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Vertenze | 22 Mag 2019
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Radio radicale, il Cdr: «Ci vogliono spegnere, non lasceremo nulla di intentato»

Dopo lo stop agli emendamenti al dl Crescita che chiedevano una proroga della convenzione con il Mise, i lavoratori dell'emittente annunciano battaglia e chiedono a Roberto Giachetti, ringraziandolo per la sua iniziativa, di sospendere almeno lo sciopero totale della sete.
Il Cdr e il direttore di Radio Radicale con il segretario Lorusso e il presidente Giulietti

«Prendiamo atto che in Parlamento sembra prevalere la volontà di spegnere Radio Radicale e di cancellare un servizio pubblico che dura da 43 anni buttando in strada oltre 100 persone che senza fatti nuovi perderanno il loro lavoro. Speriamo che in Aula le cose possano cambiare, ma chi sta tentando di cancellarci può stare sicuro che non lasceremo nulla di intentato e andremo fino in fondo per difendere il nostro lavoro e la nostra storia». Lo si legge in una nota del Comitato di redazione di Radio radicale. 
«Ringraziamo Roberto Giachetti per la sua generosa iniziativa nonviolenta e gli chiediamo di sospendere almeno lo sciopero totale della sete per riorganizzare insieme la lotta per la vita di Radio Radicale. Non resteremo inermi e in silenzio di fronte ad un atto che non ha altra giustificazione se non quella di colpire un'esperienza unica come Radio Radicale nel quadro dell'attacco più generale in corso contro l'informazione democratica nel nostro Paese». (Agi)

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