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Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella (Foto: quirinale.it)
Anniversario 08 Gen 2018

Mafia, 25 anni fa l'omicidio di Beppe Alfano. Il ricordo del presidente della Repubblica

Il capo dello Stato ha rivolto un «partecipe e commosso omaggio» alla memoria del giornalista ucciso l'8 gennaio 1993 a Barcellona Pozzo di Gotto. Il suo «straordinario esempio, come quello di tutte le altre vittime della violenza mafiosa, rafforza i principi fondanti della democrazia», scrive Mattarella.

Lo «straordinario esempio» di Beppe Alfano, «come quello di tutte le altre vittime della violenza mafiosa, rafforza i principi fondanti della democrazia, nel comune impegno di soggetti istituzionali, cittadini e forze politiche e sociali contro ogni forma di barbarie e a garanzia della pacifica convivenza». Lo scrive il presidente della Repubblica Sergio Mattarella in una dichiarazione nel venticinquesimo anniversario dell'assassinio del giornalista siciliano.

«Nel venticinquesimo anniversario del brutale assassinio, per mano mafiosa, di Beppe Alfano – dice Mattarella – desidero rendere il mio partecipe e commosso omaggio alla sua memoria. Giuseppe Aldo Felice Alfano, detto Beppe, insegnante di educazione tecnica con la passione del giornalismo, rientrato in Sicilia fu vittima di un vile attentato a Barcellona Pozzo di Gotto, mentre si trovava all'interno della sua auto».

«Collaboratore di alcune emittenti e testate locali, in una Sicilia scossa qualche mese prima dalle stragi di Capaci e di via D'Amelio, si era occupato di inchieste che svelavano affari e collusioni della criminalità organizzata oltre che abusi e inadempienze delle amministrazioni pubbliche. Il suo tenace impegno nella ricerca della verità e della giustizia – sostiene il Capo dello Stato – costituisce una autentica testimonianza di partecipazione dei cittadini alla affermazione della legalità accanto alle istituzioni, nel contrasto alle reti di complicità delle organizzazioni criminali. Il suo straordinario esempio, come quello di tutte le altre vittime della violenza mafiosa, rafforza i principi fondanti della democrazia, nel comune impegno di soggetti istituzionali, cittadini e forze politiche e sociali contro ogni forma di barbarie e a garanzia della pacifica convivenza». (Ansa – Roma, 8 gennaio 2018)

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