiustificabile e intollerabile, giudicato tale non solo dai dipendenti ma dai cittadini, che in massa partecipano alle dimostrazioni di piazza che si svolgono ininterrottamente davanti alla sede Ert. Una serrata condannata dai sindacati dei giornalisti di tutto il mondo, in piena solidarietà con quelli greci di Esiea e di Poesy, ma anche da vaste aree politiche di tutta Europa, nonché dall’European Broadcasting Association, Ebu, con una sottoscrizione anche dei direttori delle cinquantadue radiotelevisioni europee associate.
Le novità di oggi, dopo l’eccezionale giornata di sciopero collettivo di giovedì, è nella visita ad Atene del presidente dell’Ebu, Jean Paul Philippot, che ha offerto il massimo sostegno ai lavoratori e ai cittadini greci, ricordando la violazione dei valori centrali del trattato dell’Unione Europea per la radiodiffusione (quello dell’Ebu, appunto), sollecitando la immediata riattivazione dei canali pubblici: “anche nelle peggiori pagine della storia europea, è difficile rintracciare qualcosa di simile all’eliminazione del segnale televisivo pubblico, al cui posto oggi appare sugli schermi uno schermo vuoto e oscuro”.
L’idea di una serrata decisa in ossequio alle politiche di austerità dettate dall’Europa per mettere ordine sui conti pubblici del Paese ellenico non è plausibile, proprio perché siamo di fronte ad una serrata e non ad una riorganizzazione: “sosterremo gli sforzi di risparmio della Ert – aveva dichiarato già due giorni fa Philippot – ma ad una sola condizione: che sia ripresa l’attività e che sia prima approvata una vera riforma nell’interesse pubblico al servizio”.
È la stessa posizione espressa dalla Federazione Internazionale dei giornalisti e con essa dalla Fnsi.
Quella greca è un’esperienza sconvolgente. Chi accende la mattina il televisore a casa al posto della familiare – per quanto spesso criticata e criticabile – televisione nazionale trova, solo per dieci secondi, un piccolo quadrante con il nome del canale pubblico e subito dopo, sempre sullo schermo solo nero, un ingannevole avviso: collegamento assente, controllare l’antenna. Una sensazione di furto in casa, come se fosse stato sottratto un bene di famiglia. È lo stesso sentimento provato giovedì mattina da chi scrive, elemento di una condivisione ancora più forte con i colleghi ai quali portava la solidarietà della Fnsi e della Ifj. È la stessa ragione per la quale migliaia di persone affollano continuamente il grande spiazzo davanti alla sede della Ert, con un impressionante ricambio di persone che mantiene sempre inalterata la dimensione della protesta, quasi ci fossero dei “turni di lavoro” che assicurano il processo produttivo continuo come nelle imprese in cui si lavora senza interruzione del ciclo.
Il Presidente del Governo greco, Antonis Samaras, continua a tenere duro. Ma se è dura per i lavoratori e per i cittadini, la situazione si va complicando anche per lui. Non vuole fare marcia indietro avendo scelto la strada dello scossone “educatore”. Dovendo tagliare 15.000 posti di lavoro pubblici, non ha trovato di meglio che compiere un atto di forza, ritenuto da tutti impossibile, chiudendo la televisione pubblica e mandando a casa, privi di lavoro dalla notte alla mattina, 2800 persone. Un’azione per dare un segnale agli altri dipendenti pubblici a rischio ma anche un atto per indicare la volontà di un nuovo modello di controllo del potere sulla radio-tv pubblica, che promette di riaprire fra tre mesi. Nel frattempo spazio libero per gli oligopoli privati, deprezzamento del valore materiale dell’azienda, distruzione di un patrimonio professionale straordinario, condizioni ideali per acquisizioni a basso costo, da parte di qualche privato, di pezzi dell’azienda pubblica. Sicuramente la manovra è stata troppo azzardata. Comincia ad apparire chiaro che nessuna politica di austerità la giustifica. Peraltro, con la serrata, anche le eventuali vendite a pezzi poco beneficio porterebbero ai conti pubblici, sui quali, invece, adesso pesa il danno di una perdita calcolabile già oggi in 30 milioni di euro per gli effetti indotti dal solo provvedimento di chiusura.
I partiti minori della grande coalizione di governo presieduta dal leader di Nuova Democrazia, cioè il Pasok e il Partito Democratico, hanno imposto un vertice a Samaras per ridiscutere tutto. E stavolta non ha potuto dire un altro no, come ha fatto ieri comunicando disponibilità all’incontro al Presidente dell’Ebu, che oggi era ad Atene, solo per la prossima settimana. Lunedì 17, nel pomeriggio, dovrà misurarsi con gli alleati e forse qualcosa dovrà cominciare a rivedere dei suoi piani. La protesta civile in corso ad Atene, le reazioni internazionali dei giornalisti, del mondo della cultura, dell’arte e della stessa televisione qualche effetto cominciano a produrlo nonostante le prime reazioni ipocrite della Commissione dell’Unione europea, che in prima battuta aveva ridimensionato la vicenda ad un affare interno di un singolo Stato. Non è così e non può essere così. Quando si compie una lesione grave contro i diritti dei cittadini al pluralismo, all’identità culturale, politica e sociale espressa attraverso strumenti come quelli del servizio pubblico, che sono di tutti i cittadini, non di un Governo o di un padrone assoluto. È un danno grave per i greci, uno scempio per l’Europa. Adesso è più chiaro a tutti cosa sia e cosa possa e debba essere, in meglio, il servizio pubblico radiotelevisivo e  perché, come tutti i beni comuni, questo valore, questo patrimonio, questo servizio debba essere assicurato e garantito a qualsiasi latitudine.

Franco Siddi

Roma, 14 giugno 2013

ROSSI: UNA SERISSIMA MINACCIA PER L’INTERA EUROPA

Intervenendo al sit-in il presidente della Fnsi, Giovanni Rossi, ha sottolineato come la decisione del governo greco sia di una pericolosità senza pari per tutta l'Europa e per il nostro Paese. “Interverremo su tutte le istituzioni europee per fermare questo scempio dell’informazione e della democrazia. La Fnsi e le organizzazioni sensibili su questi temi non faranno passare questa pericolosa violazione”.

GRECIA: NUOVE INIZIATIVE DEL SINDACATO DEI GIORNALISTI PER RIAPRIRE LA TV PUBBLICA ERT.
NELLA PROSSIMA SETTIMANA MANIFESTAZIONI ANCHE A BRUXELLES

Un nuovo appello a riattivare immediatamente la radio- tv pubblica greca, la Ert, è stato fatto dai 180 sindacati dei giornalisti di tutto il mondo, rappresentati nella federazione internazionale dei giornalisti, Ifj.
Il Presidente della Ifj, Jim Boumela, ha inviato al Capo del Governo greco, antonis samaras, una “esortazione” a risolvere con urgenza il problema provocato dalla chiusura del servizio pubblico radiotelevisivo, ricordando anche le obbligazioni assunte in sede di European Broadcasting Union, Ebu.
Secondo il trattato europeo firmato cinque anni fa, gli aderenti – tra cui appunto la Grecia – riconoscono la natura del servizio pubblico di trasmissione e informazione via etere come condizione centrale di democrazia e come pilastro per i valori  e l’effettività del pluralismo dei media in tutta l’Europa unita.
La Jfj, cui aderisce la Fnsi, in prima linea nella solidarietà ai colleghi ed ai cittadini greci, manifesta sgomento per la decisione del governo Samaras, al quale ricorda di essere “disposta, insieme con i sindacati dei giornalisti greci, a cercare soluzioni per il migliore funzionamento della radio tv pubblica. Ma “il ripristino delle trasmissioni è assolutamente urgente e condizione di civiltà.”
Nei prossimi giorni, tra martedì e mercoledì, la Federazione europea dei giornalisti, Efj, con quella internazionale, assumeranno nuove iniziative di sostegno ai colleghi in lotta che in questi giorni trasmettono in streaming (grazie a Ebu) via web e tengono manifestazioni di protesta ad Atene e in altre città del Paese. Prevista anche una conferenza pubblica a Bruxelles con intervento dei sindacati greci ed italiano e di parlamentari europei, tra i quali, in prima linea, l’on. David Sassoli.

SOLIDARIETÀ ALLA TV GRECA

Manifestazione sotto l'ambasciata greca a Roma per manifestare il dissenso verso la chiusura dell'Ert. Deliolanes: "atto di gravità inaudita".

“Hanno chiuso la tv pubblica mandandoci tutti a casa dalla sera alla mattina. Duemilaottocento dipendenti significano almeno seimila persone coinvolte e per di più in un’azienda di informazione. Ma la cosa grave è che Nuova Democrazia, il partito di maggioranza, sta pensando di aprire a breve un’altra emittente di stato, molto più piccola, e controllata interamente da personaggi graditi al governo” è questo il duro atto di accusa che lancia Dimitri Deliolanes, giornalista della tv greca, sotto l’ambasciata del suo paese a Roma. Una denuncia pesante che mette insieme il prezzo della crisi economica in un paese stremato e una democrazia che si restringe sempre di più.
Striscioni e volantini sotto l’ambasciata greca a Roma, è il sit-in di solidarietà per la chiusura della televisione di stato ellenica promosso dalla Fnsi e dall’associazione Articolo21. Con le associazioni e i sindacati anche alcuni esponenti della politica come Vincenzo Vita, Corradino Mineo, Paolo Ferrero. “ Ancora una volta in Grecia i costi della crisi e delle pesanti politiche di austerità imposte dall’Europa e dalle autorità monetarie ricadono sui lavoratori.” Questi i commenti più diffusi.
La chiusura della tv pubblica non è che un altro colpo alla libertà di informazione e al pluralismo in un paese dove il clima diventa sempre più pesante e dove i paradossi diventano normalità, come quelli dei giornalisti finiti sotto inchieste per aver rivelato al mancata caccia agli evasori fiscali che continuano a vivere in agiatezza mentre al gran parte della popolazione è stremata.
Non che la tv ellenica non sia stata luogo di sprechi e spese facili, ma un conto, come nel nostro paese, è mettere la mani su gestioni allegre della finanza pubblica, altra cosa è chiudere battenti a chi, in qualche modo, ha garantito un’informazione pluralista.
“Adesso speriamo in un intervento dell’Unione Europa – aggiunge Deliolanes – è stata così determinata a chiedere sacrifici e lo dovrebbe essere altrettanto a pretendere la libertà informazione”. Di Gianni Montesano da http://www.oltremedianews.com del 14/06/2013

GRECIA: RIAPRIRE SUBITO “ERT”. PETIZIONE SU CHANGE.ORG ALLA COMMISSIONE EUROPEA

Chi minimizza la vicenda della chiusura della tv pubblica greca sbaglia perché quello che é accaduto non riguarda solo i dipendenti della tv pubblica e le loro famiglie, ma investe direttamente il tema della democrazia, dei servizi pubblici, del ruolo e della funzione delle istituzioni europee. Dal dopoguerra ad oggi non si era mai registrata una chiusura per decreto di una tv pubblica e tanto meno l’intervento della polizia per disattivare i ripetitori. Di fronte a questo indecoroso spettacolo quella commissione europea che ha nei fatti commissariato la Grecia ha risposto che “Non possiamo interferire con le vicende interne di quel paese…” Sulla moneta Sí, sui diritti e sulle, libertà No. Per queste ragioni l’associazione articolo 21 non solo, parteciperà, con la Fnsi e l’Usigrai, al sit-in che si svolgerà a Roma oggi alle ore 18 davanti alle sede dell’ambasciata greca, ma ha anche lanciato sulla piattaforma Change.org una petizione per chiedere al Parlamento europeo di far sentire la sua voce e di chiedere la immediata riapertura della emittente “Ert” e il rispetto dei trattati e delle direttive in materia di libertà dei media e di pubblici servizi radiotelevisivi. Da http://www.artcolo21.org/  del 13 giugno 2013

GRECIA: CHIUSURA ERT; PROSEGUE LO SCIOPERO DI TUTTI I MEDIA
IN SEGNO DI PROTESTA CONTRO LA DECISIONE DEL GOVERNO SAMARAS

Prosegue anche oggi in Grecia per il terzo giorno consecutivo lo sciopero di tutti i mezzi d'informazione del Paese indetto dai sindacati del settore in segno di protesta contro la decisione del governo di chiudere la televisione pubblica Ert e procedere alla sua ristrutturazione.
Lo sciopero, secondo un comunicato del sindacato dei giornalisti (Esiea), riguarda i lavoratori di tutti i mezzi d'informazione ad eccezione di quelli che trasmettono esclusivamente notizie che riguardano gli sviluppi della vicenda della Ert.
''I sindacati dei dipendenti dei mezzi d'informazione – si legge tra l'altro in un comunicato dell'Esiea - in seguito alla decisione oscurantista del premier (Antonis Samaras) riguardo alla chiusura della televisione pubblica che ha suscitato proteste in Grecia e all'estero, hanno deciso di proseguire lo sciopero di tutti i mezzi d'informazione del Paese. Questi sono momenti storici. La dittatura non si impone soltanto con i carri armati, come dimostra il governo della troika. Viene imposta anche con l'oscuramento delle televisioni, con i decreti legge e con l'abolizione di ogni bene pubblico''.
La decisione dei sindacati dei media di proseguire lo sciopero ha provocato la dura reazione di Nea Dimokratia (centro-destra), il partito di maggioranza relativa, secondo cui ''l'odierna decisione dell'Esiea costituisce una dimostrazione del panico del sindacato dei giornalisti adesso che vengono messi in forse i privilegi di alcuni di loro. Una cosa è certa: che l'Esiea impone l'imbavagliamento di tutti i media ora che vengono toccati i suoi stessi interessi. È ovvio che Nea Dimokratia è contro la dirigenza sindacale dei mezzi d'informazione ma è a fianco di coloro che essa ha imbavagliato''. (ATENE, 14 GIUGNO - ANSA)

GRECIA: SCIOPERO DI 24 ORE DI TUTTI I GIORNALISTI
SIDDI: L'AUSTERITÀ NON GIUSTIFICA FURTI DI DEMOCRAZIA E DI LAVORO

“La chiusura della tv pubblica greca decisa dal governo ellenico è un fatto di gravità assoluta e intollerabile per una Europa che voglia avere al centro la coesione e la partecipazione civica dei popoli al progetto di unione. Nessuna politica di austerità può giustificare operazioni di questo tipo che sono veri e propri furti di democrazia, di lavoro e di conoscenza. In tutti i paesi, e soprattutto in quelli attraversati da maggiore difficoltà economica e sociale, il servizio pubblico è condizione essenziale per l’accesso minimale di tutte le voci all’informazione diffusa, per il confronto di tutti senza dover soggiacere a interessi di potentati economici, di trust, oligopoli di qualsiasi specie.
La Federazione Nazionale della Stampa Italiana si schiera con i colleghi giornalisti e i cittadini greci che rispondono con una prontezza pubblica imponente. Con la Federazione Internazionale e con quella Europea dei Giornalisti, la Federazione della Stampa Italiana è pronta ad azioni comuni di giornalisti e cittadini nel nostro Paese e di solidarietà diretta e partecipe ad Atene. Alla Federazione Europea di categoria, la Fnsi ha chiesto interventi incisivi presso la Commissione e il Parlamento europei e presso l’Unesco”.

CHIUSURA TV GRECA: SIDDI DOMANI ALLA MANIFESTAZIONE DI ATENE
A ROMA SIT-IN DI PROTESTA DOMANI,  GIOVEDÌ 13 GIUGNO, DALLE 18.00 ALLE 20.00, DAVANTI ALL’AMBASCIATA GRECA

“Immediata e grande mobilitazione dei giornalisti italiani attorno alla Fnsi, all’Usigrai, ad Articolo21 e a decine e decine di associazioni della società civile, contro la decisione del governo greco di chiudere la tv pubblica ellenica Ert con la conseguente perdita di lavoro per 2800 persone e un grave vulnus per l’informazione in quel Paese. Il segretario della Fnsi, Franco Siddi, (assieme ad altri esponenti della Federazione internazionale e di quella europea dei giornalisti) sarà domattina ad Atene per partecipare alla grande e popolare manifestazione dei giornalisti e cittadini greci contro questo ennesimo furto della democrazia e della informazione. Anche Roma si mobiliterà domani contro questo scempio inconcepibile e manifesterà il proprio disappunto in un sit-in davanti all’ambasciata greca di via Mercadante 36 dalle 18 alle 20. Altre manifestazioni di protesta sono annunciate peri i prossimi giorni in Italia e davanti al Parlamento europeo”. 12 giugno 2013

 

 

RAI USIGRAI. DICHIARAZIONE DELL’ESECUTIVO NAZIONALE USIGRAI

Ormai siamo allo sciacallaggio sociale. La notizia della chiusura della tv pubblica greca ha risvegliato antichi appetiti di coloro che da tempo puntano al ridimensionamento o alla privatizzazione della Rai.
Approfittare del dramma sociale greco come arma per battaglie frutto di interessi economici e di bottega è sciacallaggio.
Non abbiamo visto tanta veemenza nel chiedere provvedimenti legislativi per liberare la Rai dai partiti, dai governi e dalle lobby.
Non abbiamo visto tanta veemenza nel chiedere provvedimenti contro l'evasione del canone (che causa un buco di circa 500 milioni di euro l'anno). E neanche contro i conflitti di interesse.
La Rai ha senza dubbio bisogno di profonde riforme organizzative ed editoriali. E l'Usigrai le propone da tempo.
Se qualcuno pensa di utilizzare la vicenda greca per consumare qualche vendetta politica o editoriale, o puntando alla Concessione di Servizio pubblico del 2016, ha fatto male i conti. 13 giugno 2013
L'Esecutivo Usigrai

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USIGRAI SU CHIUSURA TV PUBBLICA GRECA. DICHIARAZIONE DELL’ESECUTIVO NAZIONALE USIGRAI

Quando si spegne l'informazione, si spegne la democrazia. La chiusura della tv di stato da parte del Governo greco in nome del rigore e' un segnale d'allarme che preoccupa. Il risanamento di un Paese non può e non deve passare attraverso la chiusura del servizio pubblico radiotelevisivo. In un momento drammatico come questo, il ruolo dell'informazione pubblica ci sembra più che mai necessario e insostituibile per raccontare un Paese.  L'USIGRai, il sindacato dei giornalisti della RAI e' vicino ai colleghi greci nella lotta in difesa del loro posto di lavoro ma soprattutto di un valore fondamentale come la libertà d informazione.
Concorderemo con la Federazione Nazionale della Stampa iniziative di mobilitazione insieme alle Associazioni europee e internazionali.
L'Esecutivo Usigrai

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SU SITO USIGRAI INTERVISTA CORRISPONDENTE DALL’ITALIA DELLA ELLINIKÍ RADIOFONÍA TILEÓRASI (ERT)

“Per tutti noi è stato un fulmine a ciel sereno. Nessuno se lo aspettava e, soprattutto, si aspettava una decisione così drastica. Persino durante la seconda guerra mondiale la radio pubblica ha continuato a trasmettere. Persino dopo il colpo di stato dei ‘Colonnelli’ la tv pubblica non è stata oscurata”. Così racconta  - in un’intervista al sito dell’Usigrai - il giornalista Dimitri Deliolanes, corrispondente dall’Italia della Ellinikí Radiofonía Tileórasi (ERT), il servizio radiotelevisivo pubblico greco “spento” ieri sera per decisione del governo.
“Il portavoce del governo, Simos Kedikoglou, ha affermato che ERT costa sette volte le altre tv del paese e ha tre o quattro volte il loro personale. Come mai? – prosegue l’intervista - Chi ha nominato il consiglio di amministrazione, il management e persino il direttore delle news? Chi ha deciso come e dove investire? La risposta è univoca: il governo e il potere politico. Se ci sono stati sprechi è facile individuare i responsabili. Solo che i loro errori adesso li paghiamo noi, i lavoratori”.
Il testo completo è sul sito Usigrai:
http://www.usigrai.it/chiusura-ert-greca-intervista-al-corrispondente-dallitalia-dimitri-deliolanes/

GRECIA: GIULIETTI-VITA, MOBILITIAMOCI ANCHE IN ITALIA CONTRO CHIUSURA TV

"La chiusura da parte del governo greco del servizio pubblico -Ert- è un atto brutale, di gravità inedita e inaudita. Non lo si consideri un fatto meramente locale, in quanto costituisce l'esempio estremo di una tendenza che ha già fatto capolino in Europa, a cominciare dal Portogallo. E in Italia si approssima la scadenza del 2016, quando andrà rinnovata la Convenzione tra lo Stato e la Rai, sulla quale già ha posto dubbi il vice-ministro Catricalà. La Grecia e' un banco di prova anche per le istituzioni europee, a partire dall' Uer (Unione europea per le radiodiffusioni) e dai Commissari competenti. Cedere su un pezzo può creare un effetto domino.
Guardarsi dall'altra parte sarebbe un insulto ai lavoratori greci e allo stesso spirito del servizio pubblico. Mobilitiamoci". Lo affermano in una nota Giuseppe Giulietti, portavoce di Articolo21 e Vincenzo Vita, già
senatore Pd. Da www.articolo21.org

ERT, la prima trasmissione televisiva, 23 Febbraio 1966.
La trasmissione copriva un area di Atene, entro la quale si trovavano massimo 1.500 televisori, naturalmente in B/N.
Il video tratta l’argomento da un'altra trasmissione del 1980, nella quale il presentatore fa riferimento ai primi passi della TV di stato in Grecia. 
https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=CFYEoZFA8-A

GRECIA: SNATER, PESSIMA NOTIZIA PER DEMOCRAZIA CHIUDERE LA ERT

L'annuncio della chiusura di tutte le trasmissioni di ERT, la Radiotelevisione pubblica greca, "è una pessima notizia per la democrazia in Europa". Lo dice lo Snater, una delle sigle sindacali della rai, commentando le vicende greche. "Nel momento in cui si accusa da più parti quanto questa Europa incida profondamente nelle nostre vite senza che chi ha il potere di farlo abbia avuto nessuna legittimazione democratica, la chiusura di un servizio pubblico radiotelevisivo come conseguenza dei diktat di Eurotower e FMI è quanto di peggio poteva accadere", aggiunge lo Snater.
Una decisione che "lascia sul campo infiniti dubbi sulle prospettive democratiche di questa istituzione, avvicinandosi pericolosamente ad un punto di non ritorno. È necessario interrogarsi su quanto possa dirsi matura una democrazia senza un servizio pubblico radiotelevisivo, su cosa sottintenda veramente disfarsene in un colpo solo e senza dibattito e di quanto sia facile, oggi, ridurre gli spazi di democrazia in nome delle ragioni dell'Unione Europea; ragioni mai discusse, sicuramente poco condivise tra i cittadini e spesso promosse da interessi poco chiari". Lo Snater sottolinea che "in questo momento la Grecia è l'unica nazione europea senza un servizio pubblico radiotelevisivo: questo non ha migliorato la condizione dei suoi cittadini, non ne ha aumentato i posti di lavoro ne il reddito, ma oggi i greci sono informati solo ed esclusivamente da privati, i cui referenti sono fuori dalla Grecia e rispondono a logiche che prima di tutto sono di mercato".
Oggi "i greci possono fare affidamento per la completezza dell'informazione radiotelevisiva solo sulla deontologia professionale dei giornalisti - viene aggiunto nella nota della segreteria generale della sigla sindacale -, a cui fa comunque da contrappeso, come dappertutto, l'interesse degli editori: ecco perché esistono i servizi pubblici radiotelevisivi, che vanno controllati e criticati ma mai chiusi, perché sono comunque un presidio di democrazia sottratto alle logiche del mercato e degli interessi particolari, ancora più necessari quando la condizione sociale ed economica è critica. La speranza è che le proteste interne ed internazionali facciano recedere il governo greco da una decisione incomprensibile, pericolosa e senza precedenti, mentre da parte nostra cercheremo di condividere con le altre organizzazioni sindacali della Rai azioni di reale solidarietà con i colleghi greci". (ROMA, 13 GIUGNO - AGI)

 

GRECIA: SCIOPERO CONTRO CHIUSURA ERT PARALIZZA IL PAESE

La Grecia si blocca oggi per lo sciopero generale di 24 ore contro la decisione del governo di chiudere l'emittente radiotelevisiva pubblica Ert. Treni fermi, ospedali con i servizi al minimo e uffici governativi chiusi per contestare il licenziamento di più di 2mila dipendenti dei tre canali tv e delle stazioni radio della Hellenic Broadcasting Corportation, la Rai greca.
Tra le 15 e le 17 sciopereranno i controllori di volo, creando disagi anche per i collegamenti  internazionali, ma già da mezzogiorno le tratte interne sono a rischio per l'astensione dal lavoro dei dipendenti dell'aviazione civile.
Intanto prosegue lo sciopero dei giornalisti di tv e radio private e della carta stampata.
A mezzogiorno ad Atene è in programma una manifestazione davanti al quartier generale della Ert. (ATENE, 13 GIUGNO - AGI)

 

GRECIA: OGGI SCIOPERO GENERALE CONTRO CHIUSURA ERT

 Sciopero generale oggi in Grecia contro la decisione del governo greco di chiudere a sorpresa la televisione pubblica Ert. Ad incrociare le braccia saranno in particolare agli addetti dei trasporti pubblici e degli uffici pubblici. Nel pomeriggio, tra le 15 e le 17, sciopereranno i controllori di volo, creando disagi e ritardi anche per i voli internazionali, mentre quelli interni sono a rischio per tutte le
cinque ore in cui incroceranno le braccia, a partire a mezzogiorno, i dipendenti dell'aviazione civile.
Si prevede un servizio ridotto per treni, autobus e la metropolitana di Atene. Chiusi anche gli uffici del Fisco, scuole e ridotto il personale negli ospedali. Continua intanto lo sciopero dei giornalisti delle televisioni e radio private e della carta stampa in solidarietà con i colleghi di Ert. Mentre per oggi i principali sindacati del settore pubblico e privato hanno convocato per mezzogiorno una manifestazione di fronte al quartier generale della Ert di Atene. (ATENE, 13 GIUGNO - ADNKRONOS/DPA)

 

CRISI: GRECIA; STAMPA UE A COMMISSIONE, STOP CHIUSURA TV
APPELLO A ISTITUZIONI DELL'ASSOCIAZIONE GIORNALISTI DI BRUXELLES

 Appello dell'associazione dei giornalisti europei alle istituzioni Ue perché contrastino la decisione ''brutale'' del governo greco di chiudere la tv pubblica Ert.
L'Api (associazione che riunisce la stampa internazionale a Bruxelles) considera ''indifendibili'' la chiusura e il licenziamento di 2.700 dipendenti, e chiede alle istituzioni ''di annullare immediatamente la decisione''. Per l'Api la risposta della Commissione Ue secondo cui né lei stessa né la troika erano al corrente della decisione ''non costituisce una difesa''. Inoltre l'associazione ricorda che secondo i Trattati la radiodiffusione pubblica degli Stati membri è ''direttamente legata al bisogno democratico, sociale e culturale di ogni società e la Commissione ha quindi il dovere di agire''. (BRUXELLES, 12 GIUGNO - ANSA)

CRISI: GRECIA; SCIOPERO 24 ORE DI TUTTI GIORNALISTI
ESIEA, SI FERMERÀ SOLO DI FRONTE A RETROMARCIA GOVERNO

Il Consiglio direttivo del sindacato greco del settore dell'informazione (Esiea) ha proclamato uno sciopero di 24 ore dei giornalisti, dei tecnici e dei dipendenti amministrativi di tutti i mezzi d'informazione radiotelevisivi pubblici e privati del Paese.
Lo sciopero nei mezzi radiotelevisivi e dell'agenzia di stampa statale Ana-Mpe è cominciato stamani alle 6 locali. Quello della carta stampata comincerà domani alla stessa ora mentre dall'agitazione sono esclusi i mezzi che trasmettono i programmi realizzati dai dipendenti della Ert. Gli scioperi, secondo quanto si legge in un comunicato dei sindacati, si fermeranno soltanto quando ''il governo ritirerà le proprie decisioni autoritarie che imbavagliano l'informazione''.
Anche l'Adedy, uno dei due maggiori sindacati della Grecia che rappresenta i dipendenti del settore pubblico, ha condannato l'iniziativa del governo esprimendo solidarietà ai lavoratori della Ert. ''L'obiettivo del governo - si legge in un comunicato del sindacato - è quello dello 'sfascio' del settore pubblico e il licenziamento di 14.500 dipendenti entro la fine di luglio''.
Intanto, secondo l'agenzia di stampa ateniese Ana-Mpe, fonti governative hanno smentito le voci circa una conversazione telefonica dai toni molto duri riguardo la chiusura della Ert che sarebbe intercorsa tra il premier conservatore Antonis Samaras e il leader del partito socialista Pasok, Evanghelos Venizelos.   (ATENE, 12 GIUGNO - ANSA)

CRISI: GRECIA; MALUMORI FRA ALLEATI GOVERNO PER CHIUSURA ERT
COESIONE A RISCHIO DOPO DECISIONE SU EMITTENTE TV PUBBLICA

La decisione del governo greco di chiudere la televisione pubblica Ert ha provocato, com'era prevedibile, una serie di reazioni e malumori tra i partiti della coalizione mettendo di nuovo a dura prova la loro coesione mentre, da parte loro, i dipendenti della Ert hanno sfidato la decisione del governo e hanno continuato a trasmettere programmi via Internet durante tutta la notte nonostante l'ordine di interrompere le trasmissioni alla mezzanotte di ieri.
Evanghelos Venizelos, leader del Pasok (socialista), ha chiesto un incontro immediato dei tre leader dei partiti che sostengono il governo, mentre Fotis Kouvelis, leader di Sinistra Democratica, ha chiesto che qualsiasi cambiamento debba essere deciso con la televisione pubblica in funzione. Inoltre entrambi hanno già preannunciato che, quando il Decreto Legge relativo alla chiusura della Ert arriverà in Parlamento, i loro partiti voteranno contro. 
Anche i leader dei partiti dell'opposizione hanno espresso la loro condanna all'iniziativa del governo. Alexis Tsipras, il leader di Syriza, il partito della sinistra radicale che è anche il maggiore partito dell'opposizione, ha visitato ieri notte la sede della Ert e ha parlato di ''colpo di Stato'' ed ha chiesto un incontro urgente con il presidente della Repubblica, Karolos Papoulias, che è stato fissato per le 12 di oggi. Da parte sua, il Segretario Generale del Partito Comunista, Dimitris Koutsoumpas, ha detto che ''la procedura per la chiusura della Ert mira a trasferire tutta la proprietà della televisione pubblica nelle mani dei private''. 
Per quanto riguarda il governo, fonti vicino al premier Antonis Samaras si dicono certe che la società greca è d'accordo con la sua decisione e che questa è la prima volta che un'iniziativa del governo tocca ''il cuore'' del problema del settore pubblico. ''È mio dovere - ha detto Samaras ai parlamentari del suo gruppo - rispettare gli impegni internazionali della Grecia. La questione del settore pubblico doveva essere risolta entro la fine di maggio e oggi siamo all'11 giugno'' ed ha lanciato una frecciata contro i partner governativi. ''Finora non abbiamo risolto nessun problema. Il ministro che si occupa del problema è uno dei loro, che cosa ha fatto finora?'', ha detto Samaras. ''Io ho deciso di chiudere un Ente malsano che sperperava il denaro pubblico e funzionava con criteri partitocratici. Al suo posto sarà creata una nuova Ert, moderna e obiettiva''. (ATENE, 12 GIUGNO – ANSA)

CHIUDE LA TELEVISIONE PUBBLICA IN GRECIA

Il portavoce del governo ellenico Simos Kedikoglou, ha annunciato la chiusura della Tv pubblica e il licenziamento di tutti i suoi 2.800 dipendenti. La decisione rientra nell'ambito del programma delle privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale concordato con la troika.
Il portavoce del governo ellenico Simos Kedikoglou, ha annunciato la chiusura della Tv pubblica e il licenziamento di tutti i suoi 2.800 dipendenti. La decisione rientra nell'ambito del programma delle privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale concordato con la troika. (ATENE 11 GIUGNO - ANSAmed)

CRISI: GRECIA; TV PUBBLICA HA CESSATO TRASMISSIONI

Come preannunciato in giornata la Ert, la radiotelevisione pubblica greca, ha cessato pochi minuti fa le sue trasmissioni: i canali sono stati oscurati e il ripetitore principale situato su una montagna vicino ad Atene, è stato neutralizzato dalla polizia, secondo quanto riferito da fonti sindacali. L'operazione prevede il licenziamento di quasi 2.800 dipendenti e rientra nel piano di dismissioni imposto dalla Troika. Sarà creato un nuovo ente radio-tv, non più a controllo statale, con meno personale. (ATENE, 11 GIUGNO - ANSA-AFP). 

CRISI: GRECIA: UER A ATENE, ANNULLARE CHIUSURA TV STATO 

L'Uer, l'unione europea radio-televisiva, ha chiesto al governo greco di annullare la decisione di chiudere la sua televisione pubblica, l'Etr.
Il Presidente Uer, Jean-Paul Philippot, e l'ad Ingrid Deltenre - si legge in una nota - hanno scritto al premier greco Antonis Samaras invitandolo a ''usare tutti i suoi poteri per cancellare subito questa decisione''. ''L'esistenza di mezzi di servizio pubblico e la loro indipendenza da parte del governo sono al centro di una società democratica'', si sottolinea nella nota. (GINEVRA, 11 GIUGNO - ANSA-AFP)

CRISI: GRECIA; DA STASERA BLACK-OUT NOTIZIARI RADIO-TV
PER PROTESTA CONTRO DECISIONE CHIUSURA TV STATALE ERT

In segno di protesta contro l'odierna decisione del governo greco di chiudere l'azienda radio-televisiva statale Ert licenziandone tutti i circa 2.800 dipendenti, le stazioni radio-televisive private della Grecia
hanno deciso a partire da questa sera di non trasmettere notiziari e telegiornali.
Lo hanno annunciato le tre maggiori emittenti televisive private Antenna, Mega e Skai precisando che le trasmissioni dei notiziari riprenderanno a partire da domani mattina.
Nel frattempo anche i sindacati dei giornalisti della carta stampata hanno cominciato a valutare la possibilità di eventuali iniziative di protesta contro la decisione del governo e in segno di solidarietà per i dipendenti della Ert. (ATENE, 11 GIUGNO - ANSA)

ANSA/ CRISI:GRECIA, SCURE ANCHE SU TV STATO, STOP DA STANOTTE
2.780 LICENZIAMENTI. PRIVATIZZATA RIAPRIRÀ CON MENO ADDETTI

La scure dell'austerity e dei tagli, con cui sta facendo i conti la Grecia, non risparmia la tv e la radio di stato: con un blitz il governo Samaras ha annunciato oggi l'ultimo atto dell'emittente pubblica che andrà in onda stanotte quando - ha informato il portavoce dell'esecutivo, Simos Kedikoglou -  ''le trasmissioni saranno interrotte''. E tutti i 2.780 dipendenti dell'Etr (Elliniki Radiofonia ke Tileorasi) saranno licenziati.
Una mossa che rientra nel piano di privatizzazioni delle aziende a partecipazione statale, imposto dalla Troika come condizione al proseguimento del piano di aiuti internazionali, cui seguirà la creazione di ''un nuovo e più moderno ente radiotelevisivo che non sarà più controllato dallo Stato e funzionerà con meno personale'', ha fatto sapere il governo greco. 
Una decisione cui non sono tardate le reazioni. A cominciare da quelle di settore con le altre stazioni radio-televisive private greche che hanno deciso, da questa sera, un blackout informativo, sospendendo la trasmissione di notiziari e tg.
La decisione del governo greco, formalizzata con un atto legislativo che concede ai ministri la facoltà di procedere alla chiusura o alla fusione di Enti pubblici, è stata spiegata dal portavoce del governo: ''in un periodo di crisi in cui tutto il popolo greco sta sopportando grandi sacrifici si deve agire senza ritardi. Se vogliamo uscire dalla crisi - ha detto Kedikoglou - dobbiamo lavorare nella trasparenza e senza sprechi''. La Ert, sovvenzionata dallo Stato e anche da un canone che i cittadini pagano con la bolletta della luce – ha aggiunto -  ha un numero di dipendenti da tre a otto volte considerato superiore alle necessità e asset mal gestiti.
All'emittente pubblica con introiti pari a circa 300 milioni di euro l'anno fanno capo cinque stazioni televisive (ET1, Net, ET3, Ert World e Ert HD), 29 radiostazioni, siti web, un settimanale, oltre all'Orchestra Sinfonica nazionale e l'Orchestra di Musica contemporanea.
Non è ancora chiaro quanti dipendenti saranno riassunti nel nuovo ente, ma il portavoce ha assicurato che coloro che perderanno il posto di lavoro saranno indennizzati mentre circa 700 di essi potranno andare in pensione anticipata.
La questione della chiusura dell'azienda radio-televisiva statale è destinata a mettere di nuovo a dura prova i già tesi rapporti tra i partiti della coalizione governativa dal momento che sia il Pasok (socialista) sia Sinistra Democratica si sono subito dichiarati contrari alla decisione del governo.
Secondo i giornali, il primo ministro Antonis Samaras (di Nea Dimokratia, centro-destra) ne aveva parlato ieri sera con i leader dei due partiti - Evanghelos Venizelos (Pasok) e Fotis Kouvelis (Sinistra Democratica) - ed entrambi si erano opposti alla misura nonostante faccia parte di quelle riforme che i rappresentanti dei creditori internazionali considerano una condizione 'sine qua non' per continuare a garantire al Paese l'aiuto finanziario necessario all'uscita dal tunnel. (ATENE, 11 GIUGNO - ANSA)

 

 

CRISI: GRECIA;SINDACATI,STOP TV ILLEGALE,DA REGIME CEAUSESCU 

''È illegale. Il governo ha chiuso la principale emittente del paese'': una mossa più ''simile a un governo Ceausescu che a una democrazia''. È quanto ha sottolineato il leader del maggior sindacato greco dei
dipendenti televisivi, Panayotis Kalfayanis, commentando la decisione del governo di Atene di chiudere la radio-tv pubblica, in vista della sua privatizzazione. (ATENE, 11 GIUGNO - ANSA-AFP)

 

 

CRISI: GRECIA; GENTE IN PIAZZA CONTRO CHIUSURA TV PUBBLICA

Centinaia di persone sono scese in strada ad Atene e Salonicco per protestare contro la chiusura della tv pubblica greca Ert, che poco fa ha cessato le trasmissioni. Già dal pomeriggio giornalisti, sindacalisti e dimostranti contrari alla chiusura si erano radunate nella zona di Agia Paraskevi nella capitale e la gente continua ad affluire. Lo riferisce il sito di informazione In.gr. (ROMA, 11 GIUGNO - ANSA).

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