Cerca nel sito
Cerca nelle notizie
Dal
Al
Home  |  News  |  Fnsi
Fnsi | 30 Giu 2010
CONDIVIDI:

Il Segretario generale della Fnsi: “La calendarizzazione del ddl rappresenta un ‘atto di forza’, la 'giornata del silenzio dell'informazione' resta per il 9 luglio” Le modalità dell'astensione dal lavoro Poligrafici e ammini

La calendarizzazione in aula alla Camera del ddl Intercettazioni rappresenta un ''atto di forza'' secondo il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, che conferma la ''giornata del silenzio dell'informazione'' indetta per il 9 luglio.Pubblichiamo le modalità dello sciopero e il comunicato della Segreteria nazionale Slc-Cgil

La calendarizzazione in aula alla Camera del ddl Intercettazioni rappresenta un ''atto di forza'' secondo il segretario della Federazione nazionale della stampa, Franco Siddi, che conferma la ''giornata del silenzio dell'informazione'' indetta per il 9 luglio.
Pubblichiamo le modalità dello sciopero e il comunicato della Segreteria nazionale Slc-Cgil

''Sappiamo che le procedure parlamentari possono definire date differenti per l'approvazione del provvedimento - ha detto Siddi a margine della presentazione al Parlamento della Relazione annuale del Garante privacy – ma oggi è stato compiuto un atto di forza, un segnale indicativo di una volontà negativa verso ipotesi di riflessione più profonda per migliorare la legge''.
''Perciò - ha sottolineato il segretario della Fnsi - confermiamo tutte le iniziative di contrasto e promozione della consapevolezza pubblica sui danni gravi che il ddl intercettazioni comporta. Domani ci saranno un po' in tutta Italia manifestazioni di intensità ancora più evidente. E poi resta confermata anche la giornata del silenzio del 9 luglio: un silenzio rumoroso, che è indignazione e protesta''. (ANSA)

 

 

La Federazione Nazionale della Stampa Italiana comunica:

 

I giornalisti italiani hanno proclamato per il 9 luglio, la giornata del silenzio dell’informazione una giornata di silenzio per protestare contro il disegno di legge Alfano che limita pesantemente la libertà di stampa e prevede pesanti sanzioni contro editori e giornalisti che danno conto di fatti di cronaca giudiziaria ed indagini investigative. I giornalisti italiani si asterranno dal lavoro con le seguenti modalità:

 

i giornalisti dei quotidiani, dei service e delle strutture sinergiche nazionali e locali  si asterranno dal lavoro nella giornata di giovedì 8 luglio per impedire l’uscita dei quotidiani nella giornata di venerdì 9 luglio;

i giornalisti delle agenzie di stampa, si asterranno dal lavoro dalle ore 07.00 di venerdì 9 luglio alle ore 07.00 di sabato 10 luglio;

i giornalisti delle testate web e dei siti on-line, ancorché collegate a testate stampate, quotidiane o periodiche, si asterranno dal lavoro dalle ore 06.00 di venerdì 9 luglio alle ore 06.00 di sabato 10 luglio. I comitati ed i fiduciari di redazione delle stesse testate e degli stessi siti sono chiamati verificare, con le rispettive direzioni, la possibilità di oscurare nella stessa giornata la parte informativa della testata o del sito sostituendola con comunicati, immagini illustrative ed informazioni sulle iniziative sindacali per il diritto di cronaca e il diritto dei cittadini all’informazione;

i giornalisti free-lance, i collaboratori ed i corrispondenti si asterranno dal lavoro secondo le modalità previste per i giornalisti della testata per la quale prestano la loro opera;

i giornalisti degli uffici stampa si asterranno dal lavoro per l’intera giornata di venerdì 9 luglio;

i giornalisti dell’emittenza radiotelevisiva pubblica e privata analogica e digitale, nazionale e locale, dei giornali telematici, dei siti web, dei portali internet e dei canali tematici satellitari legati o no a network terrestri si asterranno dal lavoro a partire dalle ore 06.00 di venerdì 9 luglio alle ore 06.00 di sabato 10 luglio.

Nel corso della manifestazione del silenzio, nelle emittenti radiotelevisive, saranno assicurati soltanto i notiziari in forma ridotta previsti da eventuali accordi aziendali. Pertanto, si prevede che non vada in onda nessuna trasmissione o rubrica giornalistica, né andranno in onda trasmissioni registrate in giornate precedenti, che abbiano come conduttori o protagonisti giornalisti, né avvenimenti sportivi con la cronaca di giornalisti. In ogni caso sarà assicurata la presenza dei comitati di redazione in tutte le redazioni al fine di predisporre notiziari straordinari in presenza di eventi di particolare gravità e interesse per l’utenza;

i giornalisti dei periodici parteciperanno alla giornata del silenzio con astensione dalle prestazioni e sospensione dell’aggiornamento degli eventuali siti web della loro testata il giorno 9 luglio p.v. I comitati e fiduciari di redazione delle testate periodiche sono altresì chiamati a richiedere la pubblicazione sul primo numero utile della loro testata di comunicati sulle motivazioni della giornata del silenzio e a sollecitare le rispettive direzioni perché siano fatti conoscere ai lettori i motivi della protesta.

 

CGIL-SLC: NO AI TAGLI, NO AI BAVAGLI!

Il settore dell’editoria è attraversato in modo particolarmente pesante dagli effetti della crisi: a monte, la produzione cartaria destinata all’editoria è penalizzata dai costi energetici e dai costi delle materie prime e, a valle, l’intero settore editoriale è colpito dal crollo del mercato pubblicitario e dalla minore capacità di spesa delle persone.

In questo quadro non c’è stata una azione del governo tesa a contenere gli effetti della crisi per proteggere e tutelare un settore costituzionalmente garantito. Al contrario, il governo, negli ultimi due anni, ha prodotto una serie di norme - espropriando regolarmente il Parlamento - che hanno rappresentato un vero e proprio stillicidio per la carte stampata; addirittura con norme – vedi, da ultimo, l’eliminazione dei contributi postali – applicate con effetto retroattivo rispetto alla definizione dei bilanci delle imprese.

La manovra finanziaria, oltre a non introdurre nessun elemento di sostegno ai settori produttivi, ancora una volta penalizza i soliti noti, è profondamente iniqua ed è destinata a deprimere ulteriormente il potere di acquisto di stipendi e pensioni.

Le modifiche del sistema previdenziale, di fatto, introducono l’aumento di un anno per l’accesso ai trattamenti pensionistici per tutti coloro che, comunque, il lavoro continuano ad averlo; ma questa norma rischia di diventare un dramma per quelli che il lavoro lo hanno perso o lo perderanno: tra questi, anche quelli dei nostri settori industriali che, negli ultimi anni, sono stati espulsi dalle imprese per effetto della crisi e del conseguente restringimento della base occupazionale.

Come se tutto ciò non bastasse, se la Camera dovesse approvare il DdL sulle intercettazioni già approvato dal Senato, sull’intero sistema editoriale calerebbe un silenzio incompatibile con qualsiasi paese democratico. Non vi è oramai alcun dubbio che i tagli fin qui operati sulla stampa sono stati propedeutici e finalizzati al bavaglio finale. Vale la pena di ricordare che la stampa, nel nostro Paese, è forse ancora l’unico ambiente nel mondo dell’informazione, tolta qualche eccezione, nel quale il pluralismo esiste e resiste.
Va difeso il diritto della libera stampa di informare e il diritto dei cittadini di essere informati.

Per queste ragioni, SLC-CGIL, di intesa con la Confederazione, ha deciso di posticipare all’8 luglio, per i poligrafici, lo sciopero generale già indetto dalla CGIL per il 25 giugno.

Pertanto, per tutti i lavoratori dipendenti di aziende editrici e stampatrici di giornali quotidiani ed agenzie di stampa, lo sciopero è indetto per tutti i turni e per l’intero turno del giorno 8 luglio 2010.

SEGRETERIA NAZIONALE SLC-CGIL

 

 

@fnsisocial
  Vedi altre news

Articoli correlati

Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalita illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Leggi di più