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Associazioni | 19 Giu 2017
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Palermo, il presidente Giulietti al Giardino della memoria: «Patrimonio nazionale contro mafie e illegalità»

«Il sindacato sposerà ogni progetto di sviluppo di questo luogo», ha detto il presidente della Fnsi durante l'incontro che ha preceduto la visita a Cianculli. Fra gli altri temi affrontanti anche le fake news, il bando per l'assegnazione dei servizi di informazione primaria alla P.A., occupazione e precariato.
La visita al Giardino della memoria
L'incontro in Assostampa

«Il Giardino della memoria è un patrimonio nazionale che non serve solo per ricordare, ma anche come stimolo all'azione di contrasto alle mafie e all'illegalità. Il mio augurio è che non ci siano più alberi da piantare e che diventi un grande laboratorio all'aperto per i giovani, perché sposa la memoria con l'educazione alla legalità». Così il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, durante l’incontro nella dell'Associazione Stampa Siciliana, oggi a Palermo, che ha preceduto la visita al sito di Cianculli.

Nel corso dell'incontro, a cui hanno preso parte – oltre ai rappresentanti dell'Assostampa – anche il presidente dell'Unci Alessandro Galimberti, il vicepresidente Leone Zingales e il presidente dell'Ordine dei giornalisti di Sicilia Riccardo Arena,  è stato anche presentato un opuscolo informativo sul Giardino della memoria gestito da Unione nazionale cronisti e Associazione nazionale magistrati che sarà distribuito alle comitive, scolastiche e non solo, che periodicamente visitano il sito.

«Trovo questo luogo una delle più belle iniziative ideate e pensate dai cronisti italiani – ha osservato Giulietti – che merita non solo tutto il supporto della Federazione della stampa, ma anche quello della società civile siciliana e italiana. La Federazione sposerà ogni ulteriore progetto di sviluppo di iniziative di questo luogo nel quale si usa la memoria per costruire un futuro senza mafie, del quale tutta l'Italia dovrebbe essere orgogliosa».

Durante l'incontro spazio anche ad altri temi, come le fake news, il bando di gara europea per l'assegnazione dei servizi di informazione primaria per la Pubblica amministrazione, l’occupazione nel settore dell’editoria.

«Per contrastare le fake news basta applicare le leggi che ci sono. Già oggi – ha detto il presidente Giulietti – ciascuno di noi, se vuole, in presenza di un post o di una notizia o di un commento che incita all'assassinio, all'olocausto e al femminicidio può cancellarla, può rivolgersi alla polizia postale e può rendere pubblici i nomi di coloro che istigano all'odio. Molto spesso questo non accade ed è giunto il momento che anche i giornalisti prendano la bandiera del contrasto del linguaggio della violenza. La Fnsi sarà alla testa di questa campagna contro la violenza».

Mentre in tema di agenzie di stampa, Giulietti ha ribadito la posizione del sindacato dei giornalisti: «Non c'era bisogno di alcuna gara europea, le agenzie sono un patrimonio nazionale e provvedono a tutti gli altri mezzi di comunicazione. Il bando non era mai stato fatto in precedenza e, probabilmente, sarebbe stato giusto riformulare la legge e arrivare a un accordo quadro, a una convenzione con tutte le agenzie italiane. Non dobbiamo dimenticarci che se si spengono le agenzie si spengono anche le autostrade della comunicazione per molte emittenti e per molti giornali in Italia. La sensazione è che il governo debba tornare a riflettere sul ruolo e sulla funzione delle agenzie. La via della gara è un via sbagliata».

E infine, sugli altri temi di interesse per la categoria: «Per tanti anni – ha affermato il presidente Fnsi – i governi non hanno assunto alcun provvedimento, né per la riforma dell'editoria, né per quella dei contributi alle emittenti locali e nemmeno per l'Ordine dei giornalisti. Ora il governo ha cominciato a concepire degli elementi di riforma del settore, ma sono ancora pochi e insufficienti: si procede ancora con delle pezze. Manca una riforma organica del settore nuove regole antitrust, sulle fusioni; tutte le norme tendono a riguardare le proprietà esistenti. Ora è il tempo di formulare una legge sull'editoria che guardi al lavoro che non c'è e alle centinaia di nuove aziende online dell'emittenza e dell'editoria che spesso non hanno alcun riconoscimento, ma proprio lì si sta formando la nuova occupazione. La sfida con il governo è di arrivare a una legge sull'editoria che parli al futuro e non sani solo il passato».

Tanto più che anche nella manovra di recente approvata «mancano – ha concluso Giulietti – gli incentivi più importanti, quelli al sostegno del lavoro e del contrasto al precariato. Il governo ha assunto alcuni provvedimenti anche positivi, ma riguardano in primo luogo la crisi degli editori, la necessità di risanare i bilanci e di accompagnare fuori persone che hanno superato i 30-35 anni della professione. Mentre oggi c'è un esercito di ragazzi, molti non più giovani, che guadagnano pochissimo, che non hanno le condizioni di libertà minime e che non possono fare questo mestiere con la necessaria autonomia e libertà. È giunto il momento che il governo dia un segnale a questo vasto esercito di precari perché finora questo segnale non c'è stato».

Giulietti: «Ricordare il sacrificio di cronisti come De Mauro e Francese è il presupposto per imparare dal passato e per guardare avanti senza distinzioni tra Paesi, tra tessere professionali e appartenenze associative»
Fuori programma nell’ambito della presentazione del dépliant dedicato alla storia del Giardino della memoria, che si è svolto ieri nella sala convegni dell’Assostampa siciliana. Il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti, si è fermato davanti alla lapide che ricorda Mauro De Mauro, in viale delle Magnolie e ha sostato per qualche minuto.
«Stavamo raggiungendo la sede dell’Assostampa – ha osservato il presidente regionale dell’Unci, Andrea Tuttoilmondo – e nel traffico di Palermo abbiamo seguito un percorso che ci consentisse di arrivare in tempo all’ora fissata per l’evento, siamo passati dal viale delle Magnolie. Il vicepresidente nazionale, Leone Zingales, si è accorto pochi istanti prima che l’auto stava per transitare da viale delle Magnolie e ci siamo fermati davanti alla lapide che ricorda De Mauro».
«Come ho detto a Torino, in occasione della Giornata della Memoria promossa dall’Unci – ha detto il presidente della Fnsi, Giuseppe Giulietti – ricordare il sacrificio di cronisti come Mauro De Mauro e Mario Francese è il presupposto per imparare dal passato e per guardare avanti senza distinzioni tra Paesi, tra tessere professionali e appartenenze associative».
Ieri al Giardino della memoria di Ciaculli il presidente della Fnsi, Giulietti, ed il presidente dell’Unci, Alessandro Galimberti, insieme al vicepresidente nazionale dell’Unci, Leone Zingales, hanno condiviso un momento di riflessione davanti all’albero che ricorda il giornalista Mario Francese, ucciso dalla mafia a Palermo nel 1979. Oltre a Giulietti e a Galimberti c’erano il consigliere nazionale della Fnsi, Luigi Ronsisvalle, il segretario regionale dell’Assostampa siciliana, Alberto Cicero, il presidente dell’Unci Sicilia, Andrea Tuttoilmondo, ed il presidente regionale dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia, Riccardo Arena. (Fonte: comunicato Unci)

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