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Vertenze | 11 Dic 2018
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Il Giornale, l'assemblea respinge il piano di tagli dell'azienda: «Proposta irricevibile»

L'editore confermata volontà di decurtare del 30 per cento le retribuzioni. I giornalisti fanno appello al direttore Sallusti, che replica: «Farò di tutto perché la trattativa porti soluzioni meno dolorose per tutti». Portati da due a cinque i giorni di sciopero affidati al Cdr.
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«La proposta è irricevibile sia per l'entità del sacrificio economico richiesto ai dipendenti e sia per gli effetti estremamente negativi che l'impiego di una forza lavoro ridotta ogni giorno del 30% avrebbe sulla qualità del quotidiano che i lettori trovano in edicola»: è quanto ha deciso l'assemblea dei giornalisti de Il Giornale che ha preso atto «con profondo sconcerto» della confermata volontà dell'azienda di tagliare del 30% le retribuzioni del personale nell'ambito della procedura di 'solidarietà' che dovrebbe contribuire a far uscire il quotidiano dalla crisi nella quale si trova.

«Proposta tanto meno accettabile – si legge in una nota dei giornalisti – in quanto il management che ha gestito l'azienda negli ultimi anni non ha assunto impegni concreti né sulle misure che, dirette a contenere i costi, riducano il contributo richiesto ai dipendenti, né sulle iniziative, prima fra tutte una maggiore integrazione fra la redazione del Giornale cartaceo e quella del Giornale online, dirette a un rilancio della testata che si dimostra sempre più urgente e che richiede, come è evidente, un cambio di strategia rispetto al passato».

In questa situazione estremamente difficile, i giornalisti del Giornale confidano che il direttore Alessandro Sallusti si attivi nell'ambito del suo ruolo per la salvaguardia della testata, del suo prodotto e della sua redazione. «Farò di tutto perché la trattativa che si apre porti soluzioni meno dolorose per tutti», ha replicato il direttore Sallusti.

In vista della trattativa che sta per aprirsi con la Fieg e la Fnsi sulla procedura della 'solidarietà', l'assemblea dei giornalisti del Giornale ha deciso all'unanimità di portare da due a cinque i giorni di sciopero che il Comitato di redazione può proclamare quando riterrà più opportuno. (Ansa – Milano, 11 dicembre 2018)

Alg e Fnsi: «Al fianco dei colleghi in ogni azione che intenderanno avviare»
L'azienda conferma la volontà di chiedere un ammortizzatore sociale al 30% e i giornalisti ribadiscono con fermezza che quella è una linea inaccettabile: a farne le spese non sono solo le retribuzioni dei redattori, ma anche la qualità dell’informazione. È quanto accade a il Giornale.
L'Associazione Lombarda dei Giornalisti e la Federazione nazionale della Stampa italiana confermano nuovamente la stretta vicinanza ai colleghi ai quali sarà garantito il supporto per ogni azione che intenderanno avviare. «È sempre più sconcertante - dicono Alg e Fnsi - vedere come le aziende e il loro management, senza alcun progetto di rilancio editoriale, affrontino i momenti di difficoltà scaricando esclusivamente i sacrifici sulla pelle dei lavoratori. I giornalisti sono gli unici ad avere a cuore le sorti dell'informazione: i giornalisti non possono essere gli unici chiamati a pagare errori e inefficienze di chi dovrebbe gestire le aziende».
Come riporta l'Ansa, l'assemblea dei giornalisti de il Giornale giudica «irricevibile» la proposta dell'azienda, «sia per l'entità del sacrificio economico richiesto ai dipendenti e sia per gli effetti estremamente negativi che l'impiego di una forza lavoro ridotta ogni giorno del 30% avrebbe sulla qualità del quotidiano che i lettori trovano in edicola». I giornalisti hanno preso atto «con profondo sconcerto» della confermata volontà dell'azienda di tagliare del 30% le retribuzioni del personale nell'ambito della procedura di 'solidarietà' che dovrebbe contribuire a far uscire il Giornale dalla crisi nella quale si trova.
«Proposta tanto meno accettabile - si legge nella nota dei giornalisti de il Giornale - in quanto il management che ha gestito l'azienda negli ultimi anni non ha assunto impegni concreti né sulle misure che, dirette a contenere i costi, riducano il contributo richiesto ai dipendenti né sulle iniziative - prima fra tutte una maggiore integrazione fra la redazione del Giornale cartaceo e quella del Giornale online - dirette a un rilancio della testata che si dimostra sempre più urgente e che richiede, come è evidente, un cambio di strategia rispetto al passato».

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