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Sentenze | 15 Ott 2018
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Raid al Roxy bar, riconosciuta dal giudice l'aggravante del metodo mafioso

Condannati a 4 anni e 10 mesi di carcere Alfredo Di Silvio, a 4 anni e 8 mesi il fratello Vincenzo e a 3 anni e 2 mesi il nonno dei due, Enrico. Erano accusati dell'aggressione ai danni del titolare e di una giovane disabile. Domani l'udienza del processo in cui è imputato il quarto componente del gruppo, Antonio Casamonica.
I rappresentanti dei giornalisti davanti al Roxy bar della Romanina

È stata riconosciuta l'aggravante del metodo mafioso per il raid compiuto il primo aprile scorso al Roxy Bar, un caffè in zona Romanina a Roma, ai danni del titolare e di una giovane disabile. Il gup di Roma  Maria Paola Tomaselli ha condannato a 4 anni e 10 mesi di carcere Alfredo Di Silvio, a 4 anni e 8 mesi il fratello Vincenzo e a 3 anni e 2 mesi il nonno dei due, Enrico.

I due fratelli erano accusati di lesioni e violenza privata, il nonno di minacce: a tutti era contestata l'aggravante del metodo mafioso. Il giorno dopo il raid al bar, Enrico Di Silvio andò dai due aggrediti facendo il nome dei Casamonica per tentare di convincerli a ritirare la denuncia.

Domani è prevista l'udienza davanti ai giudici della sesta sezione penale del processo in cui è imputato il quarto componente del gruppo responsabile del raid al Roxy Bar, Antonio Casamonica, accusato di lesioni e violenza privata aggravate dal metodo mafioso. Casamonica ha scelto di essere processato con rito ordinario.

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