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Media | 13 Mag 2019
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'Illuminare le periferie', presentato a Roma il secondo Rapporto sugli esteri nei tg italiani

A parlarne, nell'ambito della tappa capitolina del Festival dei Diritti Umani, Anna Meli di Cospe, onlus che assieme all'Osservatorio di Pavia ha curato lo studio; Vittorio Di trapani, dell'Usigrai; Giuseppina Paterniti, direttrice del Tg3; Ivana Tamai, dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.
La copertina del Rapporto 'Illuminare le periferie 2019'

Presentato sabato 11 maggio al Maxxi di Roma, nell'ambito della tappa romana del Festival dei Diritti Umani, il secondo rapporto sugli esteri nei tg italiani 'Illuminare le periferie': un'indagine quantitativa e qualitativa che racconta quanta informazione arriva nelle tv italiane su temi internazionali e sociali. A parlarne Anna Meli di Cospe onlus, ong che assieme all'Osservatorio di Pavia ha curato il rapporto; Vittorio Di trapani, segretario dell'Usigrai; Giuseppina Paterniti, direttrice del Tg3; Ivana Tamai, dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo.

Dal rapporto emerge chiaro un dato: ci sono notizie che nei Tg italiani, erano e rimangono 'periferiche'. Sono quei luoghi e quei temi dimenticati o poco raccontati: povertà, conflitti endemici, epidemie, conflitti, terrorismo, relazioni internazionali e politica estera.  «Abbiamo fortemente voluto questo studio perché lavorando nella comunicazione della cooperazione internazionale, ci siamo resi conto della difficoltà di far 'uscire' su tv e media generalisti certi temi, certi Paesi e contesti che sono a nostro parere fondamentali per capire e interpretare il mondo in cui viviamo. Non volevamo fermarci a una percezione, questo studio ci dà dei dati da cui partire e riflettere», ha osservato Anna Meli.

«Il rapporto è uno strumento indispensabile, lo diffonderemo in tutte le nostre redazioni e attraverso le formazioni professionali, perché sia elemento di studio e di riflessione. L'agenda delle notizie si può cambiare e influenzare, se alziamo lo sguardo», ha aggiunto Vittori di Trapani.

Lo studio, sostenuto anche dalla Fnsi e condotto da Paola Barretta e Giuseppe Milazzo, ricercatori dell'Osservatorio di Pavia, ha analizzato le edizioni del prime time delle sette reti generaliste: Tg1, Tg2, Tg3 per le reti Rai; Tg4, Tg5 e Studio Aperto per le reti Mediaset e il TgLa7 per La7 analizzando oltre 14.000 notizie.

«Il Tg3, con le finestre di approfondimento come Tg3 Mondo, i reportage andati nel corso delle edizioni del telegiornale delle 19 a dicembre sui conflitti dimenticati, gli approfondimenti sui paesi europei al voto di maggio, ha rilevato che l'attenzione c'è. E che va soltanto coltivata. Con coraggio e anche cercando forme nuove per arrivare alle persone. È una strada che perseguiamo con convinzione e che sono anche suffragate da buoni ascolti. La sensibilità a questi temi non può essere sporadica», ha spiegato Giuseppina Paterniti.

Secondo il rapporto, nel 2018, le notizie di esteri, con il 19% di attenzione, torna ai valori del triennio 2012-2014: 9721 notizie in un anno, con un calo di visibilità quasi del 30% rispetto al 2016 (e una media di 3,8 notizie a notiziario). Inoltre i racconti di guerre e conflitti appaiono ridotti: il 4% di attenzione, il dato più basso in 7 anni di monitoraggio (2012- 2018).

Povertà, conflitti endemici, epidemie, restano il fanalino di coda con l'1% di visibilità, qualificandosi come 'gli invisibili' della pagina estera. Pagina che, in senso stretto (conflitti, terrorismo, relazioni internazionali e politica estera) passa dal 9% degli anni 2012-2014, al 16% del 2015, e al 20% nel biennio 2016-2017, per poi diminuire in modo significativo nel corso 2018 con un'attenzione pari al 9% (sul complessivo dell'agenda dei telegiornali), e tornare in linea con le rilevazioni di 5 anni fa.

Il rapporto cita poi almeno un dato confortante: sempre di più nei servizi compaiono le opinioni della società civile, delle associazioni, delle ong, dell'Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo, impegnata nella divulgazione e conoscenza dei Paesi dove è presente. E la centralità di questa 'nuova' voce dalle periferie si accompagna alla copertura di alcuni temi, meno presenti negli anni precedenti, come ad esempio i diritti negati e gli effetti della crisi economica sulle persone comuni.

PER APPROFONDIRE
Il Rapporto 'Illuminare le periferie 2019' è disponibile a questo link.

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