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Servizio pubblico | 18 Set 2019
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Rai, l'Usigrai alla Vigilanza: «Non può imporre ai giornalisti una policy sull'uso dei social»

La Commissione vuole che i dipendenti del servizio pubblico rispettino delle regole quando utilizzano i loro account personali e annuncia di avere già pronta una bozza di risoluzione. «Gli unici titolati a varare una policy sono l'azienda e i sindacati. Il confronto è già in corso», ribatte Vittorio Di Trapani.
Rai, l'Usigrai alla Vigilanza: «Non può imporre ai giornalisti una policy sull'uso dei social»

«La commissione di Vigilanza non ha alcun potere di imporre una policy social alla Rai. Anzi, è totalmente fuori luogo che la Vigilanza voglia stabilire i limiti di libertà e di espressione dei giornalisti della Rai Servizio Pubblico, il cui compito è esattamente quello di essere cani da guardia del potere». Intervistato da Repubblica.it, il segretario dell'Usigrai, Vittorio Di Trapani, commenta così la decisione della Commissione parlamentare di varare una risoluzione sull'uso dei social network destinata ai giornalisti Rai.

«Mentre sul piano di riforma delle news si muove con la marcia avanti adagio, guarda caso sul tema della policy la Vigilanza ha inserito una sospetta avanti tutta. Ancor più sospetta visto che è stata informata che è in corso il confronto tra gli unici soggetti che sono titolati a varare una policy: l'azienda Rai e i sindacati», aggiunge Di Trapani.

«Ricordo – conclude – che l'Usigrai chiede ormai da anni una policy social sul modello di quelle già esistenti in molti servizi pubblici europei, a partire dalla Bbc. Ma, con altrettanta chiarezza, abbiamo detto che la Rai non ha bisogno di nuove sanzioni: i valori e i doveri cui attenerci sono già chiaramente espressi dal Contratto di Servizio e dal Codice etico. Ulteriori limitazioni assumerebbero la forma di bavagli».

Anche l'ad della Rai, Fabrizio Salini, ha informato la commissione di Vigilanza che l'azienda sta lavorando «alla definizione di una specifica iniziativa sull'utilizzo dei social media applicabile ai dipendenti e collaboratori dell'azienda» che tenga conto del «principio di libera manifestazione del pensiero, costituzionalmente garantito», e ha annunciato che invierà ai parlamentari il testo della direttiva interna «auspicando che possa essere sostanzialmente condivisa».

PER APPRONFONDIRE
Il testo integrale dell'intervista al segretario dell'Usigrai è disponibile a questo link.

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