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Servizio pubblico | 01 Ago 2018
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Rai, la Vigilanza dice no a Foa. Fnsi e Usigrai: «Ora un presidente di garanzia: Riccardo Laganà o un cronista sotto scorta»

«È evidente che a questo punto non sono possibili escamotage per lasciare la presidenza nelle mani di una persona bocciata dal Parlamento», incalza il sindacato che propone al Cda e ai partiti di indicare il consigliere eletto dai lavoratori o uno dei giornalisti minacciati dalle mafie o da gruppi eversivi.
Il giornalista Marcello Foa

La commissione di Vigilanza sulla Rai non ha approvato la nomina di Marcello Foa a presidente della tv pubblica. Pertanto la nomina di Foa, dopo l'ok a maggioranza in Cda Rai, non è efficace: la legge prevede infatti il parere vincolante della Vigilanza, a maggioranza di due terzi (quindi 27 voti su 40), per la ratifica definitiva.

«Marcello Foa presidente della Rai era una fake news. Avallata dallo stesso giornalista, oltre che dai vicepresidenti del Consiglio dei ministri in dichiarazioni ufficiali», è il commento di Federazione nazionale della Stampa italiana e Usigrai.

«Il no della Vigilanza – proseguono – dimostra una volta di più che il Cda aveva indicato un nome governativo e non di garanzia. Grazie a chi non si è prestato al tentativo di piegare a interessi di parte una legge, che pure abbiamo sempre contestato e continuiamo a contestare. È evidente che ora non sono possibili escamotage per lasciare la presidenza nelle mani di una persona bocciata dal Parlamento, che per di più continua a risultare amministratore delegato di un'altra azienda editoriale».

A questo punto, incalzano Fnsi e Usigrai, «il Cda proceda subito, questa volta in autonomia, a scegliere un nuovo presidente, che sia finalmente di garanzia, ovvero non rappresentativo della sola maggioranza del governo di turno».

Federazione della Stampa e Usigrai, che hanno dato mandato ai loro legali di continuare e seguire l'evoluzione della vicenda e segnalare in ogni sede nuovi colpi di mano e violazioni delle norme e dei trattati internazionali in materia di servizi pubblici radiotelevisivi e libertà di informazione, avanzano quindi due proposte.

«Non siamo mai stati quelli del "no"», rileva il sindacato, «chiediamo solo il rispetto delle regole e dell'autonomia e dell'indipendenza della Rai Servizio Pubblico. Per questo mettiamo a disposizione del Cda e dei partiti due proposte concrete. Per la Presidenza della Rai si può scegliere l'unico componente del Consiglio di Amministrazione che non è stato nominato dai partiti: Riccardo Laganà, eletto con una straordinaria prova democratica dai dipendenti. In fase elettorale non è il candidato che abbiamo sostenuto, ma oggi è quello che ha i requisiti di Presidente di garanzia».

In alternativa, concludono Fnsi e Usigrai, Cda e partiti «possono indicare alla Presidenza della Rai una delle croniste o dei cronisti costretti a vivere sotto scorta perché minacciati dalle mafie o da gruppi eversivi. Nei giorni scorsi, in occasione dello scioglimento del Comune di Vittoria, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio ha dedicato l'atto del governo a uno di questo cronisti dicendo 'questo è il giornalismo che ci piace e di cui c'è bisogno'. E allora quale migliore opportunità per portare uno degli esempi di questo giornalismo alla Presidenza della Rai Servizio Pubblico?»

@fnsisocial
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