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Fnsi | 07 Gen 2013
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Roberto Natale si dimette da Presidente del Sindacato "Ho accettato la candidatura alle elezioni politiche"

"Ho accettato la candidatura alle prossime elezioni politiche, e dunque rassegno immediatamente le dimissioni da Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana". Lo comunica il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale. "L'informazione italiana, - aggiunge - segnata da conflitti di interesse e da anomalie che ci tengono lontani dell'Europa, sta attraversando una crisi profonda, che soffoca l'autonomia, mette a rischio l'esistenza di tante voci essenziali, tiene in una devastante precarietà migliaia di colleghi, rende fragile il nostro pluralismo".

"Ho accettato la candidatura alle prossime elezioni politiche, e dunque rassegno immediatamente le dimissioni da Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana". Lo comunica il Presidente della Federazione Nazionale della Stampa Italiana, Roberto Natale. "L'informazione italiana, - aggiunge - segnata da conflitti di interesse e da anomalie che ci tengono lontani dell'Europa, sta attraversando una crisi profonda, che soffoca l'autonomia, mette a rischio l'esistenza di tante voci essenziali, tiene in una devastante precarietà migliaia di colleghi, rende fragile il nostro pluralismo".

"Sono indispensabili - spiega Natale - interventi profondi, da attuare mettendo a frutto - se avrò la possibilità di partecipare all'attività parlamentare - le proposte elaborate in questi anni non solo dalle rappresentanze el giornalismo italiano, ma anche da associazioni e movimenti sempre più attenti alla rilevanza dell'informazione. Ringrazio colleghe e colleghi coi quali ho lavorato in questi anni nel sindacato unitario dei giornalisti, che è stato per me la sede di un'esperienza preziosa anche dal punto di vista civile, perché il diritto-dovere di informare di noi giornalisti è stato sempre difeso in connessione col diritto dei cittadini a non vedersi sequestrato il diritto di sapere: un collegamento che ha permesso in questi anni di conseguire vittorie importanti come quelle contro il disegno di legge sulle intercettazioni e contro la riforma della diffamazione. Porto con me una domanda di libertà e di riforme alla quale mi sento impegnato a rimanere coerente".  (22 DICEMBRE 2012 - AGI)

LA LETTERA DI DIMISSIONI DI ROBERTO NATALE

Care colleghe, cari colleghi,
stavolta vi scrivo da ex Presidente. Come sapete, mi sono dimesso dall’incarico annunciandolo con una nota alle agenzie immediatamente dopo l’ufficializzazione della mia candidatura alla prossime elezioni politiche. Ma agli amici non si parla coi comunicati-stampa. Ci tengo perciò ad aggiungere qualcosa che entra a fatica nel genere retorico delle note ufficiali, e che però riguarda in profondità le ragioni per quali abbiamo percorso insieme un tratto non breve delle nostre vite (dal Congresso di Castellaneta sono passati più di 5 anni). 
Per parlare di questo mio passaggio, non userò né con voi né con nessun altro l’espressione “spirito di servizio”, come non l’ho mai usata negli anni del comune impegno sindacale. E’ una categoria nobile e necessaria, quella dello “spirito di servizio”, ma mi è sempre parsa alludere alla dimensione del sacrificio, più che a quella della passione civile. E invece si fa sindacato per passione civile, non per vocazione alla sofferenza e alla rinuncia. E’ così per tutti e tutte noi, quali che siano i nostri orientamenti sindacali e le questioni che ci hanno visto e ci vedono talvolta polemizzare. Ci tengo a sottolinearlo, in tempi nei quali l’attività sindacale (in genere, non solo quella del sindacato giornalisti) viene frequentemente rappresentata come esercizio burocratico e persino segnato da un individualismo opportunistico. E’ la passione comune che ci ha fatto combattere e vincere alcune battaglie di libertà dall’esito per nulla scontato, nella società italiana di questi anni: l’altro ieri contro la legge sulle intercettazioni, ieri contro una pessima riforma della diffamazione. E’ la passione comune che ci ha fatto combattere e cominciare a vincere battaglie per la dignità del lavoro che sono state in clamorosa controtendenza (spero che da domani lo siano un po’ meno) rispetto al clima dominante intorno a noi: penso alla recente legge sull’equo compenso, ottenuta anche grazie alla mobilitazione del sindacato e alla spinta che è arrivata dall’area del precariato e dalle sue combattive rappresentanze; ma penso anche allo straordinario valore delle nostre battaglie – passate e prossime – per il contratto nazionale, che molte voci (e molto influenti) della società tendono a presentare ormai come un proposito “nobilmente conservatore”.
Ci si può dimettere da un incarico sindacale, ma non ci si può dimettere da queste passioni. Nel ringraziarvi per le cose belle e giuste fatte insieme, e nel chiedervi benevolenza per quello che da Presidente avrei potuto fare meglio (solo un esempio: realizzare un maggior coinvolgimento dei componenti del Consiglio Nazionale Fnsi tra una seduta e l’altra), voglio aggiungere che insieme a queste passioni porterò nell’attività politica - se il “popolo sovrano” sarà d’accordo… - la lezione importante che viene dal carattere unitario del nostro sindacato. E’ un elemento che all’esterno si percepisce poco, ma che ho avuto la fortuna di poter cogliere e approfondire dal prestigioso “scranno” sul quale per 5 anni mi avete tenuto. Se un sindacato numericamente abbastanza esiguo riesce a pesare nell’opinione pubblica e nell’interlocuzione con le istituzioni e con la politica (come anche le ultime vicende dimostrano), ciò non dipende dal nostro essere “casta”, come infondatamente qualcuno pensa. E’ la logica del sindacato unitario che ci ha fatto vincere: lo sforzo di trovare sempre un punto di equilibrio condiviso, se necessario rinunciando ciascuno a una parte delle proprie convinzioni (una lezione che in politica, ad occhio, non sarebbe sbagliato applicare); l’idea che il sindacato debba essere non solo testimonianza coerente, ma anche intervento efficace. Insomma, ci piace partecipare, ma vogliamo anche provare a vincere. E poi continuerà ad essere preziosa per me l’attitudine che il nostro sindacato ha consolidato al rapporto coi cittadini e i loro diritti, assunti come metro di misura della giustezza delle nostre richieste e delle nostre iniziative.
Nell’attività che ora intraprendo, porto il bagaglio delle proposte che insieme in questi anni abbiamo elaborato a tutela dell’autonomia e del pluralismo dell’informazione. Sento di non doverne cambiare una virgola, perché non sono mai state proposte “di parte”, ma richieste fatte in nome dell’Articolo 21 della Costituzione, o dell’Articolo 1. Giudicherete voi della coerenza con la quale saprò sostenerle.
E’ stato un onore essere il vostro Presidente, e ve ne ringrazio ancora. Adesso le nostre strade si separano, ma so per certo - e questa consapevolezza mi conforta -  che, qualunque sia il futuro di ciascuno di noi, ci incontreremo di nuovo: sempre dalla stessa parte.
Vi abbraccio
Roberto Natale

GIORNALISTI:  L'ALTERNATIVA, VERTICI FNSI ABBANDONANO NAVE CHE AFFONDA. SERVE CONGRESSO STRAORDINARIO

Non ci resta che fare gli auguri a Roberto Natale, dimessosi da presidente della Fnsi per candidarsi al Senato in Umbria come capolista per il partito di Nichi Vendola. Siamo in attesa che anche Franco Siddi, segretario nazionale, ufficializzi la sua candidatura a presidente della Regione Sardegna, di cui si vocifera da mesi. - è quanto dichiarano i consiglieri Fnsi Paolo Corsini, Massimo Calenda, Marco Ferrazzoli, Pierangelo Maurizio e il membro dell'Esecutivo Usigrai Luigi Monfredi, aderenti alla componente l'Alternativa. - Sono auguri sinceri, non ci scandalizza certo che dei colleghi aspirino a importanti incarichi di partito.
Ma è evidente che i vertici stanno abbandonando la nave del sindacato che affonda, dopo aver pesantemente contribuito ad allargarne le falle. E confermano quanto andiamo denunciando da tempo: l’uso politico che si è fatto - non da ora ma da almeno vent’anni - del sindacato unico dei giornalisti, a scapito dell’intera categoria e dei colleghi più deboli. Che sia indetto un congresso straordinario della Federazione nazionale stampa italiana è il minimo che ci si debba aspettare, che si elegga finalmente un presidente realmente di garanzia sarebbe doveroso. Anche se sappiamo benissimo che si ricorrerà a giochi e giochetti perché nulla cambi.
Noi, instancabilmente e testardamente, continuiamo a pensare che questa professione, che ha tutela costituzionale, meriti una rappresentanza sindacale degna di questo nome, nella forma finora conosciuta o in altre forme. E’ ora che il sindacato dei giornalisti torni in mano ai giornalisti.

@fnsisocial
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