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Appelli | 30 Apr 2019
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L'Unità, dopo l'annuncio di Santoro appello degli ex giornalisti per il rilancio della testata

Una raccolta di firme aperta a tutti per far rinascere il quotidiano fondato da Antonio Gramsci nel 1924, di fatto chiuso da due anni. È l'ultima iniziativa promossa da alcuni ex lavoratori del giornale. «Una sfida che condividiamo con fiducia», scrivono. Per aderire basta scrivere a appelloxlunita@gmail.com.
Appello degli ex giornalisti per il rilancio dell'Unità

Un appello pubblico e una raccolta di firme per il rilancio dell'Unità. È l'ultima iniziativa promossa da alcuni ex giornalisti ed ex poligrafici del quotidiano dopo che, pochi giorni fa, il giornalista Michele Santoro ha annunciato l'intenzione di acquistare il giornale fondato da Antonio Gramsci, di fatto chiuso da due anni, per rilanciarlo.

«Già qualche mese prima dell'annuncio un gruppo di ex giornalisti ed ex poligrafici del quotidiano, passati dalle sue redazioni nel corso di varie generazioni, avevano cominciato a coordinarsi per contribuire a tutelare il quotidiano, il suo archivio e il patrimonio che rappresenta. La mossa di Santoro ha riacceso anche le speranze dei lavoratori in organico al momento delle chiusura, ancora impegnati in una dura vertenza con la proprietà. Non possiamo che guardare con favore all'iniziativa di Santoro», spiegano i lavoratori.

«Pensiamo – incalzano – che chi fa riferimento alla sinistra democratica (lo sottolineiamo: la questione non riguarda soltanto il Pd, ma tutta la sinistra) abbia bisogno, oggi più che mai, di una testata con una missione molto semplice, sebbene tutt'altro che facile, da compiere: interpretare il bisogno e la richiesta di informazione e di approfondimento da parte di un'area politica e culturale che oggi appare divisa, delusa, smarrita».

Ecco il senso dell'iniziativa, aperta a tutti, volta al rilancio dell'Unità. Per aderire alla raccolta di firme basta inviare una mail a appelloxlunita@gmail.com.

PER APPROFONDIRE
Ecco si seguito il testo completo dell'appello per il rilancio del quotidiano l'Unità.

Si torna a parlare del quotidiano l'Unità, a due anni dall'ultima uscita in edicola. Succede grazie a un'iniziativa del giornalista Michele Santoro, che ha avanzato la proposta di acquistare la testata dal gruppo Pessina, cui era stata ceduta – in modo discutibile da vari punti di vista – col placet del Pd renziano. È una buona notizia per i lavoratori ancora in cassa integrazione e per quelli – numerosi – che sono rimasti senza ammortizzatori sociali dopo la chiusura nel luglio 2014; è una buona notizia per la sinistra democratica, che ha bisogno di rinascere forte e credibile. Forse si sta aprendo un'epoca che può portare al rilancio del giornale fondato nel 1924 da Antonio Gramsci; un'epoca in grado di garantire anche il recupero del suo prezioso archivio, che raccoglie la memoria della sinistra italiana, reso inaccessibile per lungo tempo a chiunque. Noi siamo alcuni dei giornalisti e dei poligrafici che, in tempi diversi, hanno lavorato all'Unità. Non possiamo che guardare con favore all'iniziativa di Santoro. Perché pensiamo che chi fa riferimento alla sinistra democratica (lo sottolineiamo: la questione non riguarda soltanto il Pd, ma tutta la sinistra) abbia bisogno, oggi più che mai, di una testata con una missione molto semplice, sebbene tutt'altro che facile, da compiere: interpretare il bisogno e la richiesta di informazione e di approfondimento da parte di un'area politica e culturale che oggi appare divisa, delusa, smarrita. Siamo certi che l'Unità – puntando su tutti i mezzi a disposizione per 'fare informazione' – possa assumere questo ruolo: forte del suo patrimonio di professionalità, orgogliosa della sua collocazione politica e sociale, capace davvero di dire 'qualcosa di sinistra'. Ruolo che potrà assumere se non sarà costretta ancora a essere il megafono di un gruppo di potere o di una segreteria di partito. Il Pd, dal canto suo, dovrebbe finalmente ammettere le proprie responsabilità rispetto alla sconsiderata dismissione del giornale. Di certo non occorre più un partito-editore. Serve un partito solidale, aperto, al passo con i tempi, che non ostacoli e mortifichi un auspicabile rilancio de l'Unità. Non solo: dovrebbe garantire il suo contributo per 'dissequestrare' la testata, oggi in mano a un gruppo imprenditoriale che ha altri interessi. Il rilancio de l'Unità è comunque una sfida che noi condividiamo con fiducia.

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