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Iniziative | 17 Mag 2018
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Omicidio Rocchelli, rinviato a giudizio Vitaly Markiv. Fnsi e Alg: «Continuare a cercare verità e giustizia»

Il processo al 29enne ucraino accusato dell'omicidio del fotoreporter ucciso il 24 maggio 2014 in Ucraina assieme al giornalista russo Andrej Mironov inizierà il 6 luglio. Federazione nazionale della Stampa e Associazione Lombarda dei Giornalisti, assistite dallo studio legale Pisapia, si sono costituite parti civili.
I genitori di Andrea Rocchelli

Il Gup del Tribunale di Pavia ha disposto il rinvio a giudizio di Vitaly Markiv, il 29enne ucraino accusato dell'omicidio del fotoreporter pavese Andy Rocchelli e del tentato omicidio del giornalista francese William Raguelom. Nell'agguato, avvenuto il 24 maggio 2014 a Sloviansk (nella regione del Donbass, in Ucraina), è stato ucciso anche il giornalista russo Andrej Mironov. Il processo inizierà il 6 luglio.

Nel corso dell'udienza preliminare, la famiglia Rocchelli, difesa dagli avvocati Tambuscio e Ballerini, insieme con la Federazione nazionale della Stampa italiana e l'Associazione Lombarda dei Giornalisti, assistite dallo studio legale Pisapia, si sono costituite parti civili.

«Ringraziamo l'avvocato Giuliano Pisapia e il suo studio per aver accettato di seguire il processo per conto del sindacato dei giornalisti. Andy Rocchelli e Andrej Mironov, professionisti seri e preparati, hanno dato la vita pur di raccontare cosa stava accadendo in quella terra lontana martoriata dalla guerra. Per questo, anche per loro, continueremo a chiedere fino alla fine che vengano fatte verità e giustizia», commentano il segretario generale e il presidente della Fnsi, Raffaele Lorusso e Giuseppe Giulietti e il presidente dell'Alg, Paolo Perucchini.

«La costituzione di parte civile è un passaggio importante perché ribadisce l'impegno da sempre profuso dal sindacato a tutela della libertà di stampa e del pluralismo dell'informazione, ma anche a difesa dell'incolumità dei giornalisti impegnati, in Italia e ovunque nel mondo, a garantire ai cittadini il diritto ad essere correttamente informati», rileva l'avvocato Pisapia.

@fnsisocial
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