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Associazioni | 13 Set 2019
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Puglia, per l'agenzia sanitaria regionale il giornalismo è 'al massimo ribasso'. L'Assostampa: «Bando vergognoso»

Sindacato e Odg chiedono che «l'Aress revochi subito la procedura con cui intende reclutare tre giornalisti per l'attività di ufficio stampa in occasione delle giornate dedicate al Forum sulla sanità in Fiera». Un'anomalia «che rischia di diventare un vero e proprio caso in tutta Italia», ammoniscono.
Bepi Martellotta (Assostampa) e Piero Ricci (Odg Puglia)

«L'agenzia sanitaria regionale Aress revochi subito il bando pubblicato sul portale Empulia con cui intende reclutare 3 giornalisti tramite gara al massimo ribasso per l'attività di ufficio stampa in occasione delle giornate dedicate al Forum sulla sanità in Fiera». A chiederlo sono l'Ordine dei giornalisti della Puglia e  l'Associazione della Stampa di Puglia, ricordando che «i giornalisti sono professionisti da retribuire sulla base di quanto previsto dal contratto nazionale di lavoro, non imprese che si aggiudicano le aste al ribasso sottopagando i propri dipendenti», si legge in una nota congiunta.

«L'Aress in un colpo solo è  riuscita, con questa gara aperta dal 10 al 16 settembre,  a tradire tutte le normative dedicate al lavoro giornalistico. Oltre alla mancata osservanza della legge 150/2000, si richiede che i 3 interessati si riducano da soli la remunerazione (base d'asta 2000 euro  complessivi ) per aggiudicarsi il bando in base al quale svolgere un'intensa attività  giornalistica (comunicati stampa, report, interviste) seguendo una ridda di convegni nell'ambito del Forum», incalzano Ordine e sindacato.

«Ricordiamo all'Aress – concludono – che non più  di dieci giorni orsono,  d'intesa con la Struttura Comunicazione istituzionale della Regione, sono stati estratti con sorteggio dalle liste di disoccupazione Inpgi tre giornalisti per l'attività di ufficio stampa della Regione in Fiera: saranno retribuiti da Agenzia 41, sulla base delle tabelle del Ccnlg, come indicato da Assostampa, per i dieci giorni di lavoro che saranno chiamati a svolgere, e non certo al massimo ribasso. Sarebbe stata sufficiente una semplice comunicazione tra uffici della Regione per evitare un'anomalia che rischia di diventare un vero e proprio caso in tutta Italia: un ente pubblico che sfrutta professionalità  reclutandole al massimo ribasso».

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