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Internazionale | 09 Ott 2019
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Reworld Media, giornalisti in fuga dalle testate Mondadori France. La solidarietà della Fnsi

La denuncia dei sindacati: la gran parte dei dipendenti e decine di collaboratori autonomi hanno già fatto ricorso alla clausola che consente di interrompere il rapporto di lavoro percependo una indennità. Un esodo tale da compromettere la qualità, e in alcuni casi la sopravvivenza stessa, delle pubblicazioni.
I lavoratori di Mondadori France in piazza a Parigi contro la cessione (ottobre 2018)

È fuga delle redazioni delle testate di Mondadori France dopo la cessione, lo scorso 31 luglio, della controllata d'Oltralpe del gruppo italiano a Reworld Media. Lo denunciano i sindacati Cfdt, Cgc, Cgt, Fo e Snj, secondo i quali la grande maggioranza dei giornalisti (190 dipendenti su circa 330 e 74 collaboratori autonomi) ha già fatto ricorso alla cosiddetta 'clausola di cessione', l'istituto del diritto del lavoro francese che consente ai giornalisti che interrompono il rapporto di lavoro a seguito della cessione della testata di percepire una indennità di licenziamento. «Una emorragia senza precedenti che è il risultato della strategia shock adottata da Reworld Media da quando è diventata proprietaria della ex filiale francese del gruppo italiano», attaccano i sindacati.

In primo luogo, spiegano, «con la frettolosa finalizzazione della vendita in piena estate, Reworld Media e Mondadori hanno apertamente violato la decisione del Tribunale di Nanterre dell'11 luglio (in base alla quale Mondadori France avrebbe dovuto esperire la procedura di informazione e consultazione annuale del Comité social et économique sugli orientamenti strategici dell'azienda, ndr) negando quindi ai lavoratori il diritto di essere informati sul futuro delle testate e del loro lavoro».

In secondo luogo – proseguono Cfdt, Cgc, Cgt, Fo e Snj – Reworld Media «ha immediatamente imposto una 'interpretazione' della 'clausola di cessione' in evidente contrasto con le previsioni di legge, arrivando, per le centinaia di giornalisti non-dipendenti, a riservarsi la valutazione 'caso per caso' dell'applicazione della clausola, senza la pubblicazione di criteri oggettivi da parte della direzione. Cioè, potenzialmente, nella più totale arbitrarietà. Per quale ragione? Per non 'destabilizzare l'organizzazione delle redazioni'».

Motivazione che contrasta con «il rifiuto del nuovo management di impegnarsi per la sostituzione delle uscite», incalzano le sigle sindacali, che puntano il dito anche contro i nuovi dirigenti di Mondadori France, i quali «non hanno ritenuto opportuno rassicurare i dipendenti e sono rimasti sordi rispetto ai ripetuti avvertimenti dei rappresentanti dei lavoratori sulla valanga di dimissioni in arrivo».

Una situazione che nelle previsioni dei sindacati porterà nel giro di poche settimane allo svuotamento di intere redazioni, compromettendo la qualità delle riviste e, in alcuni casi, la loro stessa sopravvivenza. «Un enorme pasticcio – proseguono i rappresentanti dei giornalisti – cui non potrà porre rimedio il 'modello' applicato da Reworld Media nelle sue precedenti acquisizioni (esternalizzazioni di qualsiasi tipo, indipendentemente dalla qualità editoriale) e che mette a repentaglio il lavoro di tutti i dipendenti del Gruppo Mondadori France». Con pesanti ricadute su un settore, quello dell'editoria, già in difficoltà.

In un siffatto contesto, e alla luce dei risultati delle precedenti acquisizioni da parte di Reworld Media, «l'indifferenza del governo nell'ultimo anno, nonostante le molte sollecitazioni sia dei dipendenti che dei sindacati, rasenta la passività complice. Il sindacato – concludono i rappresentanti dei lavoratori – non può ammettere che si giochi agli apprendisti stregoni con la stampa e con il lavoro e prenderà tutte le iniziative necessarie per far rispettare la legge, preservare le testate e garantire gli interessi dei lavoratori».

La Federazione nazionale della Stampa italiana è al fianco dei colleghi francesi e si associa alla loro battaglia, come già fatto in passato, in nome di una informazione di qualità e del rispetto del lavoro giornalistico e delle norme che lo regolano.

@fnsisocial
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