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Servizio pubblico | 03 Ago 2018
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Rai, Fnsi e Usigrai: «Ecco perché Marcello Foa non può svolgere le funzioni di presidente»

«Il Parlamento lo ha giudicato non idoneo a ricoprire tale ruolo; e le decisioni del Parlamento vanno rispettate». E «come Consigliere anziano può, anzi deve, esclusivamente convocare il Consiglio per la nomina del presidente», rileva il sindacato, che ha costituito un osservatorio per monitorare le attività del Cda.
Giuseppe Giulietti, Raffaele Lorusso e Vittorio Di Trapani

«La legge sulla Rai e lo statuto dell'azienda sono chiari: il presidente della Rai è nominato dal Consiglio di amministrazione e 'diviene efficace' con il voto favorevole della commissione parlamentare di Vigilanza, espresso a due terzi dei componenti. Questo per assicurare che sia di 'garanzia' di tutte le realtà politiche, culturali e sociali. Pertanto il governo non ha alcun potere sulla scelta del presidente». Federazione nazionale della Stampa italiana e Usigrai tornano così sulle vicende che stanno interessando la tv pubblica dopo la nomina del nuovo Cda.

«Marcello Foa – prosegue il sindacato – è stato bocciato come presidente dalla Vigilanza. Pertanto, il Parlamento lo ha giudicato non idoneo a ricoprire le funzioni di presidente; e le decisioni del Parlamento vanno rispettate, soprattutto da chi non ha avuto la sua fiducia e che oggi non può cercare di 'saltare' la chiara decisione parlamentare autodichiarandosi 'cooordinatore' del Consiglio di amministrazione (carica, peraltro, non prevista in alcuna disposizione)».

Nel parere chiesto da Fnsi e Usigrai, nell'ambito dell'osservatorio sulla legalità costituito per monitorare le attività del Cda, si legge inoltre: «Tenuto conto che, come da principi costituzionali affermati dalla Consulta, il controllo parlamentare 'serve ad evitare che il servizio pubblico radiotelevisivo venga gestito dal Governo', risulta palese che anche come Consigliere anziano non possa assumere le funzioni di presidente. A ciò si deve aggiungere che lo statuto Rai prevede che 'il Consiglio di amministrazione può nominare tra i suoi membri, senza compensi aggiuntivi, un vicepresidente. Al vicepresidente possono essere attribuiti esclusivamente i poteri di sostituzione del presidente in caso di sua assenza, impedimento o vacanza di carica. La nomina alla carica di vicepresidente diviene efficace dopo che sia divenuta efficace quella del presidente ai sensi del precedente articolo 22.1. In mancanza di un vicepresidente, la funzione e i poteri del presidente sono esercitati dal consigliere più anziano di età'».

Pertanto, concludono Fnsi e Usigrai, «se a un vicepresidente possono essere attribuiti i poteri del presidente, solo dopo che sia divenuta efficace la nomina del presidente, questo non può che essere vero anche per il Consigliere anziano, che esercita le funzioni e i poteri del presidente 'in mancanza di un vicepresidente'. Per queste ragioni, Marcello Foa come Consigliere anziano può, anzi deve, esclusivamente convocare il Consiglio di amministrazione per la nomina del presidente. Qualunque altro atto sarebbe in frode alla legge e allo statuto della Rai».

@fnsisocial
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